Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
26 ottobre 2012 5 26 /10 /ottobre /2012 14:35

Fino a poche settimane fa  il Psi a guida Nencini per sua stessa ammissione era destinato a fare da cerniera fra Casini ed il Partito Democratico. Come socialista mi sentivo stretto in questo ambito inconsueto per un socialista. Con la sottoscrizione del documento “Italia bene comune” le cose sono invece radicalmente cambiate ponendo il Psi in una posizione più coerente rispetto al proprio passato ed elle pretese di un partito con aspirazioni europee.  Forti erano le riserve da parte di molti compagni all’interno del Psi ed in quell’aerea diffusa di associazioni e circoli socialisti che mal digerivano i contatti con un  PD perso alla causa della sinistra e sempre più attratto dal sogno neoliberista montiano.  Prima della firma del documento in parola alcuni compagni della sinistra socialista non legata al Psi intravedevano la possibilità di un’alternativa di governo, auspicabilmente legittimata dalle urne con una diversa legge elettorale, fondata   su un asse preferenziale PD-SEL. Molti, però, si ponevano la domanda se questo PD sostenitore del governo Monti sarebbe riuscito ad uscire dall’angolo in cui si era cacciato per  rimodulare il rapporto fra la politica, le istituzioni e i cittadini. Il fenomeno Renzi ha fatto venir fuori nel PD quell’orientamento socialdemocratico di tipo europeo (Bersani-Fassina-Laboratorio politico)  che ha preso il sopravvento con i rappresentanti del pensiero filomontiano e con quella parte del partito legata alle gerarchie vaticane.

C’è di che rallegrarsi! Alcune riflessioni vanno però fatte. La prima fra tutte è se fosse stato mai possibile costruire un’alternativa di sinistra a prescindere dal PD rappresentata da SEL IDV e le associazioni e i movimenti della sinistra. Questa è la prospettiva che molti auspicavano come una svolta indispensabile per la sinistra. Se ciò fosse avvenuto la prima conseguenza e che la sinistra così composta, non avrebbe vinto, ma in compenso nel PD avrebbe vinto la linea che ritiene giusto continuare la linea del rigore che aveva fatto accordi con Casini ed alle prossime elezioni ci saremmo trovati un governo composta dal PD, Casini forse il Psi, pronti a seguire l’agenda Monti. L’accordo PD,PSI,SEL, ha scongiurato questo pericolo.

Un’altra è importante obiezione è che ritenere definitivamente perso il PD alla causa della sinistra con tutte le sue conseguenze in ordine allo stato sociale, alla lotta per la democrazia, per i diritti sarebbe stato presuntuoso ed estremamente pericoloso. Il PD è pur sempre un partito di massa e perderlo alla causa della sinistra significherebbe una grande perdita, perché abbiamo potuto constatare che tutte le vittorie conseguite dai movimenti, ma non seguiti da un forte appoggio da parte dei partiti hanno avuta vita breve. Basta considerare quello che è successo per il referendum sull’acqua. C’è anche una considerazione di politica internazionale da fare. L’Italia ha perso grazie a Berlusconi prima e Monti poi, una  parte importante della sua sovranità.   La sinistra da sola sarebbe mai riuscita a recuperare tale perdita non potendo contare su una sinistra Europea divisa e confusa sugli obbiettivi politici. Ci riempiamo la bocca a parlare del PSE, ma questo partito che è nostro naturale riferimento è stato assente dal dibattito italiano e non solo.

Certo la coerenza è una gran bella cosa ma a cosa serve, se poi a decidere sono altri? I socialisti dopo anni di purgatorio possono tornare a contare con la propria tradizione, con il proprio bagaglio politico e di idee  a insediarsi nei luoghi in cui si decide. Bisogna accettare questa sfida. Le primarie ci danno l’opportunità di vincere assieme a Bersani e a quella parte del PD che si è schierata per il rinnovamento  nei confronti di una destra frantumata e senza bussola che prova a far convergere su Renzi quei consensi idonei a bloccare il rinnovamento e a far prevalere la linea maggioritaria delle forze di governo. Vincendo Renzi l’Italia sarebbe condannata a sopravvivere al seguito di un’Europa che vuole che gli italiani siano governati in maniera ingiusta con la mortificazione del mondo del lavoro, con la emarginazione della scuola pubblica e dell’Università a favore di quella privata con la distruzione di un tessuto economico ed imprenditoriale di eccellenza e con una sottrazione sempre maggiore di margini di Democrazia. Se riusciremo a parlare un linguaggio diverso e proporre un progetto politico alternativo in cui si dica “questo è un programma di sinistra e questo è ciò che deve essere di sinistra in materia di alloggi, pensioni, sanità, scuola, salari, ambiente, diritti civili etc” allora provocheremo un dibattito che sicuramente porterà quella sinistra diffusa che esiste nel sociale, nel dibattito politico nei sindacati  dalla nostra parte e questo, solo questo potrà spostare il centro di gravità della vita politica. La sottoscrizione del documento “Italia bene comune” ci offre l’opportunità di opporci all’attuale deriva politica e a parlare quel linguaggio diverso.  Come Socialisti abbiamo il dovere di provarci.

 

Beppe Sarno

Condividi post

Repost 0
Published by Psimontella - in Riceviamo e pubblichiamo
scrivi un commento

commenti

Presentazione

  • : partito socialista montella
  •  partito socialista montella
  • : Partito Socialista Italiano Sezione "Ferdinando Cianciulli" di Montella
  • Contatti

Profilo

  • Psi montella
  • Aderente al Network per il Socialismo Europeo
  • Aderente al Network per il Socialismo Europeo

Testo Libero

Archivi

Link