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25 aprile 2012 3 25 /04 /aprile /2012 19:52

La  segreteria provinciale del PSI guidata da Marco Riccio ha scritto un’altra pagine di vergogna nella sua breve e tormentata storia. Non ce n’era  bisogno. Con un articolo apparso sui quotidiani locali i vertici provinciali del Psi sconfessano i  quattro giovani compagni di Solofra iscritti e facenti parte della sezione locale del PSI  e appoggiano una candidata nella lista Vignola, peraltro  non iscritta al partito.  Non solo, viene anche contestato il capogruppo regionale del PSI, Gennaro Oliviero. I compagni Alesssandro De Stefano, Alessandro Iannone, Rosa Brescia e Ariosto Guacci sono colpevoli di proclamarsi socialisti e di rivendicare un’autonomia che lo statuto del PSI gli riconosce.  Eppure un partito senza giovani muore e piuttosto che contrastarli Marco Riccio avrebbe dovuto cercare il dialogo, mostrando solidarietà appoggiandoli in una battaglia che probabilmente dal punto di vista meramente elettorale perderanno, ma che sarebbe servita come esperienza formativa per  il futuro non solo loro, ma anche nostro. Il rapporto fra i socialisti e la sinistra in genere è costituito da appuntamenti persi, delusioni, incomprensioni, diffidenze e questo avviene da troppi anni ormai. E vero però che la gioventù è stato sempre uno dei fondamenti  di vittorie storiche della sinistra. Tutti parlano della necessità di dover rispondere alle aspettative dei giovani, ma al momento opportuno se non rispondono alle nostre scelte li demonizziamo, li rinneghiamo. Per i giovani non è facile adattarsi al tipo di società in cui viviamo, moliti di essi non l’accettano e si ribellano nei modi più diversi. Il dato comune è che essi non accettano il nostro modello di società  e rifiutano regole che alla luce dei fatti e dei risultati della politica appaiono insoddisfacenti.

La gioventù è in difficoltà, ma nella nostra società, in cui la concorrenza viene ritenuta come un valore fondamentale, come potrebbe essere altrimenti? Per fortuna, alcuni giovani ed è il caso dei giovani compagni di Solofra, non si sentono pronti per giocare con queste regole e pretendono di cambiarle o di non giocare affatto. A questi giovani non si può rispondere con cinismo eliminando quelli che non accettano regole ormai morte. La diagnosi è implacabile, la sinistra e non solo il PSI  oggi non è in grado di fornire ai giovani una prospettiva di speranza. Intorno a parole  vuote si nasconde una rassegnazione allo stato attuale delle cose e della politica. Dietro queste posizioni di rifiuto,  che non è solo del PSI   Irpino, si dimentica che l'azione politica per servire la collettività chiede coraggio e audacia. La sinistra che oggi festeggi la festa della Liberazione dal fascismo dovrebbe ricordare che attraverso i suoi giovani ha creato punti di svolta. Così è caduto il fascismo, così si sono rigenerati i momenti più salienti della nostra storia repubblicana. Questi eventi sono tutti eventi che non solo da un punto di vista politico erano caratterizzati da una presenza incredibile di giovani, e sono eventi che sono  anche riusciti  a permeare tutte le speranze dei giovani di un cambiamento imminente e di una vita migliore per tutti. Anche se le aspettative sono state spesso deluse, chi può negare che la vita degli uomini e delle donne grazie a questi eventi è stata notevolmente migliorata?

Il Psi Irpino, non solo, ma tutti noi dovremmo avere il coraggio di riconoscere le nostre responsabilità  e trovare un percorso coraggioso per definire le linee guida di una nuova società, che oggi non solo non cambia le profonde disuguaglianze ma cerca di aumentarle e di cancellare diritti conquistati con anni di  lotte dalla sinistra e dai suoi giovani migliori. Le promesse che i padri fondatori della nostra repubblica, dopo il nero ventennio fascista, hanno fatto approvando la Carta Cosituzionale, non sono state mantenute e in nome di uno stato di necessità, solo in parte reale, si cerca di dimenticare o ancora peggio di cancellare.
E grazie ai giovani come quelli della sezione PSI di Solofra ed alla solidarietà concreta che sapremo dimostrare nei loro confronti   che potremo ancora sperare in un cambiamento e che il Psi e la sinistra apparirà di nuovo come alternativa stimolante al liberalismo.
Senza questa solidarietà è  inutile dire che il Psi viene meno alla sua ragione di esistere e si assume la responsabilità di non  rispondere alla sofferenza di questi giovani, che si affacciano per fare politica in  un mondo crudele e spietato.
Senza la solidarietà nei confronti dei giovani è inutile pensare ad una possibile rinascita della sinistra che se ci fosse sarebbe effimera e destinata a perire nel breve spazio di un mattino.

Beppe Sarno

 

Coordinatore provinciale del Network per il socialismo europeo.

 

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Published by Psimontella - in Politica
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