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12 dicembre 2011 1 12 /12 /dicembre /2011 20:02

 

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In attesa del possibile scossone stagionale, saranno ancora le miti correnti atlantiche ad imporre le loro performance nei prossimi giorni(13-17 dicembre).Ci saranno nuove perturbazioni in transito già mercoledì e la direttrice delle correnti occidentali esporrà soprattutto i versanti tirrenici e più in generale il Centro-Sud alle conseguenze piovose di questa circolazione. Ma cosa accadrà in corrispondenza del week-end? L'alta pressione oceanica, costantemente protesa fin sul Mediterraneo Occidentale, tenderà ad arretrare verso ovest elevandosi nel contempo più a nord, a creare così disturbo alla frenetica attività del Vortice Polare.
inizierà ad affluire aria sempre più fredda. Difficilmente al momento stabile le esatte ripercussioni, anche perché molto dipenderà dalla traiettoria precisa della colata artica: come spesso accade in queste circostanze, si potrebbe generare una depressione sui mari centro-meridionali italiani, foriera quindi di un peggioramento alimentato dalla discesa fredda. Si avrebbero le prime nevicate a quote basse in Appennino, mentre al Nord gli effetti del peggioramento potrebbero essere ben più limitati.
 

A cura di Aurelio Basile

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12 dicembre 2011 1 12 /12 /dicembre /2011 12:21

«Pubblico un pezzo della ultima intervista di Riccardo Lombardi nel maggio del 1984 (cinque mesi prima della scomparsa) . Intervista fatta alla storica Simona Colarizi per la rivista "Socialismo Oggi" diretta allora da Claudio Signorile. E' estremamente  interessante per il suo giudizio sul conflitto a sinistra tra PSI e PCI (in quei mesi era fortissimo) e sulle prospettive del socialismo. E dimostra come ad 83 anni si può essere molto più lucidi e lungimiranti di qualche trentenne.

Se questi sono i tabù che ostacolano l’elaborazione di un progetto di governo alternativo della sinistra, ci sono però anche pregiudizi politici da rimuovere e da superare. Non è facile trascinare Lombardi su questo terreno, cos’ cerca proprio di provocarlo. Cito una frase di Nenni del 1945: "Socialisti e comunisti sono alleati o sono nemici. Non c’è via di mezzo". Lombardi mi risponde in maniera altrettanto lapidaria: "Quanto più si è vicini, tanto più, per evitare confusioni, per non essere assorbiti e condizionati, si tende a marcare gli elementi di diversità". Basterebbe, dice, considerare quanto è avvenuto e avviene tra le diverse sette di una stessa confessione.

La ricerca della propria identità da parte dei socialisti e dei comunisti che sono forze vive e attive in una società a sua volta in movimento, si pone come un processo continuo. E dinamico è dunque il loro confronto che non può non avere anche fasi di scontro e di tensione. Questa dialettica non è, per Lombardi, un fatto negativo: "Io ho sempre pensato che la divisione nella sinistra sia un elemento positivo. Non dico l’ostilità permanente; ma la pluralità delle posizioni, la specificità delle singole vicende arricchiscono il patrimonio della sinistra e finiscono col diventare una ricchezza comune ai due partiti". La sinistra si impoverisce solo quando la capacità di elaborazione politica delle sue componenti diminuisce, e ciascuna tende ad arroccarsi su posizioni di consolidamento dell’esistente.

Socialisti e comunisti appaiono oggi preoccupati soprattutto di preservare il terreno di consenso già acquisito, caso mai di ampliarlo, finalizzando a questo la propria strategia. Possiedono appunto strategie di potere assai più che linee progettuali riconoscibili. Concorrenti nel reclutamento di adesioni nel paese, PCI e PSI, proprio perché si somigliano, si sentono maggiormente minacciati l’uno dall’altro, e si difendono accentuando la polemica reciproca. La competizione, di per sé stimolante, racchiusa in questo orizzonte, diventa sterile. E’ nel campo progettuale che i due partiti dovrebbero lanciarsi reciprocamente una sfida per dar corpo e sostanza alla strategia di governo delle sinistre.

Il richiamo alla vicenda passata del primo centro sinistra viene spontaneo. Anche se oggi la situazione è diversa, rimane il fatto che l’ostilità tra socialisti e comunisti esplode sempre nel momento in cui il PSI assume responsabilità di governo. E’ una reazione facilmente spiegabile, sostiene Lombardi: i comunisti intuiscono che, nonostante la loro superiorità numerica, i socialisti eserciterebbero un’indiscutibile egemonia culturale e politica in un governo di sinistra. Nell’ipotesi di un governo di collaborazione tra le sinistre, sarà la tradizione della democrazia socialista a prevalere, sarà cioè la politica riformatrice iscritta nella storia del PSI, non (o troppo di recente) in quella del PCI. Del resto, il partito comunista sta da molti anni attraversando una profonda crisi di identità; il patrimonio della tradizione comunista è in parte dissolto, e anche se il PCI esita a compiere alcuni passi, la sua fisionomia è profondamente mutata. Altro che la "mutazione genetica" attribuita da qualcuno al PSI! E’ logico che questa incertezza di sé pesi negativamente sulla capacità di elaborazione politica, e si rifletta in un moto di difesa esasperato, specie in una situazione obiettivamente difficile.

Lo abbiamo detto all’inizio: il momento attuale non è di agevole lettura. Quanto più i partiti della sinistra si affannano nella ricerca di una politica, tanto più si accentua la crisi di rappresentanza, il distacco tra società civile e poteri politici. Il che vale anche per i sindacati, perché non ci sono dubbi che lo scontro di oggi sui punti della scala mobile nasce soprattutto da un ritardo dei vertici sindacali ad interpretare le esigenze nuove del mondo del lavoro. Tanto è vero che si è accentuata la tendenza, da aperte dei sindacati, a delegare ai partiti l’elaborazione di una politica. Cos’ come per un lungo periodo fu il sindacato a esercitare la supplenza dei partiti! Ma la confusione di compiti e di ruoli che non si è mai dimostrata feconda nel passato, cade oggi in un momento di incertezza generalizzata. La pretesa del PCI, o di chiunque altro, a rappresentare la maggioranza delle masse lavoratrici è in stridente contrasto con la diffusa crisi di fiducia dei lavoratori nelle loro organizzazioni, che è poi peculiare a quel distacco o disincantamento della popolazione verso i partiti.

"Come vedi" dice Lombardi, "si ritorna di nuovo al discorso iniziale. Le risposte che la sinistra offriva in passato appaiono oggi inadeguate alle domande emergenti da una società nuova, estremamente variegata e parcellizzata. La scomposizione in atto nel sistema coinvolge le tradizionali classificazioni sociali; nuove stratificazioni e nuove aggregazioni si sono venute formando nel tessuto sempre più complesso della società. Bisogna saperle riconoscere; bisogna soprattutto offrire soluzioni flessibili, decentrate e suscettibili del massimo di autogestione da parte degli interessati". Lombardi a questo proposito dimostra con riferimenti precisi come, per esempio, una riduzione dell’orario di lavoro a prescindere dal vantaggio economico per ipotesi riconosciuto, sarebbe di dubbia efficacia sulla qualità della vita, se regolata da una normativa uniforme.

Insomma, il socialismo è diventato più difficile. O forse, nella crisi delle ideologie che caratterizza la nostra epoca, si va perdendo il significato stesso di socialismo?

"Naturalmente Lombardi non è d’accordo. La caduta delle ideologie è un elemento positivo se inteso nel senso del superamento di quanto di mistificatorio c’era in ogni ideologismo esasperato. Certamente il messaggio palingenetico, messianico di cui le ideologie sono state portatrici nel passato, proprio per la sua estrema semplicità - la promessa di un "paradiso in terra" - costituiva un fattore di grande mobilitazione delle masse. Ma, una volta liberato dagli elementi mitici, il socialismo non ha perduto né la sua forza di attrazione, né la sua capacità di convincimento.

Il progetto di una società socialista ha ancora oggi alcuni fondamenti ineliminabili: dal punto di vista economico, la centralità del profitto e del valore di scambio deve essere sostituita da quella del valore d’uso; insomma, produrre per il consumo della popolazione, non per massimizzare il valore di scambio. "Sono concetti semplici e non sono neppure cos’ rivoluzionari. Quanto poi l messaggio politico che oggi esprime il socialismo, a me pare molto bella questa definizione:" Una società socialista è quella nella quale a ciascun individuo sia data la massima possibilità di influire sulla propria esistenza e sulla costruzione della propria vita".

di Peppe Giudice 
Network Per Il Socialismo Europeo
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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 09:05

di Paolo Flores d'Arcais

Centomila firme in 48 ore! E’ un vero e proprio tsunami laico e democratico, quello scatenato dall’appello di MicroMega con cui si esige dal governo Monti che faccia pagare l’Ici anche alla Chiesa. Una cifra così impressionante mi sembra (ma forse ricordo male) non sia stata raggiunta in così poco tempo neppure da appelli lanciati da siti che hanno ogni giorno milioni di visitatori.

Evidentemente questo successo nazional-popolare indica che nel paese è ormai larghissima l’indignazione per i privilegi smisurati e tabù di cui gode tutto ciò che è protetto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Forse si tratta anzi del convergere di due motivi di indignazione: la cinica immoralità di una Chiesa che stando ai suoi testi sacri dovrebbe essere dalla parte dei poveri (è più facile che un cammello...) e invece continua a non pagare le tasse, mentre vengono chiesti sacrifici a pensionati che non arrivano alla fine del mese, e la stanchezza che sta virando in rivolta per l’opprimente presenza della volontà clericale in ogni circostanza della vita pubblica, materiale e spirituale, malgrado uno Stato democratico sia tale solo se libero dall’influenza di qualsivoglia Chiesa (lo sapeva già il liberale conservatore Cavour, e in tempi di 150° anniversario varrebbe la pena applicare il suo “libera Chiesa in libero Stato”).

Credo che ogni lettore e navigatore possa perciò dare un contributo formidabile a questo vero e proprio movimento che sta dilagando sul web. Non limitandosi a firmarlo, ma facendo circolare con tutti i mezzi di comunicazione alla portata di ciascuno: facebook, sms, indirizzari e-mail, interventi nei microfoni aperti di trasmissioni radio, messaggi nei blog di trasmissioni televisive...

Il successo dell’appello sta provocando le prime crepe anche nell’establishment cattolico, qualcuno anche parecchio “in alto” si sta domandando se non sia meglio rinunciare a qualche privilegio anziché pagare lo scotto di una ostilità crescente fra gli stessi credenti. La tua partecipazione attiva a questo movimento potrebbe essere decisiva per costringere il governo Monti a cambiare, almeno sul punto Ici/Chiesa, le sue pessime decisioni.

Per firmare vai a:
bit.ly/ici-chiesa

(9 dicembre 2011)

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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 09:03

15 dicembre 2011 ore 10,30
Complesso Monumentale S. Francesco a Folloni
Biblioteca “San Francesco”, Via San Francesco Montella (AV)

Errico Cuozzo, ordinario di Storia medievale - UNISOB Napoli
Giuseppe Muollo, Soprintendenza BSAE di Salerno e Avellino
 
Presenteranno i volumi della Collana ‘Cognitio cum dilectione’ editi dal Cesfram
Diego Cavaniglia. La rinascita di un conte (a cura di fra Agnello Stoia)
Le usate leggiadrie. I cortei, le cerimonie, le feste e il costume nel Mediterraneo tra il XV e XVI secolo (a cura di Gemma Teresa Colesanti)
DIRETTA TV SU www.montella.eu    www.montella.tv

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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 09:00

Oggi anche in provincia di Avellino il volantinaggio di SEL per far conoscere le proposte alternative alla manovra senza equità sociale varata dal Governo Monti.

Il volantinaggio avrà  luogo nei comuni di Avellino, Atripalda, Mercogliano, Solofra, Santa Paolina, Montella, Baiano, Mugnano del Cardinale, San Martino Valle Caudina e Calitri.

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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 11:10

 

NAPOLI - E' ancora tensione in giunta regionale tra Giuseppe De Mita e il governatore Stefano Caldoro. Questa volta lo scontro è avvenuto sulla designazione dei presidenti degli 11 parchi e riserve protette regionali. De Mita ha contestato all'esecutivo la mancata collegialità delle scelte ed ha nuovamente abbandonato la seduta di giunta.

Per quanto riguarda i due parchi irpini, al Partenio Giuseppe Zampino subentra a Sabino Aquino e al Parco dei Picentini Gregorio Romano subentra ad Anna Savarese. Polemiche sono state sollevate anche da parte dei presidenti uscenti che intendono presentare ricorso al Tar. 

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10 dicembre 2011 6 10 /12 /dicembre /2011 09:29

Forte emozione mercoledì sera a Montella (Avellino) in occasione del concerto di beneficenza di Andrea Mirò.

Il ricavato della serata sarà devoluto al reparto di Fisiopatologia respiratoria dell’ospedale Monaldi, diretto da Giuseppe Fiorentino, che li utilizzerà per l’acquisto di apperecchiature di supporto ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica.

L’iniziativa, per il quarto anno consecutivo, è stata organizzata dall’associazione di volontariato “Autilia Volpe”, presieduta da Yvonne Pizza.

Presenti all’evento i vertici regionali di Aisla, a partire da Antonio Tessitore, giovane di Villa Literno (CE) affetto da Sla, presidente della sezione Aisla di Napoli e Caserta, che ha fatto da tramite tra la locale associazione e il Monaldi.

Tessitore è intervenuto per un breve saluto, letto come di consueto dal sintetizzatore vocale: “Questa serata è importante perché serve a dare speranze ai malati di Sla come me e soprattutto a farci capire che non siamo soli, che c’è  qualcuno che lotta per noi e con noi, per alleviare le nostre sofferenze e migliorare la nostra vita”, ha detto Tessitore, fra la commozione generale, che ha coinvolto anche Andrea Mirò.

 

Tratto da http://informareonline.com

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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 16:31

 

Previsioni.jpg

 

Il tempo nei prossimi giorni ( 9-13 dicembre) in Italia sarà variabile, ma l'Inverno continuerà a latitare. Infatti, sul comparto euro-atlantico si rafforzerà la configurazione NAO positiva, con un forte Vortice Polare a nord e venti zonali variabili al sud. Nella Multi MTG possiamo vedere la tipica configurazione NAO+, con i vortici di Islanda e polare che stazionano nell'area settentrionale del continente, mentre quella meridionale è preda di veloci venti zonali, per lo più infruttuosi e certamente non freddi.


 info: (per approfondimenti http://meteointernet.blogspot.com/ ) a cura di Aurelio Basile

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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 15:16

Tratto dal Corriere Dell'Irpinia.

 

AVELLINO - Una mobilitazione “socialista” per dare un nuovo ruolo alla politica e al Pd: questo il tentativo di Gerardo Adiglietti che ieri per il secondo appuntamento dopo quello del Samantha Della Porta ha chiamato a confrontarsi i socialisti di tutte le aree e di tutti gli schieramenti. Protagonista dell’evento l’ex ministro Carmelo Conte.

Adiglietti esordisce rivendicando le sue radici.«Vedervi tutti insieme mi commuove» dice rivolgendosi ai compagni del vecchio Psi in sala. 
«Oggi prendiamo atto che è stata sconfitta la politica che declina il proprio ruolo e si affida a tecnici - analizza - Una storia che si ripete e che ha analogie con l’avvento del fascismo e con i fatti del 94». A differenza di allora però, «oggi a sconfiggere la politica sono i poteri forti, le banche, la finanza. La politica si nasconde perché non è capace di coniugare gli interessi generali con la situazione di grave emergenza che c’è». 
La strigliata è a tutti i partiti ma soprattutto al centrosinistra. «Ci siamo attardati a contare le signorine che passavano per Arcore e abbiamo perso di vista la necessità di rilanciare un protagonismo nuovo»
Il suo è un appello a riscoprire quel fermento socialista che permise nella metà degli anni ‘80, col referendum sulla scala mobile, di far vincere la «democrazia partecipata».
Per far questo, sostiene, è anche necessaria una «riforma dei partiti e della politica».
Il Pd in tal senso, è stata una speranza ma poi «ha vinto l’interesse alla conservazione del dualismo Dc-Pci»

Sul partito irpino poi il giudizio è estremamente critico. «Forse soddisfa portare D’Alema all’Irisbus - dice -mi chiedo se ci si prepara a fare tra poco la stessa cosa anche per la Fma». Un po’ come dire: a cosa serve la passerella quando non ci sono risposte alle aziende che chiudono? Il problema insomma è quello dei contenuti della proposta politica. 
Non a caso Adiglietti cita i numeri di recenti sondaggi. «Abbiamo ridato forza al centro che recupera e fatto rinascere una sinistra che non c’era più. Con tutto lo scatafascio che c’è noi acquisiamo solo il 1,7% quando ci si attendevano numeri ben più alti. Persino il Pdl viene dato in crescita».

La bocciatura è sulla linea politica che ovviamente comprende anche il tema delle alleanze. «Non sono per un’apertura al centro - continua - Prima di strizzare l’occhio all’Udc occorrerebbe chiedersi se è quello stesso partito che alleandosi contro di noi ci ha fatto perdere in Molise e oggi governa in Campania. Qualche dirigente del nostro partito dice “scordiamo il passato”. Io dico di no, che non è possibile se prima non ci sono segnali di ravvedimento concreto». 

E poi c’è il tema dei rifiuti sul quale vengono chiamati in causa direttamente De Luca e Fierro
«In provincia il nostro gruppo ha fatto passare il principio della provincializzazione e della società pubblica. Oggi improvvisamente si vota contro e non si sa per quale motivo». Il riferimento al senatore che ha sposato la linea del Pd nazionale è chiarissimo, come è chiaro quello che Adiglietti fa a Fierro: «Si parla di assunzioni a IrpiniAmbiente ma posso assicurare, lavorando in Provincia che non ne è stata fatta alcuna perché ancora devono essere smaltite quelle fatte in questo settore per 20 anni. Altro che carrozzoni...».
Altre stoccate ce ne sono per il «rottamatore» Mancino e per il «senatore per caso» De Luca. Per Adiglietti il Pd dovrebbe ripartire da due soggetti «i socialisti e i giovani». Infine ringraziando Conte per la presenza ricorda la sua storia politica e la triste vicenda giudiziaria che lo ha visto uscire innocente dopo anni:«Poteva fare ben altro e invece ha aspettato in silenzio. I socialisti sono così».

Come Festa che ha lasciato in punta di piedi l’Ato quando «il Pd aveva già il nome del nuovo presidente in tasca. Una vera schifezza». 

Prendono la parola anche il socialista Lino Moscatelli che porta i saluti del segretario Psi Marco Riccio, l’avvocato Francesco Iandolo e il sindaco Giuseppe Galasso. Poi il microfono e le attenzioni passano a Conte che fa un parallelismo. «Il movimento degli indignados - dice - assomiglia a quelli del ‘68. Allora la risposta del Pci fu quella del compromesso storico». Oggi invece la lettura è diversa, come la risposta che non è politica bensì «finanziaria». 
Conte ripercorre gli anni della fine della prima Repubblica quando Occhetto per «abbattere Psi e Dc» e per conquistare il potere propose un’aggregazione vasta. Poi è venuto Berlusconi che «ha impresso un ritmo incalzante» alla trasformazione della politica «dalla democrazia dei partiti a quella del popolo». 

Il difetto del Pd di oggi nasce da un vizio originario quello di aver tentato una «sorta di compromesso storico» senza «aver individuato i principi di fondo e la fetta di società da rappresentare». Per l’esponente socialista il Partito Democratico rimane «una bella scommessa». Per questo il Pd, che regge nel Centro Italia ma è debole nel Sud ha bisogno di una «mobilitazione dei socialisti». Questi, ricorda, in Campania hanno raggiunto in passato anche il 20%. Ecco perché si dice convinto che occorra anche oggi ricercare la«soluzione socialista del Mezzogiorno». 

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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 15:13

Domenica 4 dicembre una nuova tornata elettorale in due stati ex –jugoslavi ne ha modificato il panorama politico e pur con specificità proprie con uno spostamento a sinistra. Chiarissimo è stato in Croazia con la vittoria del socialdemocratico Zoran Milanovic, a capo di un’alleanza con formazioni liberal-democratiche progressiste, denominata “Kukuriku”, dal nome del ristorante dove fu concluso il patto In Slovenia, invece il premier socialdemocratico uscente Borut Pahor e la sua coalizione di centro sinistra sono stati brutalmente sconfitti: il suo partito, i Democratici Sociali (DS) sono scesi al 10,5%, contro il 31% di tre anni fa e i suoi alleati al governo liberal-progressisti LDS(1,5%) e Zares(0,65%) non hanno superato la soglia del 4%. Tuttavia lo spostamento a sinistra è attestato dal fatto che tutti i sondaggi davano per sicuro vincitore con la maggioranza assoluta l’ex premier conservatore Janez Janša con il suo SDS, che invece non è neppure il partito di maggioranza relativa con il suo 26,3%, sorpassato dal PS(Positiva Slovenia) di Zoran Jankovic, il sindaco di Lubiana, con il 28,6%. Si tratta di un exploit notevole per un partito fondato appena 4 mesi fa dal milionario di sinistra. Jankovic ha escluso ogni alleanza con Janša, perché- come ha detto- “Il suo cuore batte a sinistra, anche se il suo portafoglio è a destra”, ma soprattutto perché il suo è un programma di crescita economica e non di tagli di bilancio o al welfare. Proprio su una riforma delle pensioni, al cui confronto quella di Monti è più leggera, Pahor aveva perso un referendum e costretto il Presidente a sciogliere in anticipo il Parlamento. Jankovic, a differenza di Milanovic a Zagabria, non ha la maggioranza assoluta e dovrà raggiungere almeno 46 voti sui 90 seggi del Državni Zbor (Assemblea statale) . In partenza sono assicurati i suoi 28 e i 10 dei DS di Pahor, partner possibili sono il centrista Gregor Virant, arrivato quarto con otto deputati e il Partito dei Pensionati DeSUS con 7. In Parlamento hanno superato la soglia il Partito Contadino e i cristiandemocratici NSi. La coalizione di Milanovic, socialdemocratici (SDP, partito popolare(HNS), Democratici istriani (IDS) e Pensionati(HSU) disporrà di di 80 seggi su i 151 del Sabor. Il Parlamento croato si presenta frammentato con i 71 seggi delle opposizioni suddivisi tra 7 partiti, con l’HDZ, il partito dominante dall’indipendenza con 47 .e altri da 1 a 6, come l’unica formazione di sinistra Partito dei Lavoratori. Sarebbe errato trarre previsioni di carattere generale dai processi elettorali in corso, al massimo sono consentiti auspici. Un inversione di tendenza per i partiti socialisti è appena delineata, ma è evidente che Danimarca e Croazia non compensano la Spagna. Molto più interessante è notare che i partiti che hanno sposato le ricette di austerità e di tagli al welfare sono stati sconfitti, Spagna, Portogallo e Slovenia e Irlanda e lo stesso sarebbe successo se si fossero indette elezioni in Grecia e in Italia. Il nome di un partito significa meno della politica in concreto perseguita i Democratici Sociali di Pahor son stati sconfitti dalla loro scelta di rigore sulla riforma pensionistica. Un tema caldo tanto che sia in Croazia che in Slovenia hanno rafforzato i partiti dei pensionati. L’alleanza socialista liberale, uscita anche dall’Assemblea Congressuale di Fiuggi del PSI ha vinto in Croazia, ma in Slovenia è stata battuta sonoramente. La politica economica fa la differenza e il mantra di liberalizzazioni e privatizzazioni non riscuote molto successo. Per i socialisti, ma per l’intera sinistra, il problema è quello di presentare una alternativa credibile alle ricette della BCE e l’andamento del Congresso della SPD con gli interventi fortemente europeisti di Helmut Schmidt e di Walter Steinmeier lasciano ben sperare in una sinistra che sappia respingere lw tentazioni nazionaliste. Al margine del vertice europeo sarà firmato il trattato di adesione della Croazia: lo firmerà un socialdemocratico: un buon segno

 

Felice Besostri.

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