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16 febbraio 2013 6 16 /02 /febbraio /2013 11:56
Larizza - L'ex segretario generale della Uil, capolista del PSI in Campania per il Senato
 
Lucio Filipponio - Larizza: lavoro, cultura, lotta alla criminalità
 


Una candidatura forte, capace di incarnare i valori fondanti del Partito socialista, tutta orientata a risollevare il Paese dal baratro della crisi ridando nuova linfa al tessuto industriale. L’ex segretario generale della Uil Pietro Larizza, capolista al Senato in Campania ha presentato a Napoli la propria candidatura nelle file del Psi. A dare il via alla campagna elettorale in Campania al fianco di Larizza, il segretario e il coordinatore nazionale del Psi Riccardo Nencini e Marco Di Lello. Per Larizza le priorità in una regione affascinante quanto difficile come la Campania sono la lotta al precariato, alla legalità e agli scarsi investimenti in cultura.

Come capolista al Senato in Campania su quali argomenti punterà?
Va premesso che la mia è una candidatura “concordata” con la coalizione nel senso che dovrebbe offrire un punto di forza aggiuntivo in una regione difficile sul piano dello scontro tra coalizioni. Occorre uno sforzo in più e la lista socialista deve garantire il superamento della soglia prevista. Il tema politico? è vero che Monti ha tamponato la caduta nel baratro dell’azienda Italia, ma le modalità con le quali ha operato il suo salvataggio sono contraddistinte da poca equità.
I contenuti dell’azione di governo Monti lasciano molto a desiderare. Tutte tasse e tagli inconsistenti, per di più tasse che gravano quasi solo sulle famiglie, sui pensionati e sui lavoratori dipendenti: cioè soltanto sul reddito fisso e questo è profondamente iniquo. Se c’è da fare un sacrificio per rimettere in moto l’azienda Italia è giusto che gravi su tutti. L’Imu è la parte più pesante, ma ci sono anche l’Iva e le accise a far soffrire le famiglie. Il cosiddetto ceto medio è diventato medio-povero.

Da dove occorre ripartire in Campania?

Sicuramente dal far fronte all’emergenza lavoro, soprattutto per i giovani. E su questo tema purtroppo la Campania vive una fase acuta. In più da anni si avverte un declino costante del tessuto industriale della regione. Oggi il più grande insediamento industriale in Campania è quello della Fiat di Pomigliano intorno al quale gravitano le maggiori preoccupazioni. Lo Stato e le realtà locali devono creare le condizioni per facilitare gli investimenti dall’estero e le attività produttive già esistenti, snellire la burocrazia che purtroppo rallenta il processo di rilancio dell’economia della regione. Dopo la lotta al precariato, occorre continuare in quella per la legalità in maniera dura così da eliminare un forte limite agli investimenti in regione. La Campania non può essere considerata la regione della criminalità. Lotta alla legalità che va portata avanti con inchieste mirate tali da colpire con sequestri irreversibili il patrimonio dei boss. Altra leva dalla quale ripartire per rimettere in moto l’economia campana è il sapere: va riorganizzata e promossa l’organizzazione degli investimenti in Università, ricerca e formazione. Il governo deve tornare a considerare il sapere come la parte centrale del nostro futuro, bisogna investire in cultura perché rappresenta il futuro di tutti: basta con visioni miopi di chi non investe in cultura perché non ne vede un ritorno immediato.

Cosa ha portato con sé adesso che è candidato socialista della sua lunga storia di sindacalista Uil?

L’esperienza acquisita nella mia vita sindacale la porto sempre con me. Vi è inoltre una forte coincidenza tra alcuni principi cardine del mio sindacato con quelli del partito socialista: prima di tutto l’equità fiscale, la giustizia sociale e la solidarietà.
(da Avantionline.it)

martedì 12 febbraio 2013   

 

http://www.avantidelladomenica.it/site/artId__2344/515/619-Lucio_Filipponio_-_Larizza-_lavoro-_cultura-_lotta_alla_criminalita.aspx

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12 febbraio 2013 2 12 /02 /febbraio /2013 10:46
Intervista di Salvatore Paolo Orru (Notizie Tiscali.it)
 
Nencini: "Non siamo e non saremo mai subalterni a nessuno"
 

I cittadini dell’Europa, gli italiani in particolare, stanno chiedendo a gran voce che la politica imbocchi altre vie. La disaffezione nei confronti di chi governa la cosa pubblica è più che palpabile e potrebbe riflettersi in una ulteriore riduzione di presenze alle urne il 24 e il 25 febbraio. L’Italia è stata costretta ad una politica di estremo rigore senza che ci siano stati passaggi intermedi, più per una esigenza delle banche che per una reale presa di coscienza di cosa impedisce al nostro Paese di crescere. Ed è in questo panorama, in questo pantano di partiti e di movimenti, che ogni giorno di più diventa necessario valutare e mettere in azione proposte concrete e adeguate al futuro dell’Italia. In quest’ottica desidera inserirsi anche la proposta politica del segretario nazionale del Partito Socialista Italiano (Psi), Riccardo Nencini.
Segretario, il suo partito, diventato extra parlamentare dopo la debacle nelle scorse elezioni, potrebbe tornare in Parlamento grazie ai “buoni uffizi” del PD, con quale autonomia?
“Non siamo e non saremo mai subalterni a nessuno, il PD e il PSI stanno costruendo un percorso comune nella casa comune europea (PSE): questo è il destino che si è dato Bersani (il PSI è fra i fondatori). Saremo, quindi, insieme e insieme coltiveremo i progetti di politica e cultura europea. Congiuntamente, faremo battaglie di libertà per i diritti delle persone: lotte che sin dalle origini sono nel Dna dei socialisti, dei radicali e del mondo laico. L’altro obiettivo è legato al mondo della conoscenza e della formazione: faremo proposte di legge per migliorare il mondo della scuola e dell’Università e per gli studenti fuori sede che hanno merito”.
Lavoro, pensioni, articolo 18, disoccupazione, sono questi gli argomenti che stanno provando la pazienza dei lavoratori italiani. Qual è la proposta del suo partito?
“Quando è stata concepita la legge Fornero si pensava ad una fuoriuscita dalla crisi più rapida. Oggi, invece, abbiamo 500mila lavoratori fra i 55 e i 65 anni che con i nuovi parametri pensionistici sono costretti a rimanere nel mondo del lavoro. Allo stato dei fatti, costituiscono un tappo per i nuovi inserimenti nel mondo produttivo. La riforma Fornero può essere riformata per aprire spazi per chi ha un’età anagrafica più bassa”.
Le sue proposte assomigliano terribilmente a quelle che fanno tutti i partiti e tutti i movimenti. Che cosa dovrebbe distinguervi?
“Noi faremo: proporremo norme migliori sull’apprendistato, perché molti mestieri utili stanno rischiando di scomparire. Neppure il governo di Mario Monti è riuscito a dare risposte a quei precari che, oggettivamente, sono stati esclusi da qualunque tutela contrattuale e legislativa. Occorre, insomma, ridare speranze, estendendo, le nuove norme relative sull’apprendistato anche a chi ha un’età superiore ai 35 anni, ovvero più della metà dei nuovi precari. Per farlo occorre colmare la lacuna più grave: l’assenza di un fondo destinato a puntellare piani di lavoro rivolti all’assunzione dei più giovani. Fondo che l’attuale governo avrebbe potuto costituire con le entrate di una patrimoniale sulle grandi ricchezze”.
Per fare questo occorre riformare la scuola, migliorare la formazione professionale.
“Bisogna formare i nostri ragazzi nel mondo della manutenzione e nella cura delle persone, in questi settori ci sono spazi di lavoro importanti. Infine, è non dulcis in fundo, ci sono leggi finanziarie che hanno di fatto fermato le assunzioni nella pubblica amministrazione: su dieci persone che lasciano il posto di lavoro ne possono essere assunte due. Ora, è vero, colava troppo grasso, ma ormai è stato spillato, pertanto potrebbe essere giunto il tempo di applicare anche in Italia la flex security: in sostanza, le amministrazioni comunali potrebbero essere messe in condizione di pagare un sussidio di disoccupazione, legandolo allo svolgimento di servizi sociali utili (miglioramento del verde, manutenzione delle scuole …)”.
Articolo 18 …
“Il socialisti pensano ad un articolo 18 bis, totalmente dedicato a quella generazione di ragazzi che non hanno mai stipulato un contratto a tempo indeterminato, desideriamo difendere soprattutto loro: vogliamo che questi giovani possano usufruire di contratti più garantisti di quelli attualmente in vigore”.
Quali le altre priorità?
“Gli argomenti chiave della nostra azione politica sono cinque: lotta serrata contro l’evasione fiscale, approvazione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze e tassazione delle transazioni finanziarie per poter abbattere la pressione fiscale sui redditi fissi e sulle imprese. Solo così si potranno avere le risorse necessarie per rilanciare la crescita; sulla scuola ho già detto; occorre, inoltre, riformare le istituzioni, tagliare le indennità, modificare i vitalizi nelle regioni, regolamentare i diritti e i doveri dei cittadini; dare i diritti agli stranieri di terza generazione, parità di genere, registro testamento biologico”.
Nencini, questa Europa non piace a nessuno, nemmeno agli europeisti più convinti.
“L’Europa del dopo-guerra ha vissuto tre fasi diverse: la prima, quella dell’immediato dopoguerra, era quella del carbone e dell’acciaio con la conseguente nascita di un primo gruppo di nazioni che si erano unite per evitare che potesse riaffacciarsi il dramma di un’altra guerra. Nel 1992 è stato, invece, firmato Il Trattato di Maastricht, da cui è nato l’euro. Ora occorre pensare a una terza fase, quella di un’Europa che faccia eleggere ai cittadini i suoi vertici, per realizzare insieme lo stesso percorso nella politica estera e nella politica di difesa”.
Mario Monti piace alla Merkel, Bersani un giorno sì, un altro anche, dice di volerlo come alleato nel prossimo governo. Insomma, si dovrà andare avanti senza l’altra sinistra?
“Gli italiani hanno una buona memoria: sanno che il responsabile del questo stato di crisi è Silvio Berlusconi, per questo sceglieranno la strada maestra, sceglieranno una maggioranza di centro sinistra con chiarezza sia alla Camera che al Senato (sono ottimista)”.
La vicenda Mps sta mettendo in cattiva luce il Partito Democratico. Soluzioni?
“La vicenda Mps è un esempio da testo scolastico su come non si debbano fare i controlli, di come la tecnocrazia abbia governato male la terza banca italiana e di come il rapporto tra pubblico e privato non debba più seguire quella direzione di marcia. Sono questi i fattori negativi che occorre superare per “ripulire” dal personale politico l’ambiente degli istituti di credito”.
Ingroia e Grillo stanno facendo una campagna elettorale aggressiva: saranno loro la novità del quadro politico italiano?
“Demagogia e qualunquismo sono i nemici letali della libertà. Grillo sta puntando alle aree dell’astensionismo, ma secondo me non avrà le percentuali che ha ottenuto in Sicilia: Ingroia? Lo lascio sotto forma di domanda: riuscirà a eleggere qualcuno? Ne dubito: la soglia è molto alta”.
Salvatore Paolo Orru

 

mercoledì 6 febbraio 2013

 

http://www.avantidelladomenica.it/site/artId__2323/513/807-Nencini-_%22Non_siamo_e_non_saremo_mai_subalterni_a_nessuno%22.aspx

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4 febbraio 2013 1 04 /02 /febbraio /2013 16:49

Dieci grandi questioni irrisolte. Dieci proposte di legge che i deputati e i senatori del Psi presenteranno nel primo mese di attività parlamentare.

 

1) SVILUPPO ED EQUITÀ. Il dramma italiano è la mancata crescita. Negli anni ottanta il Pil cresceva il doppio della media europea. Negli ultimi vent'anni è cresciuto della metà. E oggi l'Italia attraversa una situazione di grave depressione. Per rilanciare lo sviluppo occorre che le forze socialiste europee abbiano la meglio su quelle conservatrici. L'Italia, intanto, nei limiti sanciti dai vincoli europei, deve operare per diminuire la tassazione sul lavoro e sulle imprese, e nel contempo dismettere parte del proprio capitale immobiliare, senza per questo svenderlo come già avvenuto in epoca di privatizzazioni. Il tutto nell'ottica di una politica di equità sociale, che preveda che chi più ha più dia. Per questo il Psi propone una patrimoniale sui grandi patrimoni immobiliari e finanziari, una diversa e più selettiva modulazione dell'Imu che escluda la prima casa, tranne quella di lusso, il superamento del patto di stabilità – causa di larga parte delle difficoltà degli enti locali nel pagamento delle imprese - per quanto riguarda gli investimenti e una sua generale ricontrattazione. Su questi ultimi tre punti il Psi orienterà la sua prima proposta di legge.

2) LA COSTITUENTE. Il Psi da tempo ha lanciato la parola d'ordine della Costituente riprendendo uno slogan di Pietro Nenni nell'immediato dopoguerra ma valido ancor oggi: "O la Costituente o il caos". Oggi il caos istituzionale è la prassi della vita democratica italiana. Si vive in una situazione schizofrenica, in un sistema formalmente parlamentare ma sostanzialmente presidenziale. La Costituzione resta quella del 1948 con la sola modifica del Titolo quinto, introdotta dal governo dell'Ulivo e poi messa in discussione dallo stesso governo Prodi per le numerose incongruenze introdotte nel rapporto tra stato e regioni. Per il resto le uniche modifiche introdotte in questi vent'anni di seconda Repubblica mai nata sono esclusivamente di natura elettorale. Il Psi porterà in Parlamento una riforma organica dello Stato, da varare attraverso un'Assemblea costituente, che dovrà scegliere tra parlamentarismo e presidenzialismo e solo in seguito tra proporzionalismo e maggioritario a uno o due turni. La preferenza del Psi è per un modello parlamentare di tipo tedesco, eventualmente con cancellierato, e per un proporzionale corretto, a cui si aggiunga la diminuzione del numero dei parlamentari e il Senato delle regioni.

3) LA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI. Il Psi è partito della democrazia dei cittadini, non della democrazia delle èlites. In questi vent'anni sono venute meno molte prerogative democratiche. Parlamentari nominati e non eletti, listini regionali bloccati, giunte regionali, provinciali e comunali incompatibili con i Consigli, questi ultimi depotenziati dai tradizionali poteri, adesso proposta di abolizione dei Consigli provinciali e trasformazione delle province in enti di secondo grado, abolizione delle circoscrizioni nelle città con meno di 250mila abitanti. La democrazia del popolo, che si esercita attraverso il voto, è stata gradualmente sostituita dalla democrazia delle élites, alle quali sono affidati i poteri di scelta dei nominati. Così le èlites si sono sostituite al popolo. Sono divenute il vero centro decisionale del sistema politico. L'oligarchia regna peraltro sovrana in ogni campo della vita sociale. E in particolare nel mondo dell'informazione in cui singoli giornalisti televisivi possono incrementare o soffocare singole forze politiche attribuendole o negandole spazi, nel mondo giudiziario ove i partiti dei giudici regnano sovrani nel Csm effettuando promozioni o rimozioni a seconda dell'appartenza a questa o quella associazione, nel mondo industriale e sindacale, negando progressivamente diritti decisionali o di rappresentanza. Il Psi orienterà le sue proposte al ribaltamento della situazione attuale, per il ripristino della democrazia dei cittadini.

4) I GIOVANI. Occorre rilbaltare un welfare tutto basato sull'assistenza agli anziani, che vanno tutelati, mentre il mancato sviluppo e la necessità di tagliare il debito hanno portato alla ribalta l'esplosione drammatica della questione giovanile. L'Italia oggi registra quasi il 35% di giovani disoccupati, che rappresentano un problema di ordine economico e sociale. Il Psi lavora per creare opportunità e non solo per la difesa di uno stato sociale che sta diventando iniquo. Investimenti sociali dunque. Una legge che preveda la detassazione delle assunzioni giovanili, ammortizzatori per i giovani che passano da un lavoro a un altro, con copertura parziale dello stipendio e formazione professionale garantita, un salario minimo garantito per tutti i giovani in cerca di occupazione e intanto utilizzati per servizi di interesse pubblico ( la copertura potrebbe essere individuata da una maggiore entrata fiscale dovuta alla lotta all'evasione e da una maggiore tassazione delle rendite e dei grandi patrimoni).

5) LA GIUSTIZIA GIUSTA. È un vecchio obiettivo dei socialisti, che introdussero per referendum la responsabilità civile dei magistrati nel 1987, poi praticamente azzerata da una legge debole e contraddittoria. Occorre rilanciare, attraverso una proposta di legge del Psi, il tema giustizia con: lo sveltimento dei processi, magari anche la limitazione a due dei livelli di sentenza, la più scrupolosa e quasi mai rispettata gestione del carcere preventivo, che va ancor meglio e più specificatamente precisato, certo ristretto a casi estremi e non usato a fini di confessione, la separazione delle carriere dei magistrati, tra inquirenti e giudicanti, come avviene in tutti i paesi europei.

6) LA REPUBBLICA LAICA. Il Psi proporrà di inserire all'articolo uno della Costituzione la parola "laica". L'Italia diviene così una Repubblica laica fondata sul lavoro. Il Psi intende rilanciare il tema dei diritti civili in Parlamento. Soprattutto su tre temi. Sulle coppie di fatto e il matrimonio gay, sul fine vita, sulla fecondazione assistita.

7) I DIRITTI INDIVIDUALI. Sul matrimonio si intende parificare i diritti per le coppie eterosessuali e omosessuali, come avviene in Spagna e ormai anche in Francia, e come sta avvenendo perfino nell'Inghilterra del conservatore Cameron e in diversi stati americani. Più che leggi speciali occorre una semplice parificazione di diritti civili. E così per le coppie non sposate che devono poter godere di diritti all'ereditarietà e all'assistenza che solo l'Italia nega loro, ultima in tutta Europa.
Sul testamento biologico. l'Italia è il fanalino di coda del continente. Il primo a trattare l'argomento fu il socialista Loris Fortuna, padre della legge sul divorzio e sull'aborto, con una poposta di legge nel 1983 caduta nel vuoto. Il caso Englaro ha riacceso i riflettori sulla mancanza di qualsiasi legge sul fine vita, contrariamente agli altri paesi, dopo che già il caso Welby l'aveva richiamata. La legge che il centrodestra ha tentato di approvare a fine legislatura, rappresenta quanto di più conservatore, assurdo e liberticida esista. In nessun altro paese europeo, nemmeno nella Germania della democristiana Merkel, alimentazione e idratazione artificiale vengono considerate obbligatorie e da non contemplare nel testamento biologico. Il Psi sull'argomento si farà promotore di una proposta di legge che dedicherà a papà Englaro e che prevede che anche alimentazione e idratazione artificiali possano essere oggetto di testamento biologico. La pessima legge sulla fecondazione approvata nel 2004, e poi sottoposta a referendum abrogativo fallito per la mancanza del quorum, deve essere assolutamente modificata. Si tratta della terza anomalia italiana rispetto all'Europa in materia di diritti civili. La legge italiana, infatti, ammette solo la fecondazione omologa, cioè della coppia sterile, e vieta invece quella eterologa, con seme o ovulo di una terza persona. E in più pone il divieto di utilizzare più di tre embrioni, anche per la crioconservazione e il loro uso a fini terapeutici. Si è creato il signor Embrione, che viene tutelato più del feto. Così la legge 40 sulla fecondazione assistita risulta in evidente contraddizione con la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza, richiamando su questo tema perfino l'attenzione della Corte dei diritti umani di Bruxelles. Il Psi si farà promotore di un netto cambiamento della legge 40.

8) LO IUS SOLIS. Il Psi, con la legge Martelli del 1990, è stato il primo partito che ha affrontato il delicato problema dell'immigrazione. Oggi richiama il Parlamento a un dovere non più rinviabile. Riconoscere la cittadinanza italiana a tutti i bambini nati in Italia dagli immigrati che vi abitano regolarmente, in nome di un principio di civiltà, di umanità e di laicità, che deve prescindere dalla razza, dalla lingua e dalla religione.

9) LA RIFORMA DELLA LEGGE SULLE BANCHE. Anche alla luce dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena, il Psi ritiene urgente una profonda riforma degli istituti di credito in Italia. Occorre distinguere tra banche d'investimenti e banche commerciali perché il cittadino deve sapere dall'inizio come sono gestiti i suoi risparmi. Nessuna fondazione bancaria può detenere oltre il 30 per cento delle azioni bancarie, i cosiddetti derivati devono essere regolamentati diversamente (si può prevedere anche il divieto dei cosidetti derivati misti) e il richiamo dei rischi di ogni investimento, e non solo quello sul mercato azionario, deve obbligatoriamente essere comunicato all'investitore. Si deve anche prevedere un ruolo pubblico nel finanziamento alle imprese, che oggi necessitano di risorse per investimenti, per tutelare e incrementare l'occupazione. Lo stato può e deve entrare in campo per far sì che il sistema bancario conceda credito all'economia italiana, e anche l'azione per il recupero dell'evasione fiscale messo in moto da Equitalia, non deve mai scontrarsi con la necessaria tenuta del nostro comparto industriale, artigianale, commerciale.
10) 10)UNA SCUOLA LIBERA, DEL MERITO E DELLA FORMAZIONE. In tanti hanno tentato di por mano a riforme della scuola superiore e dell'università. Il Psi rilancia l'esigenza di una riforma organica tanto del sistema delle scuole superiori per offrire diverse opzioni umanistiche, scientifiche, tecniche, musicali comunque collegabili al mondo del lavoro e aperte alle esperienze del progetto 'Erasmus', quanto dell'università, centro di eccellenza da sottrarre a vecchie logiche baronali e da sostenere con una percentuale fissa del nostro PIL non inferiore a quella dei paesi del nord Europa per farne un luogo che offra la possibilità a tutti gli studenti meritevoli di conseguire la laurea (il numero dei laureati in Italia è in forte decrescita e supera di poco il 20 per cento contro il 40 per cento dei paesi europei più avanzati). Anche il sistema della doppia laurea va rivisto non avendo generato maggiori opportunità per aprirsi al mercato del lavoro. Il nostro Paese attraversa una duplice crisi. Quella dei giovani che sono costretti ad abbandonare l'università e quella dei laureati senza lavoro, e che a volte sono costretti a lasciare l'Italia, imbarazzante analogia con il nostro passato di primo Novecento. La differenza è che oggi lasciano l'Italia i cervelli, gli scienziati, i ricercatori. Il Psi tenterà con tutti i suoi mezzi di potenziare la ricerca, di considerare la cultura, il turismo, la scienza, lo sport come straordinari fonti di sviluppo e di occcupazione. Proporrà per questo l'istituzione del ministero della Cultura e, d'altro lato, di quello del Turismo, nonché di un singolo ministero dello Sport che, senza sottarre al Coni i suoi poteri, rilanci la pratica sportiva anche come occasione di prevenzione e dunque di potenziale risparmio di cure. Si tratta di funzioni che devono essere considerate fondamentali per il futuro dell'Italia. Il Psi tali le considererà nella futura azione parlamentare.

 

lunedì 4 febbraio 2013

 

 http://www.partitosocialista.it/site/artId__5108/306/634-ELEZIONI__IL_DECALOGO_SOCIALISTA.aspx

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26 gennaio 2013 6 26 /01 /gennaio /2013 12:05
 
PSI. LUIS AYALA: IL PARTITO CHE RAPPRESENTA ITALIA LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE DEI SOCIALISTI
 
Gli interventi di Nencini, Cefisi, Craxi, Patanè, Intini, Locatelli, Parenti e Martelli
"Dopo la telefonata con Bersani mi sono 'ripulito' e sono andato a tagliarmi barba e capelli. Evidentemente non siamo fotogenici...".
Così, con una battuta distensiva, Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi e capolista nel collegio del Senato delle Marche, ha aperto il suo intervento a conclusione della manifestazione di apertura della campagna elettorale del Psi svoltasi ieri in un teatro romano e condotta da Alessandro Cecchi Paone, commentando la conversazione telefonica di chiarimengo con Pier Luigi Bersani il quale ha sottolineato che "La coalizione e' a quattro e ci saranno iniziative comuni con Pd, Sel, Centro Democratico e Psi".
Chiarimento da parte del candidato alla Presidenza del Consiglio del csx resosi necessario dopo che giovedì mattina
lo stesso Bersani, in un intervento televisivo, aveva parlato di una foto di gruppo di coalizione con Vendola e Tabacci senza citare il leader del Psi.
Nel suo intervento Nencini, peraltro, non ha mancato di sottolineare come "il patto di consultazione tra Pd e Psi sta a significare allo stesso tempo una alleanza e una distanza.
Nel prossimo Parlamento non ci saranno Radicali, Liberali e Repubblicani - ha osservato il segretario - e Il Psi dovra' coprire questo spazio e proseguire con la politica socialista che ha scritto un pezzo di storia del Novecento. Lo faremo dentro le istituzioni e questo servira' per far conoscere le nostre opinioni e per far figliare - ha concluso Nencini, citando Oriana Fallaci il nostro seme"
Luis Ayala, segretario generale dell'Internazionale Socialista nel suo intervento ha sottolineato che il Psi:" E' l' unico partito in Italia che rappresenta la profonda vocazione internazionale ed europeista dei socialisti perchè il socialismo o è internazionale o non è".
Ayala non ha mancato di ricordare la vicinanza l’amicizia che lega i socialisti italiani con quelli del Cile, suo Paese di origine. "Negli anni bui della dittatura di Pinochet e delle persecuzioni, dei desaparecidos e della repressione - ha sottolineato il segretario generale dell'IS - i socialisti italiani furono in prima fila nell’offrire concreta e fraterna solidarietà ai compagni cileni".
Nel corso della manifestazione sono intervenuti Luca Cefisi, dell'ufficio di presidenza del Pse che presentando l'ospite ha sottolineato come "l’impronta politica di Ayala sia erede di quella stessa impostazione fatta di ideali e per gli ideali, lontana dalla burocrazia, figlia della scuola di Willy Brandt, storico presidente dell’Internazionale".
Bobo Craxi, capolista Psi per il Senato del Lazio, ha ricordato "che le cose da fare sono tante: anzitutto è necessario rilanciare il ruolo dell’Italia sullo scenario internazionale, ponendosi alla guida di una nuova politica estera europea proiettata sul bacino del Mediterraneo.
Per Paolo Patané, già presidente dell Arcigay ha sottolineato come "l’importanza del concetto di democrazia che non deve essere «astratto, ma deve essere un’idea concreta e pratica".
Presente anche Pia Locatelli, presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne, e candidata alla Camera in Lombardia 1 che non ha mancato di rivendicare "l’importanza delle donne: nel nostro Parlamento ogni 5 deputati, soltanto uno é donna ma occorre finalmemte capire che l’Italia é un Paese che non può fare a meno delle donne".
Nel suo Ugo Intini ha duramente attaccato il magistrato Ingroia: "E' una vergogna che ci abbia rubato il simbolo del quarto Stato. Ingroia e' il miglior testimonial di Berlusconi, quando dice che ci sono magistrati comunisti. Loro sono riusciti a dargli ragione, costruendo una lista composta da ex pm e da comunisti".
Anche Tiziana Parenti, nel suo intervento ha ribadito "la necessità di riformare il sistema giudiziario italiano che, se da un lato sembra non offrire garanzie agli inquisiti, dall’altro, spesso, non permette ai cittadini di avere giustizia in tempi consoni con uno stato democratico di diritto. La presenza dei socialisti in Parlamento - ha osservato l'exmagistrato - può far tornare al centro del dibattito il tema della giustizia, senza il quale non esiste coesione sociale.
Claudio Martelli infine ha sottolineato l’importanza del recupero del presidio parlamentare da parte dei socialisti, rimasti fuori per 5 anni. "Il ritorno del Psi - ha osservato - rappresenta una premessa per la realizzazione di opere di ricostruzione volte al futuro, e non al passato. La nostalgia, pur un sentimento giustificato quando si pensa ad anni ruggenti, in questo periodo deve lasciare spazio alla “politica dell’avvenire”. Martelli ha poi voluto ribadire che "il socialismo o é di respiro internazionale o non esiste. Non deve essere una scoperta, bensì una riscoperta. Il socialismo a livello mondiale é una dimensione che va riconquistata".
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23 gennaio 2013 3 23 /01 /gennaio /2013 10:06
BERTINOTTI. NENCINI: UN RIVOLUZIONARIO DA CABARET AVREBBE AVUTO PIU' RISPETTO DELLA VERITA'
mercoledì 23 gennaio 2013
"Bertinotti uscì dal Psi di Nenni e di Lombardi quando nacque il primo centrosinistra. Delle riforme di quel Governo - dalla scuola pubblica alla riforma agraria, dalla nazionalizzazione dell'energia elettrica alla conquista dei primi diritti civili - l'Italia vive ancora oggi".
Cosi' Riccardo Nencini ha scritto sulla sua pagina Facebook commentando la performance di Berinotti al programma su Gaber.
"Gli storici - ha proseguito Nencini -sono pressoché unanimi nel riconoscere l'alto tasso riformista di quell'esecutivo. Bertinotti uscì dal partito di Nenni e di Lombardi proprio mentre iniziava la collaborazione con la Dc di Moro e di Fanfani. Per decenni ha difeso quello statuto dei lavoratori voluto da un ministro socialista - Brodolini- e scopriamo infine che quel ministro, e quella legge, furono figli del peggior partito socialista d'Europa.
Un rivoluzionario da cabaret avrebbe avuto più rispetto della veritá. ù
E dire - termina la riflessione del leader socialista sul popolare social network - che un mese fa aveva ricordato con passione i centoventi anni del socialismo italiano a Montecitorio. 
 
         
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22 gennaio 2013 2 22 /01 /gennaio /2013 11:27
ELEZIONI. AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE. LE LISTE E I CANDIDATI DEL PSI
  
martedì 22 gennaio 2013
 
Ieri alle 20 è scaduto il termine per la presentazione delle liste per Camera e Senato. Il Psi, come annunciato, è presente con il proprio simbolo e liste per il Senato nel Lazio, in Campania in Calabria dove i capilista sono rispettivamente Bobo Craxi, Pietro Larizza e Luigi Incarnato.
Nelle liste del Pd, a seguito dell'accordo politico e programmatico siglato nei giorni scorsi dal Psi, il segretario nazionale Riccardo Nencini è secondo capolista al Senato delle Marche, Marco Di Lello, coordinatore delle segreteria nazionale occupa il sesto posto nella lista per la Camera di Campania 1, il tesoriere nazionale Oreste Pastorelli l'ottavo posto alla Camera in Veneto 2, il responsabile organizzativo Lello di Gioia il quarto posto alla Camera in Sardegna e il responsabile nazionale EELL Gerardo Labellarte il quarto posto al Senato della Basilicata. Inoltre il segretario regionale piemontese del Psi Enrico Buemi occupa il quattordicesimo posto al Senato in Piemonte, la presidente onoraria dell IS donne Pia Locatelli il ventesimo posto in Lombardia 1 e in Calabria, Fabio Guerriero, della direzione nazionale del Psi il dodicesimo posto alla Camera.
Candidati socialisti anche alla Camera in Trentino Alto Adige con il segretario regionale del Psi Nicola Zoller. in Piemonte 1 con Maurizia Bertoncino e in Emilia Romagna con Giuditta Pini.
Infine il segretario della federazione Psi di Mantova Michele Chiodarelli è candidato al Senato della Lombardia.
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18 gennaio 2013 5 18 /01 /gennaio /2013 12:30

La salita di Nencini

Pubblicato il 17-01-2013



 

Lo zio Gastone vinse due grandi corse a tappe: il Giro del 1957 e il Tour del 1960. Pur essendo gran discesista, Nencini era anche buon scalatore. Certo arrampicarsi sul Tourmalet o sul Galibier era più facile che inoltrarsi, come ha dovuto fare il nipote Riccardo, nei meandri delle resistenze del Pd, affrontando nel contempo un agitato mare di pretese e di ambizioni interne non sempre giustificate.

In molti, in troppi, volevano scalare quella salita. E accettavano anche spinte e spruzzate d’acqua pur d’arrivare lassù. Sono stati giorni intensi e notti insonni. In palio c’era il dovere di riconquistare la soglia di Montecitorio e di palazzo Madama. Le questioni da considerare erano nell’ordine: i possibili effetti della legge elettorale, definita Porcellum dal suo autore, che nomina e non elegge i parlamentari, ma che fissa, tre le altre clausole, anche quella del recupero della prima lista coalizzata sotto il due per cento, le proposte che il Pd, dopo aver costituito con noi e Sel il Patto per l’Italia bene comune, aveva intenzione di mettere sul piatto di un’eventuale lista comune, la selezione dei candidati socialisti, sia nel caso di presentazione di una lista autonoma, ancorché apparentata, sia, a maggior ragione, nel caso di presentazione di candidati da inserire nella lista comune col Pd.

Nella tre giorni romana, che ho seguito senza sosta, ho sgombrato personalmente il campo da una questione personale e ho annunciato la mia volontà di rinunciare a qualsiasi candidatura. Per tre legislature sono stato deputato alla Camera, anche se due di queste sono durate solo due anni, per un anno sono stato sottosegretario, sono attualmente assessore del mio Comune. Largo ad altri, dunque. Così ho potuto svolgere un ruolo anche più attivo, perché disinteressato, e meglio contribuire a quella che per me appariva come la soluzione migliore.

La proposta di fare liste socialiste alla Camera l’ho lanciata alla riunione della segreteria e dei segretari regionali che si è svolta nella giornata di mercoledì. A me pareva che il rischio, secondo il mio giudizio neppure elevato, di essere superati dalla lista Tabacci andasse corso, sopratutto alla luce delle proposte che provenivano da casa Pd. I tre moschettieri Bersani, Migliavacca, Errani, indicavano solo tre nomi di dirigenti socialisti, più tre esterni, impreziositi da due candidature border line. L’obiezione, neppure di poco conto, me ne rendevo conto, era costituita dalla scarsità di risorse disponibili nelle nostre casse per affrontare una campagna elettorale, oltre che dall’incerto risultato finale. Per alcuni incerto perché il Pd pareva disponibile a sponsorizzare la lista del Centro democratico, concepito come argine sul fronte destro dell’attacco montiano.

Nella giornata di giovedì, dopo che Nencini aveva rassegnato le sue dimissioni nell’agitata notte di mercoledì, da casa Pd venivano avanzate nuove proposte. Le candidature potevano essere tutte interne, le presenze al governo, nel caso di vittoria, assicurate, l’accordo sarebbe stato preceduto da una sorta di preambolo politico per garantire autonomia anche organizzativa e finanziaria alla delegazione socialista alla Camera e al Senato, il Psi avrebbe presentato le sue liste al Senato in Lazio, Campania e Calabria. Complessivamente le candidature del Psi sono salite così a cinque-sei sicure in caso di vittoria del centro-sinistra alla Camera, più un’altra postazione possibile, che porta il numero a sette, oltre a qualche decina di candidature di bandiera, col segretario in testata di lista.

Nella giornata di venerdì sono state formulate delle ipotesi di nomi, poi vagliate dai singoli comitati regionali. Nominativi che nei primi giorni della prossima settimana verranno resi pubblici. Alla conferenza stampa Nencini, il nipote Riccardo, ha manifestato la sua soddisfazione per il risultato raggiunto. E la sua salita, tra trabocchetti, fughe, scatti improvvisi, giochi di squadra, si è così conclusa. A Montecitorio non s’avvertivano le urla dei tifosi che hanno accolto lo zio a les Champes Elisèe parigini, ma sorrisi e strette di mano. Gli insoddisfatti minacciano reazioni, i pochi designati ridono compiaciuti. Come sempre.

Nel microcosmo socialista si respira la stessa aria del macrocosmo democratico o pidiellino. Le ambizioni mai come adesso si mostrano debordanti e spesso ingiustificate. Singoli iscritti, amministratori, dirigenti provinciali e regionali, anche amici e compagni che, eclissatisi da anni, sono ritornati d’incanto dinnanzi all’uscio di casa per manifestare disponibilità, chiamiamola così, ad una candidatura. In tantissimi hanno naturalmente dovuto imborsare il violino. E anche coloro che si dichiaravano fermamente intenzionati a presentare liste autonome, pretendevano poi candidature poco autonome e a seconda della risposta tornavano più o meno autonomisti. Era meglio presentare la lista. Ma anche con la lista l’ambizione di figurare tra gli eleggibili, cioè capilista, sarebbe stata forte e generalizzata.

Adesso, però, un capitolo si è chiuso e un’altro se ne apre. La campagna elettorale è alle porte e il futuro del nostro partito, che dipenderà, aggiungo purtroppo, anche dal risultato di un altro partito, mette noi tutti di fronte al nostro senso di responsabilità, alla nostra capacità di suturare le ferite interne. Dipenderà dalla nostra fantasia e anche dallo spessore politico dei nostri futuri parlamentari e, qualora non fosse eccezionale, dal partito che sapremo costruire insieme. Per parte mia resto collaborazionista critico, non riesco a diventare diverso alla mia età. Tuttavia di fronte al richiamo a serrare le fila, non riesco a dir di no. Come disse a Gastone Nencini, collaborando con lui alla vittoria della Grande boucle, quel Baldini che due anni prima aveva trionfato al mondiale di Reims…

Mauro Del Bue

 

http://www.avantionline.it/blog/mauro-del-bue/

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17 gennaio 2013 4 17 /01 /gennaio /2013 08:43

Elezioni politiche 2013, la legge elettorale e tutti i seggi a Camera e Senato

Decisivo il Senato: ecco i seggi in palio in Lombardia, Sicilia e Lazio


PorcellumComeFatto

Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 si terranno in base alla vituperata legge elettorale del Porcellum, passata agli archivi come la legge 270/2005. Quella in arrivo sarà, dunque, la terza occasione in cui saranno vigenti i principi enunciati nella contestata, ma mai modificata, Legge Calderoli, dal titolo “Modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”.

La normativa elettorale del Porcellum ha reintrodotto in Italia il sistema proporzionale, cancellando di fatto i collegi uninominali, esistenti con l’assetto antecedente, in prevalenza maggioritario.

Alla base del sistema elettorale, il principio delle liste bloccate, che ha escluso dalle procedure di espressione del voto la possibilità di indicare la preferenza per uno o più candidati, i quali rimangono, in questo modo, appannaggio delle segreterie di partito, o delle primarie interne, laddove si sia scelto di realizzarle.

Si tratta, in realtà, di un proporzionale “impuro”, nel senso che introduce il principio dei seggi ai singoli partiti, favorendo, però, il raggruppamento di questi ultimi in coalizioni. Per questa ragione, le liste alleate devono presentare un comune capo della coalizione, il cui nome, spesso appare su uno dei simboli presenti sulla scheda.

Inoltre, sono presenti, nell’impianto della legge 270, alcune percentuali minime per la distribuzione dei seggi in Parlamento, denominate soglie di sbarramento, che differiscono a seconda del ramo parlamentare, della coalizione nella sua interezza, del partito coalizzato o, in alternativa, della lista in corsa solitaria.

A questo proposito, per guadagnare almeno un seggio alla Camera dei deputati è necessario che, su scala nazionale, ciascuna lista superi il 4% se da sola, il 2% se collegata ad altre in una coalizione in grado di raccogliere non meno del 10% dei consensi totali.

Al Senato, invece, la soglia è raddoppiata: il minimo dei voti da ottenere è pari all’8%, con le coalizioni che devono superare il 20%, mentre i partiti che le compongono possono accontentarsi del 3%.

Come noto, infatti, la Camera viene sottoposta a una ripartizione dei seggi su base nazionale, mentre il Senato, che risente dello spirito “federalista”del periodo in cui è stato varato il Porcellum, vede ripartiti i propri scranni sui voti ottenuti da partiti e coalizioni nelle singole regioni.

A questo proposito, a palazzo Madama, i seggi verranno ripartiti in modo tale per cui, chi otterrà la maggioranza in ogni regione, farà scattare il premio di maggioranza regionale, corrispondente a non meno del 55% dei seggi che essa attribuisce, con l’eslcusione del Molise (2 seggi) e dei posti riservati agli eletti all’estero (6, di cui 2 in Europa, 2 in America del Sud, 1 in America del Nord, 1 per Africa, Asia e Oceania).

La quota minima del 55%, si nota, assegnerà quantomeno 3 seggi su 22 in Piemonte, 27 su 49 in Lombardia, 14 su 24 in Veneto, 4 su 7 in Friuli-Venezia Giulia, 5 su 8 in Liguria, 13 su 22 in Emilia-Romagna, 10 su 18 in Toscana, 4 su 7 in Umbria, 5 su 8 nelle Marche, 16 su 28 nel Lazio, 4 su 7 in Abruzzo, 16 su 29 in Campania, 11 su 20 in Puglia, 4 su 7 in Basilicata, 6 su 10 in Calabria, 14 su 25 in Sicilia, 5 su 8 in Sardegna.

Discorso a parte per Val d’Aosta (1 seggio) e Trentino-Alto Adige (6 seggi su 7 uninominali), sottoposte alla tutela delle minoranze linguistiche di ispirazione al testo costituzionale.

Alla Camera, invece, l’occupazione dei seggi avverrà esclusivamente in base ai risultati nazionali, con 340 seggi su 618 (55%) che saranno assegnati d’ufficio alla coalizione che raccoglierà il maggior numero di consensi, grazie al premio di maggioranza nazionale, con esclusione, anche qui, dei voti espressi all’estero (12 di cui 6 in Europa, 3 in America del Sud, 2 in America del nord, 1 in Asia, Africa, Oceania) e di quelli della Val d’Aosta (1 seggio).

Vai al testo in vigore della legge 270/2005

 

Tratto da:

http://www.leggioggi.it/2013/01/16/elezioni-politiche-2013-legge-elettorale-seggi-alla-camera-e-al-senato-porcellum/

 

 
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16 gennaio 2013 3 16 /01 /gennaio /2013 17:26

Psi news 16 gennaio 2012

PD-PSI: ACCORDO BERSANI-NENCINI PER PATTO DI CONSULTAZIONE

Oggi a Roma i due segretari hanno firmato un "gentlemen's agreement"

Pier Luigi Bersani e Riccardo Nencini hanno firmato questa mattina un accordo che prevede un 'patto di consultazione' fra Pd e Psi sulle questioni di maggiore rilevanza politica, in vista delle prossime elezioni politiche 2013. Una "gentlemen's agreement", lo ha definito il segretario socialista, Riccardo Nencini subito dopo la firma dell'accordo con il segretario del Pd, Bersani, siglato dai due leader a Roma, presso la sede dei democratici al Nazareno. L'accordo prevede anche la presentazione di una unica lista alle prossime elezioni e la partecipazione della delegazione socialista 'nella sua autonomia' alle riunioni congiunte nella prossima legislatura dei gruppi parlamentari che hanno sottoscritto la 'Carta di intenti' lo scorso ottobre.

La presentazione di un'unica lista Pd-Psi si inserisce - si legge nell'accordo - nel percorso avviatosi con il congresso del PSE tenuto a Bruxelles nel settembre scorso, quando venne condivisa la candidatura a premier di Pier Luigi Bersani con altri leader del socialismo europeo. I due partiti si impegnano a coordinare la campagna elettorale prevedendo iniziative comuni. Ecco alcuni punti dell'intesa: 1) la delegazione socialista in Parlamento partecipera', nella sua autonomia, alle riunioni congiunte dei gruppi che hanno sottoscritto la 'carta di intenti'; 2) la delegazione socialista godra' di autonomia finanziaria e organizzativa; 3) i segretari del Pd e del Psi sottoscrivono un 'patto di consultazione' attraverso il quale valuteranno congiuntamente le questioni di maggiore rilevanza politica: 4) i segretari del Pd e del Psi si impegnano a lavorare nella casa del socialismo europeo ed a confr ontarsi con i leader democratici. Sull'intesa Nencini afferma:
"La lista Pd-Psi rappresenta la sinistra riformista italiana che lavora nella casa del socialismo europeo e si propone di governare l'Italia".

LE INTERVISTE DI UGO INTINI E CLAUDIO MARTELLI ALL'AVANTIONLINE

 


 

www.partitosocialista.it

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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 16:21

 

ELEZIONI POLITICHE, RICCARDO NENCINI: «DEFINITO L’ACCORDO CON IL PD. IL PSI IN PARLAMENTO COME 120 ANNI FA PER ADEMPIERE ALLA MISSIONE RIFORMISTA»

Pubblicato il 11-01-2013

 

 

L’accordo politico con il Pd «è stato raggiunto». Ad annunciarlo è il Segretario socialista Riccardo Nencini specificando che esprimerà candidature non solo socialiste, ma anche aperte al mondo liberale e laico che troveranno cittadinanza nella casa socialista. Il segretario del Psi ha parlato di fronte ai giornalisti presso la sala stampa della Camera dei Deputati per «togliere la suspense» circa la questione delle liste e l’intesa raggiunta, ieri, con il Pd sulla presentazione di una lista Pd-Psi. Nencini ha voluto innanzitutto precisare che la tensione venutasi a determinare con il Partito democratico non era dovuta «a una mera questione numerica, ma politica al 99%». 

IL PATTO DI CONSULTAZIONE – La ricomposizione dell’accordo tra Psi e Pd si è basata, innanzitutto, sul riconoscimento dell’autonomia organizzativa e politica del Partito socialista. Inoltre, l’accordo prevede anche la stipula di «un patto di consultazione tra Pd e Psi sulle questioni più spinose che di volta in volta si presenteranno all’esame delle Camere». Un punto centrale della trattativa grazie al quale i due partiti valuteranno congiuntamente le questioni di maggiore rilevanza politica. Nencini ha dunque salutato il rientro della pattuglia socialista in Parlamento come «il modo migliore di celebrare i 120 anni della nascita del Partito socialista italiano». Secondo il Segretario, infatti, per una significativa coincidenza, la delegazione socialista in Parlamento per la prossima legislatura potrebbe contare su numeri uguali a quelli che il Psi ottenne, in concomitanza con la sua nascita, nelle legislature del 1892 e del 1895. Nencini annuncia che il Psi presenterà liste proprie al Senato in regioni chiave come la Calabria, la Campania e il Lazio oltre che nelle regioni dove si svolgeranno anche le elezioni regionali: Lazio, Lombardia e Molise.

LA LINEA DEL SOCIALISMO EUROPEO – Nencini ha anche ricordato che la lista Psi-Pd si inserisce nel percorso avviatosi con il congresso del Partito socialista europeo a Bruxelles nel settembre scorso. I riformisti, i socialisti e i laici «condurranno assieme la campagna elettorale e si impegnano a lavorare assieme nella casa del socialismo europeo ed a confrontarsi con le tante leadership democratiche che crescono in Europa». Insomma, il ritorno dei socialisti nella prossima legislatura potrà rappresentare in Parlamento le idee del più antico partito italiano. Una presenza che guarda all’Europa e che, ha ricordato Nencini, esprime una forza politica, in accordo con l’intesa che si sottoscrisse a Bruxelles lo scorso 30 settembre, esprime una missione riformista che verrà portata a termine con un lavoro comune all’interno della casa dei socialisti europei.

LETTERA APERTA AI SOCIALISTI E AGLI ITALIANI CHE CI SONO VICINI – Indicative dell’impegnativo quanto sentito momento storico che il Partito socialista sta vivendo in questi giorni sono le parole espresse dal segretario del Psi Nencini nel suo editoriale pubblicato sull’Avanti!. Qui di seguito un breve estratto. “Carissime compagne, cari compagni, quando una storia è al punto di svolta conviene fermarsi a riflettere. Mai decisioni affrettate. Coinvolgere chi è stato con te per poi assumersi tutte le responsabilità pensando al futuro della comunità. Questo si deve fare. Per questo motivo c’è stato ritardo nelle comunicazioni. E me ne scuso. ‘Chi è stato con te’ ha vestito diversi cappotti: quelli che hanno costruito la memoria di un secolo, noti ed ignoti, dai ‘morti di Bava’ – così li chiamavano gli avi – al Nenni che legge l’Avanti nel poster gigante incorniciato sopra la mia scrivania, alla foto di Bettino con un pugno di garofani in mano in non so quale congresso fino a chi, ieri mattina, ti ha salutato per strada dicendo: ‘Ci sono’ oppure ti ha criticato ma c’è e c’è stato. E’ a loro che dobbiamo una risposta. Compreso chi ti offende, chi si dichiara socialista ma vota stabilmente a destra, chi impartisce lezioni faticando in rete ma avendo smarrito anche l’indirizzo della sezione. E infine a quanti hanno dimenticato che il 1992 non è stata un’annata da conservare e che il 2008 è un fantasma che ancora ci insegue…”.

Roberto Capocelli

 

http://www.avantionline.it/2013/01/elezioni-politiche-riccardo-nencini-definito-laccordo-con-il-pd-il-psi-in-parlamento-come-120-anni-fa-per-adempiere-alla-missione-riformista/

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