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5 dicembre 2011 1 05 /12 /dicembre /2011 10:24

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L'inverno, quello vero, si fa attendere. Colpa del vortice polare che non ha intenzione di decelerare la sua folle corsa in modo da aprire la porta al generale inverno sullo Stivale. I segnali di un cambio di rotta appaiono troppo deboli, subito placati da un anticiclone troppo forte che respinge al mittente le incursioni polari. Pensare ad un Natale sotto l'alta pressione non è una bella cosa, sarebbe un bel problema sia per gli amanti della neve, sia per gli operatori turistici.  Tuttavia la vasta ruota depressionaria che agisce sul centro Nord Europa riuscirà nell'intento di “abbassare” un po' di freddo sulla Penisola.  Non aspettiamoci chi sa che cosa, solo una toccata delle correnti polari che faranno scendere le temperature in maniera anche decisa in quota.  Sul bordo orientale dell'alta pressione in Atlantico, impulsi freddi scivoleranno da Nord  Ovest verso Sud Est ;  mentre le parti più attive transiteranno a nord delle Alpi, le code lambiranno le nostre regioni  sopratutto i versanti orientali.  Vediamo il meteo Ponte dell'Immacolata:

Lunedì 5 un fronte nuvoloso attraverserà lo Stivale da Nord a Sud, penalizzando le Tirreniche ed il Friuli. Il Nord Ovest quasi sempre rimane al riparo da queste configurazioni con i versanti esteri delle Alpi più favoriti dalle nevicate; anche se la spinta delle correnti in quota dovrebbe favorire fiocchi bianchi anche sui nostri settori di confine, specie orientali. Forti acquazzoni tra Campania e Calabria Tirrenica. Martedì 6  la perturbazione abbandonerà la Penisola dopo gli ultimi fenomeni relegati sulle estreme regioni meridionali.  Nevicate a quote basse non sono da escludere sulle Alpi sin verso i 700-800m. Altrove sarà una prevalenza di sole. Soffieranno venti tesi da ONO con mareggiate sui tratti esposti.  Mercoled 7 ultimi fenomeni al Sud, tempo discreto altrove con qqualche fiocco di neve sulle Alpi valdostane al mattino sin verso i 700m.  In serata ecco approssimarsi un nuovo fronte nuvoloso sulle Alpi con neve sulle Confinali sopra i 1200m. Giovedì 8 dovrebbe trattarsi di una giornata tutto sommato discreta con addensamenti più importanti sulle regioni centro meridionali tirreniche e sulla dorsale; qualche acquazzone non si esclude tra Campania e Calabria. Nel contempo un fronte si addossa alle Alpi portando qualche fenomeno entro la notte sui confini, nevoso oltre i 1400-1700 metri. Per approfondimenti: http://meteointernet.blogspot.com/

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4 dicembre 2011 7 04 /12 /dicembre /2011 21:08

MONTELLA - Importante e piena di significati la manifestazione che si è tenuta nella mattinata di ieri presso il Ponte della Lavandaia sul fiume Calore Irpino. L’incontro è stato promosso dal Comitato Tutela Fiume Calore che, viste le gravi condizioni in cui versa il corso d’acqua che in questi ultimi giorni ha visto il suo totale prosciugamento nel tratto iniziale a ridosso delle sorgenti, ha voluto dare un segnale forte in collaborazione con la Fipasas, il Laboratorio del Camminare Terre di Mezzo Montella, l’associazione Pescatori Caloresi, l’associazione Il Pettirosso, l’associazione Taurasia, La Cea Turus, le Sentinelle dell’Irpinia e in particolare con il forte contributo del sito web Irpinia Pesca.  

Significativa e densa di valori sociali la nota del Comitato stesso.
«La manifestazione - recita la nota del Comitato di Tutela del Fiume Calore - è stata molto interessante, la partecipazione è stata significativa non solo per la presenza delle autorità locali del Comune di Montella ma anche e soprattutto per tutti i cittadini di tutte le categorie: contadini, pescatori,interessati, abitanti locali, associazione di promozione del territorio. Il Sindaco di Montella ha dato il suo impegno a cercare di risolvere , per quanto difficile, il problema impegnandosi ad organizzare un tavolo di concertazione tra le associazioni di tutela, le autorità competenti, tra cui la protezione civile vista la gravità e l'idrogeologicità del problema, e gli enti interessati quale i comuni».

«Nei prossimi giorni saranno avviati i lavori per riunire questo tavolo e noi saremo presenti. Il Comitato è molto soddisfatto della giornata e non intende accusare nè cercare le sole colpe ma cercare di avviare e risolvere questo problema. Poniamo le basi e il nostro impegno affinchè questo nostro territorio sia realmente tutelato».

Da il Corriere dell'Irpinia

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2 dicembre 2011 5 02 /12 /dicembre /2011 21:02

 "L’Associazione di Volontariato Autilia Volpe, attiva sul territorio da più di vent’anni, fu fondata con il preciso intento di creare un luogo nel quale persone solidali, unite dal desiderio di far del bene, potessero incontrarsi e cooperare, in una realtà, quale la nostra, totalmente priva di qualsiasi organismo e struttura, con Enti ed Istituzioni spesso troppo assenti". E' quanto afferma Yvonne Pizza, presidente dell'Associazione di Volontariato Autilia Volpe di Montella.
"Nel corso degli anni, forte della giusta determinazione e con l'aiuto e la generosità di tanti benefattori, l’Associazione è stata in grado di assicurare un'interrotta attività di volontariato rivolta alle persone diversamente abili, dando vita ad una comunità unita e affiatata. L’Associazione, - prosegue Pizza - oltre all’assistenza quotidiana ai ragazzi in difficoltà, si rende meritevole anche di iniziative volte a supportare la ricerca scientifica: per il quarto anno consecutivo, infatti, organizza una raccolta fondi a favore della ricerca sulla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) a sostegno dei malati affetti da tale malattia.
La manifestazione ha visto crescere l’interesse di quanti, in costante aumento, hanno contribuito e contribuiscono in modo attivo ad una comune causa: dare un supporto economico al fine di permettere alla ricerca scientifica di progredire nell’indagine delle cause di questa devastante malattia, di trovarne una possibile cura. In tre anni, l’Associazione ha raccolto circa trentamila euro, destinati alla ricerca sulla SLA, devoluti interamente all’Associazione I .CO.MM. del Policlinico Gemelli di Roma.
La ricerca è la speranza ultima di tanti malati, in particolar modo di coloro i quali, come i malati di Sla, sono affetti da quelle malattie cosiddette rare, che nonostante il costante aumento annuo dei casi, non sono oggetto primario degli studi scientifici tesi a trovarne possibili soluzioni di cura. Ma grazie al contributo collettivo, grazie a vite che sperano, che danno voce e supporto alle sofferenze di chi da tali malattie è affetto e afflitto, lì dove un tempo non c’era altro che buia disperazione, da oggi potrebbe iniziare ad intravedersi la fine illuminata di questo lungo tunnel.
La manifestazione, con il patrocinio del Comune di Montella, si svolgerà mercoledì 7 dicembre 2011, presso la tendostruttura in c.da Baruso con la partecipazione dell'artista Andrea Mirò, che ha accettato l'invito con grande disponibilità.
Come Presidente dell’Associazione Autilia A. Volpe, ringrazio anticipatamente tutti coloro che, a vario titolo, permetteranno la buona riuscita dell’evento".

 

 

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2 dicembre 2011 5 02 /12 /dicembre /2011 16:30

Credo nella vita vita e in tutto ciò che la determina: il sole che riscalda il mio viso in estate, la luna che squarcia il buio della notte.
Credo nel tempo che insegna a divenire uomini, nello spazio che mi permette movimento. 
Credo nella bellezza di un fulmine che incendia il cielo durante un giorno di pioggia, rosso di un tramonto che lascia senza parole. 
Credo nello sbocciare di una rosa dopo il tempo buio del bocciolo, nel ciliegio fiorito del cortile che mi annuncia la primavera. 
Credo agli amici che hanno accolto il mio tempo rendendomi un uomo migliore, ai nemici che mi hanno insegnato il senso dell'onore. 
Credo nei bambini, nei loro sorrisi che tradiscono desiderio di vita. 
Credo nella lacrima dell'anziano, nei racconti lenti che incantano la vita, nella loro speranza di esserci domani. 
Credo nei racconti di Mohamed, ai tetti che raccolgono la rara pioggia nel deserto, al cavallo di suo nonno che galoppa nei miei pensieri.
Credo nelle rughe di mia madre, nella sua pazienza, nei suoi abbracci che mi hanno accolto. 
Credo nel dolore di mio padre, nei suoi tanti silenzi di notti insonni, nella sua pacata dignità, nel suo essere vero. 
Credo nelle mie sorelle, nel loro essere presenti sempre, nell'incastro di sangue che ci unisce perchè non mi hanno mai fatto sentire solo.
Credo nella nota di una canzone, nel verso di una poesia che mi hanno insegnato la bellezza dell'uomo.

Credo alle pagine di un libro, alla luce fioca che illumina le parole, alle orecchie in cima a un foglio.....amore che non ho mai tradito. 
Credo nei giovani, nel valore della scelta che anticipa il domani, nella loro voglia di vita, fonte a cui mi disseto.
Credo nella libertà come valore supremo da conservare non da svendere nelle piazze, nelle strade con slogan vuoti. 
Credo nella parola come ponte che avvicina gli uomini unendoli in un discorso senza fine. 
Credo nel pensiero umano, nella politica perchè passeranno gli uomini ma gli ideali resteranno intatti nel tempo. 
Credo nelle mani che si stringono a stretta, al rispetto per il pensiero altrui, al valore di una carezza.

Credo nelle religioni, tutte, nelle preghiere che cullano l'anima donando un anelito d'infinito.
Credo in Te, virgola nel mio racconto che non ti piangi mai addosso, al tempo che mi doni riempendomi la vita, alle carezze che verranno.

Credo nei miei compagni:  Salvatore, Remigio, Angelo, Elena, Pasquale, Egidio, Mario e poi Giuliana, Yvonne  e tutti gli altri  che non hanno mai tradito il giuramento di fedeltà al pronome "Noi" che unisce.   
Credo in me che malgrado tutto, ho sempre accolto ogni momento con un sorriso.

Gianluca

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2 dicembre 2011 5 02 /12 /dicembre /2011 16:23

«E’ politicamente improduttivo il dibattito sul fallimento della sinistra in Italia, sulla sua pochezza, sulla sua incapacità di presentarsi come forza di governo. La storia della sinistra e in primo luogo del pensiero socialista non può eesere raccontata semplicemente come una storia di canaglie e di criminali, di socialisti traditori e corrotti, di gente in continua lotta fra di loro ed incapace di elaborare un programma politico. 
La storia del pensiero socialista in particolare, deve essere raccontata come una storia in cui, nonostante le confusioni, le contraddizioni e i fallimenti, spunta continuamente l’essenza del pensiero socialista.
Perciò non mi esce mai dalla mente l’interrogativo: perché questa idea  riesce sempre a sopravvivere?
Il socialismo come teoria economica e sociale si è continuamente inserito in nuovi passaggi culturali determinati dalla evoluzione dei tempi e delle società come un grande fiume, che è incominciato da qualche parte in maniera modesta e si è incuneato in maniera sempre nuova  nel paesaggio politico che si viene di volta in volta dilatando.
I socialisti hanno vissuto cadute rovinose  e attraversato grandi rivolgimenti, anzi attraverso le  deviazioni del pensiero e delle teorie socialiste, essi hanno spesso scatenato sovvertimenti storici mondiali. 
Ma i socialisti sono stati anche protagonisti di grandi vittorie politiche e di conquiste sociali. Tutti quei diritti che oggi i lavoratori difendono (Salari dignitosi, ambienti di lavoro protetti, possibilità di tutela sindacale, diritti per le lavoratrici) che sono il frutto di lotte sanguinose e contrastate del movimento socialista sono frutto di questo pensiero che oggi si tende a mortificare. 
E’ vero! Sulla lunga strada che attraversa la presenza dei socialisti nelle istituzioni si è accumulata una infinità di detriti, ruderi, fango, scorie. 
Ma l’acqua sorgiva dell’origine è stata davvero completamente   inquinata? 
Com’è allora che oggi siamo qui a discutere di socialismo e di socialisti?
Stranamente questo pensiero di libertà, di giustizia, di solidarietà riesce sempre ad imporsi in persone, istituzioni e costituzioni difettose ovunque non venivano soltanto pronunciate parole, ma anche attuato in maniera del tutto pratica. 
E’ molto facile parlare della inconsistenza politica attuale dei socialisti italiani, ma così facendo si ignora e si dimenticano tutti quei compagni che quotidianamente portano avanti le idee socialiste con grande coerenza e dignità nella vita di tutti i giorni.
Un caso? Una circostanza fortuita? 
Evidentemente no! 
Il socialismo non è soltanto parlare, studiare, informare, ma esso è anche sperimentato nella vita quotidiana di ognuno di noi, vissuto  col cuore e anche realizzato realmente bene o male con la fiducia della validità di ciò in cui si crede e che anche per il futuro il socialismo possa vivere e rinnovarsi e una società socialista sia possibile.
Questo è il motivo per cui oggi mi interrogo insieme a voi su cosa sia il Network  a un anno circa di distanza dalla sua costituzione, e quali siano le risposte programmatiche organizzative da dare a questa comunità; in una parola quali sono gli interrogativi per il futuro. Sembra strano che in un momento così drammatico per la comunità nazionale si possa pensare di coltivare il proprio orticello. Ma è proprio in questo momento che è necessario riflettere per assumersi responsabilità, prendere posizioni.
Il Network nasce come esigenza di un gruppo di compagni di interrogarsi e di incontrarsi al di fuori dei canali ufficiali e per molti di noi di uscire dalla mortificante esperienza del PSI di Nencini.
Attraverso gli incontri di Volpedo e di  Livorno, che probabilmente è stato una tappa fondamentale del Network, il Network è man mano cresciuto nelle adesioni e nella qualità degli interventi e delle iniziative. 
Significativi e qualificanti in tal senso sono stati i seminari economici organizzati dai compagni del circolo della Garbatella. Oggi il risultato di quegli incontri rappresenta un patrimonio del network che è servito come base per il lavoro svolto successivamente e dalla proficua collaborazione nata con il gruppo dei cd. Economisti Critici.
 Altrettanto significative sono state le iniziative assunte sul territorio dai compagni aderenti al Network, la cui attività ha consentito a Milano, prima di ogni altro gruppo politico,  di individuare in Pisapia il candidato vincente alle elezioni amministrative della città. Non meno significative tutte le altre esperienze dei circoli aderenti al Network. (parlo della partecipazione significativa dei compagni alla raccolta di firme per  referendum sull’abolizione del Porcellum e nel sostenere la battaglia della Fiom alla Fiat.)
Nel dibattito che si è sviluppato negli incontri fra i compagni la preoccupazione  era confrontarsi con le altre formazioni della sinistra  al fine di trovare punti di confluenza per accelerare quel processo che è stato chiamato di scomposizione della sinistra in vista di una futura ricomposizione.

Questa scomposizione a tutt’oggi non si è verificata, anzi direi che si sta verificando un fenomeno inverso e cioè del cristallizzarsi delle sigle della sinistra per sfruttare una rendita di posizione in vista delle probabili scadenze elettorali. D’altronde  i tentativi di avere un colloquio costruttivo con le formazioni della sinistra tradizionale non si sono concretizzati.
Un gruppo di compagni del Network ha a lungo atteso un incontro con Nichi Vendola per verificare l’esistenza di un’apertura ai socialisti da parte di SEL. Questa apertura da parte di Vendola non c’è stata e dubito che ci sarà. Né credo che mai Vendola chiederà di aderire al PSE.
Per ciò che riguarda il PD alcuni compagni hanno avviato un dialogo con la presunta parte critica presente in quel partito, ma anche qui si tratta di colloqui informali poco costruttivi e destinati al fallimento. Mentre il Fondo Monetario Internazionale e la BCE attentano con i propri dictat alle classi medie e popolari, a chi lavora e prende lo stipendio per poi distribuirlo tra gas, luce, telefono, mutuo, benzina, vitto, alloggio, il Partito democratico non riesce a far altro che mettere da parte le primarie e più che guardare alla sua sinistra si fa venire il torcicollo a furia di guardare all’UDC e a Fini cercando un governo di larghe intese con questi. A questo siamo e dobbiamo constatare con amarezza che se Berlusconi è caduto è successo per dissanguamento da peones, non per merito della sinistra. Questo PD può forse vincere le elezioni, ma lo fa senza serie alternative programmatiche e allora quello che ci aspetta  –ora o dopo il voto- è un governo di burocrati europei che cercherà di strozzare l’Italia come l’Argentina degli anni ’90. 
Ha senso dialogare con questo PD?

Purtroppo si deve, ma con discernimento e senza i facili entusiasmi di qualche compagno che non sono condivisibili.
Per avere un rapporto corretto con i partiti della sinistra tradizionale ritorna prepotentemente il quesito e cioè quale sia  la missione finale del Network che è quello di tendere alla creazione di una nuova forza unitaria della sinistra quanto più estesa e coinvolgente. Questo ci impone di verificare e approfondire alcuni punti.
Se una sinistra non omologata scende in piazza, vince la lotta per i referendum, riesce a raccogliere un milione di firme per l’abolizione della legge elettorale e si da sempre nuovi obbiettivi che di volta in volta riesce a portare in piazza senza farsi strumentalizzare dalla facile violenza dei gruppi eversivi, vuol dire che la spinta che essi danno non può essere archiviata senza una risposta. Ci sono equilibri conservatori che ora più che mai sono messi in discussione e deve essere nostro compito denunciare la necessità di costruire una grande forza capace di organizzare, egemonizzare e dirigere l’opposizione che nasce dalla base del paese. 
La politica espressa dal PD ed i suoi obbiettivi sono falliti di fronte al radicalizzarsi dei fenomeni di speculazione finanziaria. Oggi un’alleanza organica con le forze moderate, non può più garantire il controllo sulle classi deboli per assicurare l’equilibrio generale del sistema.  
A questo punto è opportuno porsi la domanda se sia necessario rimanere come siamo, oppure “Andare oltre”.
Come ho avuto modo di dire via web suscitando reazioni varie da parte dei compagni io credo che il Network abbia la necessità di passare ad una nuova  fase organizzativa che dimostri la sua capacità di coesione, di aggregazione e di organizzazione sul territorio. 
Le gravi contraddizioni di questa fase politica della destra e delle politiche europee che tendono a far pagare la crisi alle categorie a reddito fisso, agli operai, ai pensionati, alla piccola e media borghesia, ai precari   smontando lo stato sociale debbono esplodere e questo è anche nostro compito e lo dobbiamo fare portando avanti una politica unitaria di chiara alternativa, fondata su contenuti corrispondenti al livello reale delle contraddizioni di cui parlavo.

Non c’è democrazia senza trasparenza, né può esservi in mancanza di un mandato popolare forte ed esplicito. E ancora, infine, tutto può essere tranne democrazia la requisizione del nostro diritto di rappresentanza in nome di logiche che vengono assunte a porte chiuse, nelle sedi elettive dove si tutelano interessi privati, dove una ristretta èlite decide le sorti di interi popoli senza che a questi venga garantita una chiara percezione delle cose. Per questo dico che la sovranità popolare, in questo momento, è un concetto chimerico che sta cedendo il passo a una sinarchia di fatto, ovvero un governo ombra che  sta diventando dominante, al punto che i suoi effetti iniziano a diventare palesi.
Abbiamo il dovere di organizzarci per opporci a questo stato di cose.
Non si tratta, ben inteso, di opporre alla via legalitaria ed alla lotta democratica una via soggettivistica fondata su velleità insurrezionali e peggio ancora anarcoindividualistiche. Si tratta di costruire invece un strategia del movimento della sinistra, nel suo insieme capace di raccogliere ed esprimere tutto il potenziale di  lotta politica, che esiste nel paese e vien continuamente mortificato. 
E’ chiaro  che nel periodo intermedio  nessuno vuole costruire un partito, se il Network si ponesse questo obbiettivo fallirebbe. 
Ciononostante non si può pensare di fermare il Network alla fase in cui si trova, pena l’immiserimento di quel piccolo tesoretto che fino ad oggi abbiamo costruito e che ci consente  di celebrare la nostra prima assemblea nazionale.
Tre oggi sono i punti di forza del Network: La presenza sul Web con il sito “Melograno Rosso” che è diventato un raccoglitore che si è qualificato per aver alimentato il  dibattito all’interno della sinistra. Esso è stato punto di riferimento non solo per i compagni aderenti al Web, ma anzi ha rappresentato il terreno fertile di varie esperienze anche a livello  internazionale.

La capacità di analisi e di elaborazione politica sulla crisi ha di fatto dato una risposta al minimalismo del PD ed alla sua incapacità di programmazione politica accontentandosi di rincorrere i sondaggi ed adeguando a questi il proprio programma politico. Con le proprie analisi e con la collaborazione dei  migliori economisti nazionali il network è riuscito a nutrire il dibattito,   ha fornito materia di discussione, ci ha aiutato a parlare il linguaggio della responsabilità e della consapevolezza. 
Il terzo punto di forza è senz’altro la capacità di essere presente sul territorio attraverso l’adesione di circoli e compagni.
Ma non basta.
Facendo leva su questi punti di forza ritorna prepotentemente la domanda: al punto in cui siamo che cosa bisogna fare?
La risposta non è semplice, perché se non si vuole pensare nell’immediato alla costruzione di un partito, è pur necessario pensare ad una forma organizzativa più elaborata  che raccordi le esperienze esistenti e diventi punto di riferimento sul territorio. 
Affiora oggi più che mai   nella società l’esigenza di creare nuove forme di vita democratica, di controllo e di autogoverno nella vita politica.
L’obbiettivo  che noi dobbiamo porci è quindi quello di riuscire a dare piena e corretta attuazione ad una strategia diretta a contrastare la deriva autoritaria che sta affiorando nel paese e spingere incessantemente l’asticella sempre al limite dell’equilibrio, sino al completo auspicabile rovesciamento  dei rapporti di forza.
Se Turci, correttamente dice che un obbiettivo della sinistra riformista dovrebbe essere quello di far modificare il ruolo della BCE, occorrono tutta una serie di passaggi intermedi di lotta, senza i quali, raggiungere l’obbiettivo finale sarà impossibile.
Uno primo sforzo fino ad oggi trascurato da parte del Network è quello di collegare le forze sindacali alle nuove forze emergenti. 
Abbiamo visto nel recente passato ed anche nell’attualità l’ininterrotto attacco cui sono stati esposti i sindacati e più segnatamente la CGIL e la FIOM; questi ultimi sono stati isolati dall’imprenditoria più retriva e dalle forze di governo perché si sono rifiutati di omologarsi come istituzione del sistema.

Questo attacco merita una risposta politica facendo in modo che il sindacato torni a fare il proprio mestiere e torni ad essere momento di rivendicazione e di unità  e di difesa dei diritti  anziché fargli assumere il ruolo di garante di un sistema che tende a scaricarlo appena volta le spalle.
In questo senso bene ha fatto il Network a sostenere la battaglia della Fiom contro la Fiat.
Le lotte sindacali da sempre hanno contribuito con la propria intransigenza ed autonomia alla lotta per il socialismo e ciò non solo sul piano politico, ma soprattutto sul piano storico.
Si dice che gli operai non esistono più, però poi ci accorgiamo che il territorio è pieno di fabbriche che chiudono e decine di operai, uomini, donne, precari immigrati e intere famiglie che occupano le fabbriche per difendere il posto di lavoro. Noi dovremmo essere al loro fianco, perché il sindacato non può essere lasciato solo a difendere queste realtà.  Compito del Network sarebbe quello di istituire una delegazione permanente con il  compito esclusivo di avviare un dialogo sempre più serrato con le forze sindacali ed in particolare con la CGIL al fine di promuovere il dibattito, proporre iniziative unitarie, creare un interscambio politico. 
Il Presidente Napolitano e le autorità internazionali lamentano che il governo non ha mai elaborato misure per lo sviluppo. Io direi non a caso e dubito che il governo Monti o un governo a guida Pd se non fortemente condizionato da sinistra possa e voglia farlo.  
Per parlare di occupazione e di misure per lo sviluppo, senza voler fare l’economista a buon mercato, è necessario capovolgere la gerarchia delle scelte facendo leva sull’intervento pubblico nell’economia in nome di interessi collettivi. Per parlare di occupazione e sviluppo bisogna interrompere ed invertire la tendenza a far  precipitare la ricerca ed il sistema scolastico in una permanente arretratezza culturale. Bisogna combattere il federalismo nella misura in cui viene tradotto in un complesso di iniziative legislative volte a svuotare progressivamente le istituzioni rappresentative di base dai Comuni alle Provincie.

E’ necessario soprattutto che vengano individuate nuove forme di partecipazione democratica.
Bisogna infine contrastare la smantellamento dello stato sociale cosi come ordina l’Europa senza nessuna reale forma di contrasto e contestazione.  
Certo si dirà il Network è troppo piccolo per porsi obbiettivi così ambiziosi. Ma non c’entra. La nostra organizzazione non può ridursi ad essere avanguardia critica che si attesta su posizioni di attesa finché il movimento elabori da solo le analisi. Il movimento senza una dirigenza consapevole diventa velleitario e sterile. Il network medesimo deve essere capace strumento per interagire coi movimenti e sicuramente deve portare avanti la proposta avanzata nella riunione di Volpedo in cui si parla di raggiungimento di un patto di unità di azione tra le realtà  dell’area di sinistra e socialiste. I piani di austerità richiesti dalla BCE e dagli organismi internazionale sono socialmente ingiusti e come dimostrato, inefficaci dal punto di vista economico. Raramente nella storia recente abbiamo conosciuto un periodo così scuro.  Sembra finita l’era dei regimi democratici e iniziata l’era della dittatura dei mercati finanziari.  Nel  nostro prossimo futuro dobbiamo prevedere una serie di iniziative politiche per opporci a questa dittatura finanziaria e per difendere la sovranità popolare. Dovremo essere motore  e punto di raccordo dei democratici e dei progressisti per unirci per sconfiggere questo nuovo nemico. Io ho già proposto e ripropongo oggi un sistema organizzativo su base territoriale che pur non avendo gerarchie rigide, venga organizzato in maniera orizzontale e fluida che sia da una parte raccordo fra le realtà esistenti sul territorio in modo da scambiare la conoscenza e  le esperienze e nello stesso tempo raccordo  fra queste realtà e il gruppo dirigente nazionale in modo da collegare gli obbiettivi della base con la politica generale, antagonista e alterativa.

Io propongo di  eleggere già in questa assemblea un coordinamento nazionale, scelto con metodo democratico fra i compagni più rappresentativi. All’interno del coordinamento nazionale verranno distribuite le rispettive aree di competenza. 
A livello territoriale bisognerà dividere il Network in tre macroaree territoriali (Sud, centro e nord) non essendoci la possibilità di creare coordinamenti regionali. Le tre macroaree dovranno avere autonomia politica, programmatica, organizzativa in tutte le materie, in concorso con le linee politiche generali del Network, comprese le alleanze politiche ed elettorali a livello regionale, provinciale e comunale dell’area di competenza.
L’avanzamento qualitativo che il Network ha raggiunto in un solo anno necessita oggi di un avanzamento quantitativo e tale avanzamento si realizza solo organizzando il network su base territoriale come forza attiva che si confronta coi problemi del territorio e generali con una propria autonomia ed identità. 
In una parola dobbiamo essere capaci di elaborare sul territorio sintesi, iniziativa e verifica. 
Solo costruendo nuove forme organizzative aperte a tutte le istanze democratiche ed in continuo confronto con esse si può pensare in prospettiva alla creazione di un partito della sinistra veramente alternativo. 
Ecco   perché ritengo per me l’esperienza all’interno di SEL ormai fallita e una adesione ad essa da parte nostra non più proponibile, oltre che politicamente superata dall’evoluzione politica dei tempi.

Il Network ha bisogno di diventare motore per la creazione di nuovi organismi unitari di base, che siano momenti di raccordo di più avanzate forme di lotta.
Per questi motivi ogni macroarea avrà il compito di realizzare quegli strumenti  e quelle iniziative che meglio ritiene per garantire la circolazione delle idee in un rapporto continuo di interscambio fra il coordinamento nazionale e i compagni che operano sul territorio. Ai responsabili delle macroaree competerà anche determinare le eventuali alleanze e candidature nell’area di competenza, ispirandosi a principi democratici per stabilire le regole di partecipazione.
In un incontro preparatorio per questa assemblea di Passigano tenutosi a Montella nella sezione socialista, che è tra l’altro la più antica sezione socialista esistente in Italia, un anziano compagno sottolineava la necessità di un programma. Io ritengo che quattro siano i punti  su cui costruire il nostro programma: l’ambiente, la redistribuzione del reddito e la difesa del lavoro, la difesa delle donne e delle minoranze, l’etica.
Questi quattro punti debbono essere l’elemento discriminante e di confronto con le altre forze della sinistra. 
Un’ultima notazione va fatta: è stato detto “Il socialismo era, ….pensabile solo sul piano internazionale. Un socialismo nazionale è un nonsenso sociologico e, nel senso stretto della parola, un inganno di massa”  D’altronde come si può pensare di contrastare le deviazioni della globalizzazione e le tempeste finanziarie di questi ultimi mesi elaborando concetti e strategie che abbiano come riferimento l’angusto schema nazionale. 
Agli inizi degli anni Settanta Francoise Mitterand pose la questione di come riformare la politica francese. La sua operazione partì da Epinay, si imperniò su due parole simbolo, "Socialismo" ed "Europa", si pose come obiettivo la riunificazione di una sinistra che allora appariva frantumata, anchilosata, datata. Ci vollero dieci anni, ma la sua scommessa fu vinta. 
Io Credo che il Network fra gli  obbiettivi che ha declinato in questa nostra prima assemblea nazionale deve porsi l’obbiettivo del riconoscimento e dell’adesione al Partito Socialista Europeo, perché quella è la nostra casa naturale, il nostro punto di arrivo e il nostro nuovo punto di partenza.
Grazie compagni.

 Beppe Sarno

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1 dicembre 2011 4 01 /12 /dicembre /2011 12:44

La situazione che si sta verificando al Ponte della Lavandaia a Montella è incomprensibile e inaccettabile!

Un letto di foglie anzichè acqua cristallina, pozze con pesci boccheggianti, questo è il fiume Calore Irpino!

INCONTRIAMOCI AL PONTE
SABATO 3 DICEMBRE ore 10:00
Ponte della Lavandaia (Montella)

Chiediamo a tutte le persone interessate, sensibili e incazzate di partecipare.
A tutte le associazioni, piccole e grandi, che quotidianamente lottano nel proprio territorio di intervenire.

Diffondete e fate girare.....non si può più aspettare!!!

 


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1 dicembre 2011 4 01 /12 /dicembre /2011 09:17

Iniziativa da diffondere.

 

Lilt-Montella-03-12-11.png

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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 16:54

Dopo 2 anni di vita in gabbia, 70 beagle da laboratorio escono su un prato.

 

 

Da il Corriere della Sera

 

Sosteniamo www.beaglefreedomproject.org

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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 13:44

L'attuale giunta Caldoro di Centrodestra alla guida della regione Campania continua a falcidiare l'Alta Irpinia e in particolare il comune di Montella. Dopo aver cancellato servizi sanitari, aver delocalizzato i rifiuti di Napoli in Alta Irpinia, non aver risolto la vertenza Comunità Montane, aver ridotto i finanziamenti per il trasporto locale nel quale già si vocifera di aumenti consistenti dei titoli di viaggio; ora colpisce violentemente il comune di Montella al quale revoca un finanziamento di €. 9 milioni e 900 mila già stanziato dalla Giunta Bassolino per il progetto " Tra valli e pietre svelate" che vedeva il comune di Montella come capofila. La vicenda che, noi socialisti montellesi riteniamo preoccupante, svela ancora una volta l'inconsistenza politica della giunta Capone e del progetto civico "Montella Libera" che privo di agganci politici, malgrado i tanti proclami del sindaco Capone ( illuminante a riguardo l'ultimo convegno nell'ambito della sagra delle castagne tenutosi nel mese di novembre al quale non participò nessuno dei tanti politici invitati!!!!), sta di fatto isolando politicamente la nostra comunità. La sezione socialista Ferdinando Cianciulli nei prossimi giorni invierà sulla vicenda una nota al proprio consigliere regionale Gennaro Oliviero affinchè trasferisca la nostra protesta nelle sedi opportune.

Ripromettendoci di ritornare nei prossimi giorni sulla vicenda, pubblichiamo di seguito l'articolo tratto dal Corriere dell'Irpinia del 29/11/2011. 

 

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30 novembre 2011 3 30 /11 /novembre /2011 13:08

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Il Presidente del Gruppo PSI in Consiglio Regionale, Gennaro Oliviero, ritorna nuovamente sulla politica del PresidenteStefano Caldoro nei confronti delle Comunità Montane. «Parole senza alcun senso e mancanza di assoluto rispetto perle nostre Comunità Montane: siamo in presenza di un atteggiamento irriguardoso e inadeguato che rischia davvero di mettere in serio rischio l’esistenza per il prossimo anno delle attività che andavano ad assicurare un necessario servizio alle zone interne della Regione Campania» «Parole, parole parole....soltanto parole tutte a intero scapito delle nostre Comunità Montane le quali attendono dal lontano mese di Aprile una risoluzione definitiva rispetto anche agli impegni che ufficialmente, nel tempo, durante i numerosi incontri svoltisi, anche alla presenza dell’Uncem Campania, dove i diversi Assessori intervenuti avevano fornito tutte le rassicurazioni del caso». «Duole constatare che si continua a sfuggire alle proprie responsabilità, le attività degli enti montani non possono essere valutate come un semplice costo oggetto di tagli illogici e indiscriminati. Le Comunità Montane rappresentano la presenza delle istituzioni regionali all’interno del vasto territorio interno della Regione Campania. Un territorio da salvaguardare per la conservazione del paesaggio e la tutela degli ecosistemi». «L’attuale situazione è stata creata dalla pessima gestione di Caldoro e annunciamo battaglia attraverso una proposta legislativa che anche altri colleghi consiglieri regionali hanno aderito, condividendo le preoccupazioni che da tempo cerco di denunciare».

 

Ringraziamo il consigliere regionale PSI Gennaro Oliviero per il suo impegno riguardo la vertenza Comunità Montane 

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