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8 agosto 2012 3 08 /08 /agosto /2012 10:09

Per il leader del Psi si è trattato di "un colloquio proficuo"

CSX.INCONTRO NENCINI BERSANI: "UNA COALIZIONE CHE RESTITUISCA PRESTIGIO ED AUTORITA'ALLE ISTITUZIONI

 

07/08/2012 -

E’ durato circa quaranta minuti il colloquio tra il segretario del PD, Pierluigi Bersani e il segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini.
I due leader si sono incontrati stamane per discutere della Carta d’Intenti presentata dal Pd e delle coalizioni di centrosinistra.
Il segretario socialista, al termine della conversazione, si è detto “soddisfatto per un colloquio proficuo” in cui si è discusso,tra le altre cose, anche delle future alleanze di centrosinistra, ovvero “di una proposta - avverte Nencini – che noi facciamo da sempre, sin dal congresso di Montecatini del 2008”.
“Sosteniamo da allora – continua- una coalizione di governo che metta assieme la sinistra riformista che si richiama al socialismo europeo e i cattolici democratici”.
“Il pacchetto di mischia – annuncia Nencini – è deciso: Pd, Sel, Psi; una coalizione che si apra alle esperienze civiche, che restituisca prestigio e autorità alle istituzioni e alla politica: noi ci preoccuperemo –aggiunge – di coinvolgere in questo progetto personalità di cultura laica, democratica, libertaria.
La fase di supplenza –continua il segretario socialista conversando con i giornalisti al termine dell’incontro – termina con le prossime elezioni politiche.
Stiamo lavorando a una coalizione responsabile che governi un’ Italia che ha bisogno di essere ricostruita. Data questa legge elettorale, ci saranno lista e candidati socialisti”.
Sui contenuti della Carta d’Intenti che il segretario Bersani ha presentato al Psi, Nencini fa un commento positivo: “Ne abbiamo discusso a lungo. Il futuro dell’Italia – prosegue Nencini – richiede sobrietà, responsabilità e più Europa. Tre cose urgenti che i socialisti italiani propongono da sempre: la tassazione delle rendite finanziarie e una patrimoniale sulle grandi ricchezze per abbattere la pressione fiscale nelle imprese e nei salari, una grande riforma delle
istituzioni, investimenti nella conoscenza, nella scuola e nella formazione”.
“E’ tempo – conclude Nencini – di una sinistra di governo che torni a rendere l’Italia civile e democratica”
 
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1 agosto 2012 3 01 /08 /agosto /2012 12:53
Positivo il giudizio del Psi sulla "Carta d'intenti" di Bersani
 
CSX. NENCINI: LE PROPOSTE DI BERSANI CI CONVINCONO. SONO LE STESSE DEL PSE
martedì 31 luglio 2012
 
“Ci convince la proposta di un patto di legislatura tra riformismo di stampo socialista europeo e cattolico democratico. Ci convince la scelta del leader attraverso primarie di coalizione”.
Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando la presentazione della “Carta d’intenti” da parte del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Si tratta – aggiunge - delle stesse proposte che abbiamo valutato con i vertici del Psi. Saremo i pretoriani del fronte laico, del merito e della redistribuzione della ricchezza - conclude”.
Per Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi:“Bersani, nella sua carta d’intenti, rilancia la prospettiva politica degli Stati Uniti d’Europa ed è, questa, una prospettiva nella quale si riconoscono i Partiti socialisti in Europa e per la quale è necessario impegnare la nostra azione nel futuro”.
“A partire dalla convergenza in Italia”, aggiunge, “tra le forze che si riconoscono nel Pse e le ali popolari e democratiche, unite per la ripresa politica ed economica del Paese”.
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26 luglio 2012 4 26 /07 /luglio /2012 18:13

 cappellaio-matto.jpg

“E tardi….è tardi… è tardi…! diceva il Cappellaio Matto!

Eugenio Scalfari che si ritiene il padre nobile del governo Monti e ispiratore della linea governativa del PD ha recentemente sostenuto che le elezioni anticipate non sarebbero più una iattura perché  Naturalmente non sarebbe certo uno scioglimento determinato dal cattivo esito della politica di Monti. Al contrario: proverrebbe da una valutazione positiva dell’operato del governo e dai suoi dieci mesi di attività. Di qui la necessità di proseguire quella politica non più affidandola ad un governo tecnico ma con la diretta partecipazione di esponenti politici, come del resto Monti avrebbe voluto che avvenisse anche nel governo attuale.”(Repubblica, 22/07/2012).In buona sostanza il re dei giornalisti italiani riesce a dare una valutazione positiva dell’operato del governo Monti e promuove la realizzazione di un’operazione politica che ci porti alle elezioni anticipate ad ottobre. Nei fatti la “valutazione positiva qual è? Una recessione irrefrenabile, lo spread a livelli berlusconiani, l’assenza completa di ogni indice di crescita economica, una disoccupazione da dopoguerra, il tracollo dell’economia reale, malgrado Monti nelle sue ultime vacanze moscovite abbia scoperto con sua grande sorpresa che esiste anche l’economia reale.

Contemporaneamente  i tagli del Governo Monti stanno facendo a pezzi lo Stato sociale, -7,2 miliardi per Regioni e Comuni, -7000 posti letto negli ospedali, -10% dipendenti pubblici, e via così… è un’autentica svendita, questa spending review che, tradotta dall’inglese, significa solo: più tagli, più disuguaglianza sociale, meno cure, più sacrifici per lavoratori, studenti, e pensionati (ed ovviamente nessun aggravio per i ricchi).

La valutazione positiva che Scalfari da della opera di risanamento del governo Monti non è assolutamente condivisibile dal momento che non bisogna essere di sinistra per capire che le scelte dell’Ipertecnocrate non hanno avuto alcuna influenza in ambito europeo, sono strutturalmente inefficaci e non convincono gli investitori esteri, da lui tanto invocati, che si guardano bene dal venire ad investire in Italia. Se ciò non bastasse le tanto declamate riforme epocali non sono state in grado di arginare la speculazione degli investitori internazionali che fregandosene della cura letale che Monti sta propinando all’Italia, fa susseguire un venerdì nero all’altro. Nonostante ciò il PD continua imperterrito a sostenere il governo Monti e la sua nefasta politica monetarista che è l’origine dell’attuale crisi economica e con la quale ci si ostina a risolvere un problema di cui sono invece, a detta degli economisti più lucidi, la causa costante.

E’ singolare che alcuni compagni si illudano che alla lunga le manovre di bilancio e le operazioni di emergenza possano far virare in maniera virtuosa la nave Italia. Gli stessi continuano a dire che bisogna aspettare per vedere gli effetti benefici  della varie manovre e che alla fine i “mercati” percepiranno la bontà della linea di politica economica italiana cambiando finalmente parere sull’Italia che non sarà più oggetto di attacchi velenosi e deleteri. La realtà, invece, sta evolvendo in senso contrario e tutti possono rendersene conto al di là del libro dei sogni. Grecia e Spagna non riescono più a difendersi ed è presumibile che anche l’Italia per quanto sia ricca non esca vittoriosa dagli attacchi della speculazione internazionale con manovre che si susseguono ormai con cadenza quasi mensile. Se i miei calcoli non sono errati oltre al patto di stabilità di quaranta miliardi all’anno per i prossimi decenni, per raggiungere il pareggio di bilancio l’Italia dovrà sborsare altri venti miliardi di euro a cui vanno aggiunti ottanta miliardi di interessi da pagare sul debito, posto che lo spread rimanga ai livelli attuali e non cresca, come purtroppo è facile prevedere. Se qualcuno si ostina a chiamare l’economista Cesaratto un catastrofista, farebbe bene a farsi questi conti.

L’unico effetto concreto di tutto quello che stiamo vedendo e vivendo è che le famiglie italiane sono sempre più povere, i risparmi privati sono ormai al collasso, lo stato sociale viene ogni giorno rivisto al ribasso, perché ovviamente “vivevamo al di sopra delle nostre possibilità” e l’economia reale è ormai paralizzata. Come se non bastasse tutto questo arriva la macelleria dello spending review un’insieme di norme, regole e manovre che sono state formulate per agevolare la speculazione e non per aiutare chi quei provvedimenti li subisce sulla propria pelle senza alcuna prospettiva di miglioramento della situazione.

Lo spending review con i suoi 9 miliardi di tagli tutti a carico di Comuni ed enti locali, rischia di paralizzare nei fatti l’attività dei servizi di base, che in tal modo saranno pronti per essere dismessi, smantellati e privatizzati. Si chiamarazionalizzazione dei servizi e significa licenziamenti a raffica. Naturalmente, visto il successo della prima revisione di spesa, si parla già di una seconda spending review per altri 10 miliardi di ulteriori tagli.

Il governo Monti appoggiato colpevolmente da Bersani, che ha ormai perso ogni pudore, non toccherà con i suoi tagli gli emolumenti dei manager pubblici.  E’ il caso della nuova presidente Rai e del nuovo direttore generale che insieme superano un milione di stipendio all’anno. Non si toccano le aliquote dello scudo fiscale ma si pensa con fastidio ai 300.000 esodati che hanno l’arroganza di reclamare la loro giusta pensione. Lo stato risparmia sulla pelle dei redditi fissi e però si rifiuta di sottoscrivere una convenzione con la Svizzera che permetta di recuperare le tasse evase dagli italiani più furbi. Questa convenzione è stata giudicata dannosa e controproducente. Cosa strana perché la Germania, la tanto odiata Germania, questa convenzione con la Svizzera l’ha sottoscritta recuperando così quattromiliardi di euro.  Ma le cose non fatte dal governo non finiscono qui, infatti il Generale Ministro Giampaolo di Paolo che rappresenta un unico esempio in un paese democratico di un militare che è allo stesso tempo ministro della difesa ha imposto che l’Italia non rinunci ai famigerati F35, di cui tanto si è parlato; non solo, ma l’Italia spenderà altri quattro miliardi per acquistare elicotteri per la marina e ancora cinque miliardi per la realizzazione di fregate FREMM e ancora giusto per entrare in clima da “Guerre stellari”non ci facciamo mancare i famosi droni, cioè aerei senza pilota per un’altra risibile spesa di 1,3 miliardi. A tutte queste spesucce vanno aggiunti i costi di tutte le missioni estere, che ci vedono in prima fiala come esportatori di democrazia. Certo a settembre le Province forse non potranno dare inizio all’anno scolastico, però ci sono le scuole private che possono risolvere il problema. Il PD che continua a definirsi un partito “serio e responsabile” ha avallato e condiviso tutto questo, rendendosene corresponsabile. Certo ha detto “Non accettiamo taglia al sociale, che per noi significa sanità, scuola, servizi sociali di base dei Comuni.” Ma poi ha votato tutto quello che Mario Monti gli ha proposto senza battere ciglio. Allora alla fine di questa incompleta analisi la domanda è perché, quando si andrà alle elezioni a ottobre 2012 o nella primavera del 2013 una sinistra che abbia a cuore il destino delle persone che pretende di rappresentare dovrebbe allearsi con il partito che è corresponsabile di una politica reazionaria ed affamatrice? Quando alcuni compagni dicono “La preparazione di un’alternativa di governo, auspicabilmente legittimata dalle urne con una diversa legge elettorale, dovrebbe secondo noi fondarsi  su un asse preferenziale PD-SEL” non si pongono la domanda che prima di fare una proposta del genere dovrebbero porsi e cioè questo PD, con questa classe dirigente potrà dare al paese veramente un governo capace di farci venir fuori dalla situazione politica ed economica in cui ci troviamo? E potrà farlo rimodulando il rapporto fra la politica, le istituzioni e i cittadini? Vorrà l’attuale PD assumersi la responsabilità do proporsi come alternativa di governo? Sarà disponibile dopa aver votato la riforma delle pensioni, l’abbattimento dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, il “Fiscal compact” ed accettato tutto quello che “l’Europa ci chiedeva” garantirci che non accetterà né commissariamenti né cessioni di sovranità? Questo PD con il quale alcuni compagni, ma non io, vogliono costruire un’alternativa di governo sarà in grado di condividere con la sinistra un ripensamento della politica italiana basata su equità, uguaglianza, difesa del welfare, ampliamento dei diritti civili, redistribuzione dei redditi, tutela dei sindacati nelle fabbriche? Queste domande dovrebbero essere la base di una riflessione comune prima di buttarsi nelle braccia di un partito diviso, abituato a sopravvivere con continui compromessi,  incapace di qualsiasi scelta democratica per non turbare i propri equilibri interni ed il patto non scritto di alleanza con le gerarchie vaticane. Perché ci illudiamo di poter condizionare da sinistra il PD? Qualcuno dimentica e fa male, il vecchio slogan del “voto utile”, che potrebbe ancora una volta    diventare attuale. D’altronde chi auspica un patto elettorale e politico col PD dimentica che Casini ha detto che l’alleanza la fa solo col PD. Chi accetta questa logica dimentica l’incognita del Movimento a cinque stelle di Beppe  Grillo che ci si ostina ad ignorare dimenticando che oggi conta una percentuale intorno al 20% e soprattutto dimentica che circa la metà degli italiani non va a votare. Perché siamo cosi presuntuosi se non rappresentiamo niente e nessuno in termini elettorali?

Un partito come il PD, che è dato al 24% perchè dovrebbe accettare condizionamenti da una sinistra divisa ed inconsistente, senza un programma comune, senza una visione d’insieme senza una strategia alternativa? Vogliamo partecipare alla competizione elettorale come mosche cocchiere  per poi poter dire anche noi “abbiamo vinto” e poi? Vincere senza un programma condiviso, senza un progetto, senza un’idea di paese che rappresenti l’alternativa alla attuale situazione a che serve? Quale sinistra si sarebbe resa responsabile di una squallida discussione come quella di cui si è resa protagonista il PD sul tema dei diritti civili con particolare riferimento alle coppie gay? In Francia non esiste l’allocuzione “centrosinistra”. La sinistra esiste ed ci sono due forti partiti il socialista ed il comunista. Il partito comunista peraltro ha dato una mano ad Hollande a vincere le elezioni ma poi non ha preteso di partecipare al governo del paese. In Grecia Siryza contro il partito di centro da sola ha rischiato di vincere le elezioni.  Per non parlare delle recenti elezioni in Germania.

Forse è giunto il momento di pensare ad una sinistra italiana diversa, fuori dagli schemi in cui ci hanno relegato. Diceva il “Cappellaio Matto” in “Alice nel Paese delle meraviglie” “è tardi…è tardi… è tardi.” Effettivamente è tardi e prima che il conflitto sociale incendi le piazze italiane come sta succedendo in Spagna e come è successo in Grecia, un sinistra autonoma e non dipendente dal PD deve trovare il modo di rispondere alla crisi e creare un futuro diverso pensando ad una società diversa dalla attuale. Non è sufficiente pensare a come vincere le elezioni del 2013, bisogna pensare a costruire una sinistra unita che non miri trasformare i comunisti in socialisti e i socialisti in verdi, ma insieme bisognerebbe avere la forza di costruire un progetto di cui ognuno sia partecipe in maniera seria e responsabile. Un progetto che tenga conto della circostanza che oggi qualunque cittadino quando va a votare lo fa pensando che la sua vita non cambierà in maniera sostanziale, perché le responsabilità della sinistra che hanno governato negli intervalli in cui non ha governato la destra, non sono diverse da quelle della destra. Prodi ha accettato le politiche liberiste che hanno portato ad un declino della sovranità popolare e della democrazia. Il mantra sia per la destra che per la sinistra è sempre stato “ce lo chiede l’Europa.!” Se la sinistra si ostina a credere che un solo modo di governare è possibile, perché la gente dovrebbe votare per un’alternativa. Una sinistra seria e responsabile dovrebbe cominciare a dire che la crisi non è colpa degli stati dissoluti e dissipatori, bensì della speculazione internazionale e dei mercati finanziari. Una sinistra alternativa deve proporre un modello ed un programma in cui i bisogni siano al centro delle preoccupazioni di chi governa prevedendo misure di fiscalità alternative che colpiscano i redditi alti e i grossi patrimoni, un po’ come sta succedendo in Francia grazie ad Hollande. Se non si pensa a come risolvere i problemi della disoccupazione dei precari, degli immigrati presenti sul territorio nazionale in un grande sforzo di solidarietà, come si può pretendere di chiedere un consenso politico sulla parola?. Ora che l’odio nei confronti delle banche è arrivato al suo culmine bisogna pensare ad uno stato che riprenda il controllo del sistema bancario e finanziario, cambiando la politica monetaria prescindendo dai diktat dell’Europa. Non si può andare con chi, ed il PD lo ha colpevolmente fatto, difende i privilegi di imprenditori, banchieri e multinazionali, mentre ci sono milioni di lavoratori, impiegati, disoccupati, pensionati, giovani, immigrati che vivono con meno di mille euro al mese. Oggi il nostro denaro, grazie all’imposizione fiscale del governo Monti va a speculatori finanziari mentre dovrebbe andare ai lavoratori ed alle amministrazioni periferiche dello stato. Questa Europa non deve piacerci per forza e non abbiamo il dovere di difenderla a tutti i costi.

Una sinistra seria deve fondare il suo programma elettorale senza populismi ma parlando di occupazione, istruzione, potere d’acquisto, accesso alla salute, ecologia, fonti energetiche alternative, diritti cvili. Su questi temi dobbiamo costruire il nostro programma indicando soluzioni alternative al liberismo. La dobbiamo smettere di rassicurare i mercati, non è il nostro mestiere;  il nostro mestiere invece quello di credere che si deve andare “oltre l’austerità” parafrasando il titolo di un e-book che è stato messo on –line da qualche giorno e di cui il compagno Turci si è fatto promoter, e che è possibile inventarci un altro domani diverso da quello che vorrebbero farci vivere.

Tutto questo si può fare senza il PD? Dipende da noi! In Francia, in Grecia, in Germania molto è cambiato. Dobbiamo essere in grado di farlo anche in Italia. Se riusciremo a parlare un linguaggio diverso e proporre un progetto politico alternativo in cui si dica “questo è un programma di sinistra e questo è ciò che deve essere di sinistra in materia di alloggi, pensioni, sanità, scuola, salari, ambiente, diritti civili etc” allora provocheremo un dibattito che sicuramente porterà quella sinistra diffusa che esiste nel sociale, nel dibattito politico nei sindacati  dalla nostra parte e questo, solo questo potrà spostare il centro di gravità della vita politica. Questa sinistra diffusa deve diventare una forza politica che non può essere separata dalle istanze che rappresenta. Se riusciremo a fare questo riusciremo ad ottenere risultati politici ed elettorali al di là delle nostre aspettative in piena autonomia convincendo la gente a votare perché con quel voto le cose possono davvero cambiare il meglio per loro.

Beppe Sarno    

        


 

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20 luglio 2012 5 20 /07 /luglio /2012 16:07


Nichi il comunista e i socialisti

 

«Sono innamorato della mia storia di comunista ma m’innamoro delle storie altrui, ha detto Vendola all’assemblea di SEL e delle formazioni che vi si riconoscono: compresi i molti socialisti presenti dei quali, si legge nelle cronache, egli non manca di tessere elogi per la cultura di cui sono portatori, avvertendo tuttavia di evitare di restare prigionieri delle biografie, ma unirsi a tutte le forze che rivendicano cambiamento, moderati compresi; e ammonendo che il riformismo dev’essere la bussola del centro sinistra e non l’alleanza per vincere le elezioni.
Affermazioni importanti, anche se non nuove per chi ricorda il suo primo contatto con i socialisti nel gennaio 2005 di cui si racconta in “Socialisti e identità nella puglia degli anni 2000” (Progedit, 2007), ripetute nel maggio successivo all’inaugurazione della Mostra “Di Vagno e Matteotti fra storia e memoria”, e ancora al Convegno del gennaio 2010 per il decennale della morte di Bettino Craxi.
Vendola è intellettualmente onesto, e quando fa queste affermazioni c’è da credergli, sapendo che le fa non per captatio benevoltiae verso i socialisti, per quanto in sovrannumero come annota Lorena Saracino, che già sono con lui, e che ci resteranno.
Egli da pugliese sa che i socialisti nostrani non si esauriscono con quelli presenti “in sovrannumero”, ma ve ne sono tanti che restano tali per convinzione profonda a prescindere, qualche volta nonostante, le formazioni che continuano ad organizzarli o per irrinunciabile speranza, forse per nostalgia, finanche per un po’ d’opportunismo; e che tutti condividono con lui che solo il riformismo debba essere la bussola per il Governo a tutti i livelli, sapendo che riformismo non è moderatismo, secondo una non dimenticata, felice sintesi di Beppe Vacca.
Val la pena di ricordare il caleidoscopio dei socialisti di Puglia, singolarmente poco rilevanti, ma nell’insieme una forza: socialisti con la tessera nel PSI, o del nuovo PSI, quelli che si ritrovano in SEL, altri che non resistettero alla suggestione del PD, altri che hanno preferito l’autonomia; ci sono socialisti che nel passato, in buona fede o per rabbiosa reazione suggestionati da Berlusconi il vindice, s’illusero che anche da quelle parti avesse potuto praticarsi il riformismo.

Tutti con il comune auspicio che più che un partito socialista, piccolo o grande, debba sopravvivere il Socialismo, perché il problema che sta corrodendo dall'interno la coesione sociale in tutto il mondo capitalistico è l'abnorme aumento della disuguaglianza prodotto dalla politica economica degli ultimi trent'anni, e che il suo abbattimento, il socialismo appunto, deve occupare il primo posto di qualsiasi agenda politica che voglia affrontare seriamente la crisi.
Se le cose stanno così la domanda è: cosa impedisce a Vendola, non di inaugurare una stagione di improbabili riunificazioni o di inverosimili conversioni, ma aprire con quel vasto mondo socialista cui egli stesso riconosce cultura di governo, perché allevato alla scuola dei Bobbio, dei Cafagna, dei Cohen, dei Federico Mancini e di tanti altri, un dialogo franco, non sul passato con le sue rivendicazioni, ma sulle suggestioni di un futuro capace di disegnare, con il coraggio che manca al PD, la prospettiva socialista, come accade in Europa?
Anche se qualche socialista, proprio per quella cultura, potrebbe far notare che qualche volta l’ideologia, che Vendola giustamente rifiuta, è stata all’origine dell’insuccesso di alcune iniziative del laboratorio di governo, del caso di scuola pugliese che difende con orgoglio.
Lo apra lui quel cantiere, appunto non per la costruzione di un partito, ma per la ripresa di un processo culturale interrotto: molti come lui, “interessati non al partito ma alla partita”, si faranno avanti.

Gianvito Mastroleo  (da Il Melogranorosso)

 http://www.melogranorosso.eu/index.php?option=com_k2&view=item&id=303:nichi-il-comunista-e-i-socialisti

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19 luglio 2012 4 19 /07 /luglio /2012 16:14
Mauro Del Bue -
Sui diritti civili il Pd non faccia il Pci
mercoledì 18 luglio 2012

Mauro Del Bue

Non è assolutamente vero che le questioni attinenti la laicità (in primis questa, dell’equiparazione dei diritti civili per tutti a prescindere dalle tendenze sessuali) siano osteggiate, nel Pd, dalla componente ex Margherita a cui si opporrebbero le convinzioni di quella ex diesse. Non è vero che vi sia il cozzo di due tradizioni.
È vero che esiste una componente ex democristiana che difende a ragione le sue prerogative ed esiste, al suo opposto, una piccola componente profondamente laica, che ha aderito al Partito democratico recentemente (la Concia, Ignazio Marino). Ma il nucleo maggioritario del Pd, quello diciamo così ex comunista, appartiene a una storia che non ha mai fatto della battaglia sulle libertà civili una bandiera. È questo nucleo solido che prevale ancora nel Pd.
Quando mai l’ex Pci, che votò l’articolo 7 della Costituzione, al contrario dei socialisti, ha dato la priorità a battaglie come quella per il divorzio (che cercò fino all’ultimo di annacquare e scoraggiare con proposte per evitare il referendum,) o per la legalizzazione dell’aborto (ricordo la proposta di legge davvero minimalista dell’on. Seroni che io stesso contestai, da giovane socialista, in una conferenza pubblica tenuta a Reggio Emilia nei primi anni settanta).
Il Pci riteneva che il dialogo coi cattolici, nelle versione del compromesso storico, impedisse o quanto meno sconsigliasse battaglie che potevano dividere laici e credenti, mentre il Psi, che con la Dc collaborava, era invece convinto che un conto fossero i programmi di governo e altro conto fossero le convinzioni di carattere etico.
È in fondo quel che sostiene oggi lo stesso Casini, che dimostra di aver imparato e bene la lezione da Forlani e dai suoi predecessori democristiani che collaborarono col Psi. E che si dimostra molto più tollerante e rispettoso di qualche dirigente del Pd.
Perché stupirsi dunque se il Pd riflette ancora questa reticenza storica? Anche oggi teme che queste battaglie impediscano il dialogo col centro?
Non credo. Penso invece che appartengano ormai alla sua radicata sensibilità su questa materia certi moderatismi e prudenzialismi che hanno solcato la storia del vecchio Pci. E che oggi vengono perfino criticati da esponenti del Pdl, come l’ex ministro Galan, che si dichiara a favore dei matrimoni e delle adozioni da parte dei gay. E li preferisce ormai al matrimonio con gli ex An…
da www.locchiodelbue.it

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14 luglio 2012 6 14 /07 /luglio /2012 07:22

COMUNE  DI  MONTELLA

Provincia di Avellino

 

                 Salvatore Cianciulli

           Consigliere Comunale

Capogruppo di Alternativa Riformista

 

 

 

 

Interrogazioni per il Consiglio Comunale del 25 maggio 2012

 

 

 

1)      Il comma 5 dell’articola 43 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale recita: “alle interrogazioni ed alle interpellanze per le quali si chiede risposta scritta deve essere dato riscontro entro trenta giorni dalla presentazione in Consiglio o dalla data d’acquisizione al protocollo……”. Volevamo sapere perché, e purtroppo non è la prima volta, ci avete risposto dopo oltre tre mesi. (Sindaco)

 

2)      In data 19 maggio 2011 (protocollo n°7599, pratica n° 55/2011), è stato rilasciato un permesso a costruire per la sopraelevazione di un muro di cinta, intervento che in realtà appare più come la sistemazione di un piazzale. Volevamo sapere se è stato rilasciato lo svincolo idrogeologico per la esecuzione di questa opera (movimenti di terreno. Art. 23 Legge Regionale 11 del 7 maggio 1996). A questa interrogazione semplice alla quale bastava rispondere con un si od un no, hanno dato una risposta non pertinente alla domanda in successione prima il consigliere Carbone, quindi l’assessore Palmieri ed infine il responsabile del procedimento dell’ufficio tecnico. Oggi la rivolgiamo per l’ultima volta al Sindaco nella speranza di avere maggiore fortuna. (Sindaco)

 

3)      Volevamo sapere come mai il Comune di Montella, riconosciuto città d’arte per il suo patrimonio, non ha aderito alla Settimana della Cultura che ha visto protagonisti molti comuni della provincia. (Consigliere Granese)

 

4)      In riferimento al programma “Europa per i cittadini” volevamo sapere se era stato candidato qualche progetto. (Consigliere Gramaglia)

 

5)      In riferimento alla lettera anonima inviata presso la sede del Partito Socialista Italiano, che allego in fotocopia, volevamo sapere se sono state riscosse le spettanze dovute al Comune di Montella dalle società sportive che hanno utilizzato gli impianti sportivi di via capone per la stagione agonistica passata, che dovrebbero ammontare a circa 24.000 euro. (Consigliere Moscariello)

 

6)      Volevamo sapere come sono state destinate le somme recuperate dagli accertamenti TARSU. (Assessore Clemente)

 

7)      Nel mese di aprile è partito nella Regione Umbria il progetto pilota: “Una scelta in Comune”. Il progetto consiste nell’esprimere il proprio consenso o diniego alla donazione degli organi nel momento il cui si richiede o si rinnova la Carta di Identità. Il si od il no così espressi saranno registrati direttamente, con valore legale, nel Sistema Informativo Trapianti. Volevamo sapere se anche il Comune di Montella pensa di poter aderire a questo progetto. (Assessore Lepore)

 

8)      In merito alla comparsa di una manifesto del Comune che invitava i cittadini a segnalare eventuali lavori di allacciamento alle reti pubbliche, in occasione della sistemazione di diverse non ben specificate strade pubbliche, volevamo sapere di quali strade si tratta e con quali fondi saranno sistemate. (Assessore Palmieri)

 

9)      Dal 1° maggio possono essere inseriti nella normale raccolta differenziata degli imballaggi in plastica anche i piatti ed i bicchieri monouso. Volevamo sapere se codesta amministrazione ha in programma di informare i cittadini in merito a tale nuova opportunità, visto che a nostro avviso gli stimoli al riciclo dei rifiuti sono sempre meno così come confermato dai dati della percentuale dei rifiuti riciclati. (Assessore Palmieri)

 

10)   Sempre nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente, volevamo rinnovare l’invito a codesta amministrazione, così come già fatto in passato, ad intraprendere una campagna promozionale ed informativa per stimolare i cittadini a bere acqua del rubinetto così come ha fatto il Comune di Bagnoli Irpino. (Assessore Palmieri)

 

11)   Volevamo sapere se ed a quale punto è l’iter per la realizzazione del progetto per la sistemazione del viale di San Francesco, qual è la disponibilità di fondi a disposizione ed a quale tipo di finanziamento fanno riferimento. (Assessore Palmieri)

 

 

 

12)   Il 23 gennaio 2012 il CIPE ha sbloccato 556 milioni di euro per la messa in sicurezza dei vecchi istituti e soprattutto per la realizzazione di nuovi (cosa probabilmente mai accaduta prima). Volevamo sapere se il Comune di Montella ha presentato o pensa di presentare qualche progetto per beneficiare di tale opportunità. (Assessore Palmieri)

 

 

13)   Volevamo sapere se il Comune di Montella ha candidato progetti per il nuovo bando promosso dal ministero dell’Ambiente “il sole a scuola”, finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici. Il contributo concesso dal ministero è pari al 100% del costo ammissibile. (Assessore Palmieri)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salvatore Cianciulli

           Consigliere Comunale

Capogruppo di Alternativa Riformista

 

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12 luglio 2012 4 12 /07 /luglio /2012 18:19

 

 

Riflessioni sulla lettera del Professore Giuseppe Marano.

 

La società occidentale vive oggi purtroppo con drammatico distacco i problemi della vita pubblica. Molto è dovuto alla responsabilità dei partiti politici, molto al crescente individualismo, accentuato dai gravi problemi determinati dalla attuale situazione di crisi economica, che portano il cittadino a ritirarsi nel proprio ambito personale. Quando in questo clima di torpore si riesce a stimolare, con argomenti e non con le parole (troppo spesso purtroppo insulti e volgarità) il confronto con i cittadini, è comunque un motivo di soddisfazione per un amministratore. Per questo mi sento in dovere, con piacere, di fare alcune precisazioni sulle considerazioni del Professore Giuseppe Marano, al quale mi lega profonda stima. La pianta organica del Comune di Montella ha fatto riferimento in passato alla normativa esistente, vale a dire il Contratto Nazionale dei lavoratori degli Enti Pubblici ed il Testo Unico degli Enti Locali i quali individuavano quale rapporto ideale di 1 dipendente pubblico ogni 100 abitanti circa. Difatti negli anni ottanta il Comune di Montella contava poco più di 80 dipendenti. Da allora in poi la pianta organica si è progressivamente ridotta non per motivi di razionalizzazione ma solo per limiti successivamente imposti per la spesa del personale, fino alla rivoluzione drastica imposta dal decreto Brunetta e dai successivi patti di stabilità, che hanno imposto la possibilità per la pubblica amministrazione di assumere un dipendente ogni 5 posti resisi liberi. Oggi inoltre il Ministero degli Interni individua con cadenza triennale la consistenza delle dotazioni organiche per comuni e provincie, da raggiungere come obiettivo in particolare per gli enti locali in dissesto finanziario, che per il triennio 2011-2013 è individuato in 1 dipendente ogni 144 abitanti, quindi la pianta organica del Comune di Montella dovrebbe poter contare su almeno 55 dipendenti. Fino alla stabilizzazione dei 7 precari, a mio modo di vedere sacrosanta ed indispensabile, ma non torno sull’argomento, la pianta organica del Comune di Montella poteva contare su 37 dipendenti, quindi ben al di sotto di quel rapporto indicativo di 1 a 100 previsto in passato, ed anche in riferimento all’ultimo decreto del Ministero degli Interni (16 marzo 2011). E’ anche vero che nel corso degli anni alcuni servizi sono stati esternalizzati, ad esempio quella della raccolta dei rifiuti,  e che quindi le esigenze si sono modificate. Per questo motivo ritengo che attualmente il numero dei dipendenti non sia assolutamente in esubero, ma il contrario e che semmai bisognerebbe razionalizzare la pianta organica andando ad incidere prevalentemente in alcuni settori che hanno una carico di lavoro maggiore, piuttosto che in altri. Ad esempio oggi è improponibile che un Comune come Montella che ha il 2° piano di assestamento forestale più grande della Regione Campania, non abbia nel suo ufficio tecnico una sola figura professionale specializzata nel settore delle scienze forestali. Un altro settore da potenziare sicuramente sarebbe quello della Polizia Municipale, come giustamente ci suggerisce il Professore Marano, per la vigilanza non tanto e soltanto del territorio urbano, quanto soprattutto di quello montano. A tale proposito mi preme ricordare le iniziative intraprese dal PSI nel periodo 2005-2008 in cui si è trovato ad amministrare il Paese. Ritenendo che l’azione dovesse essere combinata sia da parte di Enti sovracomunali che dal Comune di Montella stesso, più volte il sottoscritto si è battuto purtroppo senza fortuna, quale delegato dell’allora Sindaco, presso la Comunità Montana ed il Parco dei Monti Picentini ricordano ai rispettivi presidenti che obiettivo precipuo e statutario dei due Enti era ed è quello del controllo e della tutela del territorio, e che a fronte dei tanti uscieri ed autisti non c’erano unità operative disposti a tale scopo. A livello comunale fu rinnovata una collaborazione,  con i Rangers d’Italia, corpo riconosciuto a livello nazionale, portando la indennità dai 3000 ai 6000 euro annui, più la disponibilità di un mezzo fuoristrada e  500 euro per la manutenzione straordinaria dello stesso, per poter esercitare un controllo più incisivo del territorio di concerto con la Polizia Municipale ed i Carabinieri. La cifra che poteva sembrare eccessiva , sarebbe stata recuperata certamente anche soltanto controllando i cercatori di funghi e tartufi ed obbligandoli a pagare i tesserini giornalieri previsti a quel tempo, senza contare i benefici che ne sarebbero tornati dal controllo sui pascoli abusivi e sui furti del legname che continuano a perpetrarsi liberamente ed impunemente sui nostri monti. Purtroppo non si riuscì a perseguire l’obiettivo previsto e quindi non si rinnovò la convenzione ed una parte delle risorse furono destinate a potenziare il servizio di controllo montano della Polizia  Municipale in termini di ore di straordinario. Con i proventi delle multe per le infrazioni al codice della strada e della sosta regolamentata a pagamento, in particolare durante il periodo estivo furono assunti a tempo determinato degli ausiliari del traffico. Oggi peraltro la legge 120/2010 impone di destinare il 50% dei proventi della multe e della sosta regolamentata a specifici progetti od attività. Tra questi il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento.   Una iniziativa credo molto utile e che permetterebbe di destinare per diverse ore al giorno ad altri servizi il personale della polizia municipale, potrebbe essere quella dei nonni civici, ai quali affidare l’incarico di disciplinare il traffico nelle ore di uscita degli studenti dalle scuole.

Queste sono solo alcune delle considerazioni che possono nascere da un confronto costruttivo, tra persone civili, tra amministratori e cittadini, tra amministratori di maggioranza e di opposizione. Purtroppo capita raramente ed il confronto troppo spesso scade nelle volgarità, nella demagogia e nel facile populismo.

Grazie al Professore Marano per aver alimentato questo confronto, grazie alla redazione di Montella.eu sempre disponibile ad offrire i suoi spazi, nella speranza di futuri e proficui confronti scusate se mi sono dilungato.

Salvatore Cianciulli

Consigliere Comunale del PSI

 

 

 

                                                                                                                        

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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 10:08
 
Elezioni senza confini
 

 

La globalizzazione vuol dire migrazioni, ma vuol dire anche villaggio globale della comunicazione. In questo villaggio, le campagne elettorali travalicano sempre più spesso i confini, per rivolgersi agli elettori all’estero.
Vale per gli emigrati italiani, vale per gli stranieri in Italia. Si è appena conclusa la campagna elettorale francese, che ha coinvolto migliaia di francesi in Italia (hanno votato in maggioranza per la socialista Daphna Poznanski-Benhamou, francese in Israele, candidata in un collegio elettorale apposito per i francesi all’estero che vivono nel Mediterraneo). In attesa, a novembre, delle elezioni romene, che vedranno il premier socialdemocratico romeno Ponta cercare la riconferma, e di quelle un’altra campagna elettorale globalizzata interessa significativamente l’Italia, quella senegalese.
Il primo luglio, infatti, la comunità senegalese in Italia, oltre 80mila persone, tutt’altro che poche, si recherà ad uno dei 200 seggi elettorali allestiti in tutta la penisola, presso i consolati ed in altre sedi pubbliche allestite per l’occasione. Il partito socialista del Senegal ha promosso una coalizione elettorale, Benno Bok Yakaar, che corre per vincere. è una coalizione ampia, di centrosinistra, che sostiene il nuovo presidente eletto Macky Sall, un esponente del partito democratico senegalese dissidente che ha sfidato e battuto il presidente uscente, il democratico “ufficiale” Wade. Per Ousmane Tanor Dieng, leader del PS senegalese, la scelta della coalizione era necessaria per dare stabilità al presidente eletto e promuovere una politica di sviluppo economico su basi di consenso ampie.
Nelle elezioni del 1 luglio, gli elettori senegalesi possono votare, tra i candidati nella lista di Benno Bok Yakaar, anche per un candidato residente a Treviso, il 43enne Mamadou Lamine Diouf, operaio.
In bocca al lupo, o al leone, che è poi anche veneto, come si sa.

 

Luca Cefisi

Avanti! della domenica n.26 del 1 luglio 2012

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15 giugno 2012 5 15 /06 /giugno /2012 08:22

Il Giorno Dopo……

Quando nel 2005 il Partito Socialista Italiano si propose alle elezioni amministrative a Montella, noi alla prima esperienza elettorale ci avvicinammo con grande senso di responsabilità a quell’appuntamento, ma con la serenità di chi ha un partito e tanti uomini e donne di esperienza alle spalle a guidarci. Nei discorsi serali pre-elettorali per stemperare la tensioni qualche compagno commentava: “Se vince Montella Libera, il suo leader sarà capace di distruggere tutto e quindi sarà necessario poi ricominciare da zero.”. Allora sembrò il copione di un film di fantascienza….. Purtroppo mai nessuna previsione fu più veritiera.

Oggi dopo tre anni di vita amministrativa ci troviamo di fronte ad uno scenario desolante, amaro. Oltre alle promesse elettorali disattese ( PUC, Edilizia scolastica, Viabilità, Turismo Montano , Valorizzazione dei prodotti tipici locali solo per citarne alcune.) che ci danno la dimensione del fallimento amministrativo che è sotto gli occhi di tutti, c’è il drammatico isolamento politico nel quale è precipitato il nostro Comune. E’ il destino prevedibile e che avevamo previsto, nel nostro sistema politico, di tutti i movimenti civici, per quanto possano essere animati da buona volontà, peggio ancora se il proprio leader pretende di impartire lezioni in ogni contesto, in particolare in quelli sovracomunali. Ma non è bastato il fallimento amministrativo e l’isolamento politico, si è riusciti a distruggere anche quella che è la struttura portante di ogni Ente Locale, ciò che garantisce la continuità di ogni amministrazione politica che si sussegue. E’ stata distrutta la macchina amministrativa, fatta di dipendenti, funzionari e dirigenti diligenti. Si è lasciato scadere, con l’indolenza che nasconde la paura di assumersi le responsabilità per le quali si è stati eletti, il termine ultimo per rinnovare il contratto a sette dipendenti comunali per i quali noi socialisti ci eravamo battuti in maniera intransigente e determinata, sette persone indispensabili per la vita amministrativa del nostro Comune che ha già un organico ridotto. Bisognava revocare l’incarico ai responsabili di settore per individuare anche i capri espiatori di questo avvenimento e dare l’ultima picconata all’opera di demolizione. Il tutto senza essere stati capaci in tre anni di trovare una soluzione che ovunque è stata trovata. Ed oggi si adombrano ulteriori sospetti su ciò che è accaduto. Voci di dentro parlano già di qualche amministratore disposto a “sacrificarsi” nel ruolo di nuovo responsabile dell’Ufficio Tecnico per “rilanciare” il nostro paese. Oggi ognuno di noi come elettore e come politico deve meditare sulle proprie responsabilità per evitare che errori del genere possano ripetersi in futuro, perché ciò che sta accadendo è il frutto e la conseguenza degli insuccessi della politica, dei vuoti lasciati dagli uomini e dai partiti, dei governanti e dei politicanti. Ma la presunta cura è stata di gran lunga peggiore del male che si è cercato di demolire

Il Giorno Dopo – “The Day After” -, è il titolo di un film di fantascienza di successo, in cui i sopravvissuti ad una guerra nucleare che ha distrutto il mondo, il giorno dopo si rimettono in moto per ricominciare da zero e ricostruire un mondo migliore, ricorda molto la previsione fatta qualche anno fa.

Credo che anche per noi sia arrivato il Giorno Dopo……

 Salvatore Cianciulli

Consigliere Comunale

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9 giugno 2012 6 09 /06 /giugno /2012 08:31

Tesi e azionariato popolare: un confronto libero e aperto nella Biblioteca storica di Critica Sociale

IL SEMINARIO PER L'AVANTI!
UN BILANCIO
PER UNA PROPOSTA

 

Un Seminario nazionale per riprendere la pubblicazione dell’Avanti! si svolge a Milano domani e domenica nella Biblioteca Storica di Critica Sociale, presso il Teatro del Borgo in Brera, via Formentini 10.

I lavori sono suddivisi in due sessioni.

 

Sabato 9 giugno alle ore 14.30 Rino Formica, direttore della Nuova Serie del giornale socialista, illustrerà la proposta di una piattaforma politica con le Tesi per un “socialismo largo” : una indicazione del perimetro di storia e valori entro cui far convergere - in un confronto libero e aperto - tutte le componenti e le culture della storia socialista per un bilancio di venti anni di bipolarismo e di diaspora .

La scelta di premettere alla ripresa dell’Avanti! un chiarimento di fondo sulle diverse strade e approdi scelti delle componenti dell’ex Psi, si intreccia con la proposta di mettere a fuoco una piattaforma minima di valori comuni per verificare se il riformismo socialista abbia ancora la creatività per concorrere ad indicare una via d’uscita dalla crisi di sistema del Paese, istituzionale, economica e sociale. 

 

Domenica 10 giugno, alle ore 9.30 si apre la discussione sulla proposta di azionariato popolare per una proprietà collettiva dell’Avanti! che ne garantisca indipendenza e libertà.

La proposta che sarà avanzata prenderà spunto dalla campagna promossa nel 1911 da Turati e Treves per una Società Editrice dell’Avanti! con un capitale suddiviso tra quote in proprietà di circoli, associazioni e movimenti della cultura e della storia socialista, del sindacato e della cooperazione.

 

Hanno annunciato la propria adesione, tra gli altri:

 

Carlo Tognoli

Paolo Pillitteri

Prof. Fulvio Papi (già vicedirettore Avanti! con Riccardo Lombardi)

Marc Osuf (Segreteria PS francese e Comitato di redazione di Esprit)

prof. Francesco Forte

sen. Emanuele Macaluso

Ugo Finetti

Franco D’Alfonso (assessore al Comune di MIlano)

Dario Allamano (presidente Gruppo di Volpedo)

Vittorio Craxi

Gianni Cervetti

Giorgio Benvenuto (pres. Fondazione Bruno Buozzi)

Antonio Focillo (segr. nazionale UIL - Dip. Economico)

Luigi Mazzillo (presidente di Sezione Corte dei Conti)

Felice Besostri (Network per il socialismo europeo)

Francesco Morganti e Daniele Stefanelli (Partito dei socialisti e democratici di San Marino)

 

prof. Paolo Bagnoli, prof. Nicola Colonna, prof. Salvatore Tutino, prof. Enzo Musco, prof. Stefano Pizzi (Accademia di Brera), prof. Maurizio Punzo, prof. Eugenio Santoro

 

Alessandro Colucci (Forum della Solidarietà - assessore Regione Lombardia); Onofrio Introna (presidente consiglio regionale Puglia); Roberto Saragatti (sindaco di Monza); Raimondo Deiara (assessore Comune di Nuoro); Daniele Delbene (Domani socialista)

 

sen. Siro Zanella; sen. Gaetano Scamarcio; sen. Roberto Spano; on. Cesare Marini; on. Francesco Colucci; avv. Domenico Romano; avv. Dario Buzzelli; avv. Ubaldo Giurato; avv. Roberto Cappiello; avv. Sandro D’Agostino.

Valter Galbusera (pres. Fondazione Anna Kuliscioff) 

Giovanni Mastroleo (pres. Fondazione Giuseppe Di Vagno)

prof. Pierpaolo Poggio (direttore Fondazione Micheletti, Brescia)

Adriana Landolfi (Fondazione Antonio Landolfi)

Elio Franzin (direttore Centro Studi sul Federalismo, Silvio Trentin)

 

Riccardo Pugnalin; Franco Abruzzo; Luca Colasando (Stampa Qualiprinters); Walter Marossi (edizioni Oritorinco - Milano); Luca Bagatin (Il Cannocchiale); Ettore Fermi, Vittorangelo Archetti (Brescia); Marilena Arancio (Movimento Milano Civica - GruppoVolpedo); Renato Tacconi (Como); Nanni Rossi (Mantova); Enrico Vidali (direttore Eco del Popolo, Cremona); Bruno Mezzalira (Padova); Nino Cavaliere (CGIL - Napoli); Salvatore Bono (CGIL - Palermo); Federico Pezzoli (Comitato centrale FIOM - CGIL); Pieraldo Ciucchi (segretario regionale Psi Toscana); Adolfo Morante (delegato dal Comitato regionale Psi Puglia); Michele Petriccione (Circolo La Prima Pietra - Napoli); Alfio Balsamo (Fondazione Craxi - Como); Cristian Ferrari (Nuovo Psi - Sarzana); Alessandro Tosi ( Circolo Rosselli - Lucca); Vito Fiorino (Movimento democratico di Partinico - Palermo); Nicolino Corrado (Psi Imperia); Giacomo Marcocci (capogruppo consiliare, Rapolano - SI)

Giovanni Tressoldi (capogruppo consiliare, Cesarana - VC).

 

Al termine del seminario saranno rese note le altre adesioni pervenute dai partecipanti e quelle successivamente inviate.

http://www.criticasociale.net/files/62_0000044_file_1.pdf

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