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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 08:22
 

Documento politico approvato dalla Segreteria nazionale all’unanimità al termine della riunione di giovedì 17 maggio 2012

Le elezioni amministrative hanno sancito senza equivoci la fine della Seconda Repubblica.
Con l’esplosione dell’astensionismo, si sono moltiplicate le liste civiche locali e, soprattutto nel centro-nord, ha ottenuto ottimi risultati la lista Cinquestelle, simbolo dell’antipolitica e al contempo rifugio del disagio. Ovunque è crollato il fronte del centro-destra, le coalizioni di sinistra vincono largamente nelle città benché non sia esaltante il risultato del PD e i voti a IDV e SEL largamente inferiori alle aspettative, delude il Terzo Polo, ottiene un risultato soddisfacente il PSI. Salvo rare eccezioni (la Federazione della Sinistra), escono di scena i partiti extraparlamentari.
Fino dalle prossime elezioni, il panorama dei partiti e dei leaders è destinato a cambiare in profondità e combattuto sarà il rapporto tra governo e maggioranza parlamentare che lo sostiene.
Il PSI si radica diffusamente – come avvenuto anche lo scorso anno – nell’Italia centrale e cresce a macchia di leopardo nel Mezzogiorno recuperando importanti posizioni in Calabria e in alcune aree della Campania, della Puglia, della Sicilia e del Veneto. Nei grandi centri dell’Italia settentrionale si conferma una forte sofferenza, mentre nei comuni medio-piccoli teniamo rispetto al voto del 2007. Un risultato tanto più apprezzabile in quanto ottenuto in condizioni difficili.
La nuova fase si aprirà all’insegna di un deficit politico ancora più profondo e vivrà dentro una crisi socioeconomica radicalizzata: decrescita di posti di lavoro, deficienza di spesa pubblica a sostegno del welfare, fratture sociali allargate, difficoltà degli organi elettivi a fronteggiare populismo e demagogia.
Alla politica del rigore, opportuna nella prima fase di vita del Governo Monti, non ha ancora corrisposto una scelta decisa verso incisive politiche di crescita.
Senza una patrimoniale sulle grandi ricchezze, senza tassare le transazioni finanziarie – misure, tutte, inserite nel programma del PSE – non sarà possibile diminuire la pressione fiscale sugli stipendi, sostenere la piccola e la media impresa, favorire nuove forme di occupazione giovanile.
Assumere con rapidità queste misure, abolire l’IMU sulla prima casa e rivedere i rigidi parametri del patto di stabilità, liberare risorse per sostenere le imprese che esportano, concertare una piena riforma istituzionale che renda gli enti territoriali più autorevoli, più efficienti e di numero minore all’attuale, regolamentare il ruolo e l’organizzazione dei partiti richiamandosi all’art. 49 della Carta, rivedere la legge elettorale per consegnare ai cittadini la piena potestà di scelta degli eletti con il ritorno al voto di preferenza (doppia preferenza uomo-donna), riscrivere la cornice dello stato sociale perchè protegga soprattutto chi si trova nella condizione del bisogno – dal lavoro precario, ai disoccupati, agli anziani senza assistenza – sono le priorità da conseguire per riacquistare la fiducia dei cittadini e allontanare l’Italia da una crisi senza precedenti.
è questo l’orientamento che abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il PSI valuterà singolarmente i provvedimenti del governo prima di esprimere il proprio voto.
Le vittorie socialiste in Francia e nelle regioni tedesche sono indicative di una Europa che cambia e che intende conciliare rigore e sviluppo investendo nella conoscenza, completando il processo unitario europeo, provvedendo con gli eurobond alla comunitarizzazione di una parte del debito e al finanziamento della crescita, ricapitalizzando la Banca Europea degli Investimenti.
Dietro al successo socialista si nasconde infine la volontà di opporsi allo smantellamento dello stato sociale e alla deriva dell’antipolitica.
Risultati che ripropongono anche per la sinistra italiana il tema sempre attuale della ‘questione socialista’
Il mondo moderato è destinato a ripensare rapidamente le sue strutture, i suoi simboli, la sua politica - la strada già intrapresa vent’anni fa - e lo farà mescolando tradizione e innovazione, politica e tecnocrazia, con una anticipazione di ciò che accadrà apparsa già nei giorni scorsi con lo scioglimento del terzo Polo.
A fronte della incipiente riorganizzazione dei moderati nelle loro diverse declinazioni, è necessario proporre agli italiani il progetto della ‘Casa Italiana dei Riformisti e dei Democratici’.
Raccogliere tutte le forze di tradizione socialista moltiplicando gli sforzi in corso in questa direzione, federare le culture laiche e democratiche aprendosi al confronto con le liste civiche locali, fare del socialismo europeo, aperto a nuove esperienze, il luogo rappresentativo del riformismo continentale. Il PSI si impegna per costruire un’alleanza di Governo di stampo Europeo di segno Democratico e Socialista adatta ai nostri tempi. Un’alleanza politica che rifiuti la concentrazione di forze e movimenti ostili all’Unione Europea e che, al contrario, punti a rafforzarne e consolidarne le istituzioni politiche e democratiche, assimilando sistemi ed orientamenti politici, sviluppando maggiore responsabilità e solidarietà fra gli Stati membri.
Alle iniziative già fissate ( celebrazioni del 120° nelle grandi città italiane, Festa dell’Avanti nazionale a Perugia, rafforzamento dell’Avanti on line ) dovrà aggiungersi in giugno un appuntamento destinato alla sinistra riformista italiana nella sua interezza, politica, sindacale, intellettuale.     

(L'Avanti della domenica)

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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 11:50

 

Montella, 28 maggio 2012

 

Venerdì scorso è andata in scena l’ennesima puntata di uno sceneggiato già visto. Dopo un’ora e venti dall’orario previsto per l’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, la maggioranza che amministra il nostro paese era ancora presente con soli sei componenti dei dieci rimasti a comporla, non garantendo il numero legale per la validità della seduta. Non è la prima volta che ciò accade. Già in passato tempestive sospensioni dei lavori del consiglio da parte del Sindaco, per far rientrare in tutta fretta qualche consigliere di maggioranza, ha impedito la verifica del numero legale, ed altre volte, in occasione di importanti punti all’ordine del giorno, solo il senso di responsabilità della opposizione tutta ha evitato che si rinviasse il consiglio. Abbiamo potuto verificare ancora una volta lo scarso rispetto che la maggioranza ha per l’istituto del Consiglio Comunale e la inconsapevolezza della stessa del ruolo istituzionale che riveste. E’ ormai consuetudine che i componenti della maggioranza arrivino con notevole ritardo, anche oltre la già eccessiva ora di tolleranza prevista dal regolamento comunale, che assessori partecipino raramente ai lavori di giunta, che si risponda con mesi di ritardo alle interrogazioni della opposizione consiliare, e talvolta non si risponde affatto, che i Consigli Comunali siano sempre più rari. Ma tutto ciò risponde ad una strategia ben chiara, la volontà di addormentare la opposizione e demotivare alcuni stessi componenti della maggioranza così da avere campo libero e nessun interlocutore. Le opposizioni tutte, che rappresentano circa l’80% dell’elettorato, denunciano con forza questa situazione che è ormai divenuta insostenibile e di grave nocumento per la vita democratica del nostro paese, e continueranno a svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità e  serietà invitando la maggioranza a fare altrettanto e ad avere più rispetto delle istituzioni, ed invitando la cittadinanza tutta, unico giudice, a vigilare sull’operato del Consiglio Comunale intero.

 

 

Firmato

Chieffo Franco capogruppo del PD

Pizza Sergio capogruppo de “Il Patto”

Savino Massimo capogruppo de il “Centro Destra per Montella”

Cianciulli Salvatore capogruppo di “Alternativa Riformista”

Pizza Emanuela consigliere della DC-PPE

Gambone Emiliano consigliere del PD

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 18:06
Gerardo Labellarte - Rinnovarsi o perire
dall' Avanti di mercoledì 23 maggio 2012

Gerardo Labellarte

Non c’è dubbio su quale sia la cifra che si ricava dal turno amministrativo appena concluso. Una forte, a volte travolgente voglia di cambiare, di spazzare via i modi di essere e di operare della vecchia politica.
Una spinta che si manifesta in molti modi. Il più evidente è lo spettacolare successo di Beppe Grillo, che è anche il più insidioso, perché il Movimento Cinque Stelle è riuscito nella difficile impresa, già riuscita alla Lega Nord, di partire dalla protesta per diventare soggetto politico nazionale e, come tale, è in grado non solo di conquistare amministrazioni locali, ma anche di dire la sua nello scenario delle prossime elezioni politiche.
Ma altri elementi evidenziano la forza dell’insoddisfazione popolare e della esigenza di cambiamento: l’astensionismo che continua ad aumentare nonostante il vertiginoso incremento del numero di candidati, la proliferazione delle liste civiche e naturalmente la sonora sconfitta delle forze che fino a qualche mese fa governavano il Paese e che per diversi anni hanno trionfato in tutti i turni elettorali.
Questa possente voglia di cambiamento tocca anche le forze del centrosinistra, anche se riesce a scalfire solo in parte la netta vittoria elettorale della coalizione. Tuttavia è sufficiente a renderla meno smagliante, a risvegliare qualche ricordo e qualche incubo, a costringere tutti alla riflessione. Ed è un bene che sia così.
Mai così attuale la frase di Nenni: rinnovarsi o perire. Per il centrosinistra è suonato un campanello di allarme che non va sottovalutato. E che dice che non basta essere l’unica coalizione rimasta in campo per avere la certezza di vincere la partita, ma che è invece necessario cambiare profondamente modi di essere, di pensare, di agire. E andare nella direzione che masse enormi di cittadini reclamano con voce sempre più alta e con sempre minore pazienza. Noi socialisti abbiamo formulato da tempo proposte in questa direzione, compresa quella di lavorare per costruire una grande organizzazione politica in Italia sul modello dei grandi partiti socialisti europei. Ma abbiamo anche insistito sulla necessità di riformare e rendere trasparenti i partiti, di cambiare la legge elettorale ridando realmente ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso il voto di preferenza.
Tutto questo è urgente, molto urgente: se potessimo lanceremmo il grido che un grande quotidiano lanciò a proposito della crisi economica: facciamo presto. Il PSI conferma nei ballottaggi il proprio risultato soddisfacente, elegge altri due Sindaci, Manuela Maliziola a Ceccano e Gianni Papasso a Cassano allo Ionio e centinaia di consiglieri comunali, tra i quali numerosi giovani anche in città importanti. Il nostro partito partecipa in modo significativo alle molte vittorie del centrosinistra. In parecchie regioni supera in percentuale e in seggi il risultato di SEL e dell’Italia dei Valori. Se fosse questo il problema potremmo dire che le foto di Carrara o di Rieti, con un ruolo importante del PSI, sarebbero un passo avanti, sarebbero più adeguate, sicuramente più europee di quella di Vasto, ma sappiamo bene che questo non basta.
Superato rapidamente il tempo del meritato apprezzamento per il lavoro di tutti i nostri candidati e militanti e delle congratulazioni agli eletti si avvia anche per noi quello di un lavoro impegnativo per adeguare anche la nostra azione politica alle esigenze che i tempi richiedono con pressante urgenza. La navigazione di qui alle prossime elezioni politiche sarà tempestosa, è necessario definire con grande coraggio politico la nostra rotta e serve un equipaggio estremamente convinto e coeso.

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15 maggio 2012 2 15 /05 /maggio /2012 16:20
GERMANIA. VINCE LA SPD. IL VENTO DEL RINNOVAMENTO PORTA UN NOME: SOCIALISTA
lunedì 14 maggio 2012
“Il partito di Angela Merkel, già reduce da una serie di sconfitte regionali, ha subìto un crollo nel land più popolato della Germania. I tedeschi hanno riposto fiducia nella socialdemocrazia della Spd, privilegiando le sue politiche incentrate sulla crescita, l’equità, l’assistenza familiare, gli investimenti nelle infrastrutture e l’approccio graduale alla riduzione dell’indebitamento”. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando i risultati delle elezioni regionali di ieri in Germania. “Il test elettorale tedesco è una brusca battuta d'arresto per la cancelliera tedesca, un monito degli elettori contro le sue politiche incentrate sull’austerità e su un eccessivo rigore finanziario.
Dopo l’elezione di Hollande alla presidenza della repubblica francese e il voto in Italia e Germania, l’Europa può aprire una stagione nuova – aggiunge Nencini-. Una svolta riformista, fondata sulla crescita, sulla solidarietà, su una maggiore giustizia sociale. E ovunque – conclude il Segretario – il vento di rinnovamento porta un nome: socialista.”
Anche Luca Cefisi, responsabile politiche europee del Psi, commentando la vittoria della Spd e di Hannelore Kraft nel land tedesco del Nord Reno-Vestfalia sottolinea che: "La conferma del governo a guida socialdemocratica nella regione di Dusseldorf, benchè locale, è un altro segnale, dopo la Francia, che non si può imporre troppo a lungo una politica di austerità, minacciare il welfare, tagliare i servizi e mantenere l'equilibrio sociale e il consenso politico.
"Il segnale politico è chiaro: occorre cambiare politiche economiche e sociali, non esiste una sola via per uscire dalla crisi, e quella della Merkel e in generale del centrodestra e dei popolari europei è quella che i cittadini non possono più tollerare".
 
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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 07:26

PSI news dell'11 maggio 2012

Amministrative 2012

 

Dalle elezioni amministrative il Psi esce con un dato nazionale che si attesta al 3%, con punte di eccellenza in varie realtà del centro e sud Italia: l'ottimo risultato di Carrara, dove il sindaco socialista Angelo Zubbani è stao riconfermato al primo turno e poi Pistoia, Frosinone, Todi, Narni, L'Aquila e Rieti e ancora dodici sindaci eletti al primo turno in comuni del Veneto, della Puglia e della Calabria.
Un risultato che supera sia le aspettative sia le previsioni di molti sondaggi
I socialisti si confermano come una forza della sinistra riformista viva e radicata sul territorio.
Eleggiamo ovunque sindaci e contiamo nei ballottaggi e nell'elezione di consiglieri e amministratori socialisti in tutta Italia, a conferma che gli elettori hanno premiato programmi seri, fondati sulla crescita, la responsabilità e su una maggiore giustizia sociale.
I nostri amministratori presenteranno proposte per abolire l'Imu (che spesso rappresenta l'unico salvadanaio per molte famiglie italiane) e promuoveranno progetti per i giovani, che rilancino l'occupazione a livello locale e prevedano contributi da legare a lavori socialmente utili.
Lo diciamo da tempo e lo ribadisco anche oggi: queste elezioni saranno le ultime della seconda Repubblica e certificano che il Pdl ne risulta fortemente indebolito, in alcune città non c'è più, che Grillo drena voti soprattutto alla Lega e e "a sinistra" si è formato un arcipelago di formazioni politiche contese tra riformisti e radicali.
La strada che anche le elezioni francesi ci indicano è la Casa dei riformisti, un progetto politico nuovo che raccolga tutte le anime del riformismo italiano, quello laico, socialista, liberale e cattolico democratico.

RICCARDO NENCINI

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9 maggio 2012 3 09 /05 /maggio /2012 16:01
Peppì noi non scordiamo!!!!!
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6 maggio 2012 7 06 /05 /maggio /2012 23:27

Il secondo turno delle elezioni presidenziali  francesi ha consegnato la vittoria a Francois Hollande. E’ finita cosi la corsa per la riconquista della presidenza della Repubblica Francese e tutti i parigini democratici son in piazza della Bastiglia a festeggiare. Ma non sono solo i francesi a festeggiare perché questa vittoria uscirà dai confini e condizionerà le scelte di tutta la sinistra europea.
Sarkozy lascia la scena politica dopo cinque anni che sono sembrati  un’eternità , eppure tutti quelli come noi che hanno letto il resoconto del dibattito di mercoledì avevano già avuto  la sensazione che la storia politica della Francia sarebbe cambiata e con questa anche la nostra. Hollande non sembrava il candidato inesperto che tutti avevano disegnato  e con la sua combattività ha messo in luce la debolezza di un Presidente che non aveva nulla da mettere in campo se non il fallimento della sua politica disatrosa al seguito del cancelliere Merkell.
La vittoria del sei maggio per poter rompere con il passato  avrà bisogno di una conferma  con le elezioni politiche che si svolgeranno fra pochi giorni. Per noi socialisti italiani la vittoria di Hollande rappresenta una possibile breccia nel patto di austerità  Merkel – Sarkozy, che non potrà essere colmato sostituendo Mario Monti  al presidente Francese uscente. Questo patto di stabilità è pericoloso per l’avvenire dell’Europa. I suoi obbiettivi fatti di riduzione dei salari, di austerità ad ogni costo, di libero mercato del lavoro, di tagli alla spesa pubblica possono essere messi in discussione dall’elezione di Hollande, che più volte durante la campagna elettorale ha dichiarato di voler rinegoziare questo patto. La vittoria di questa sera apre una breccia in Europa perché i popoli esigono una politica diversa per la costruzione di un’Europa diversa in cui la solidarietà fra popoli sia la regola numero uno.

L’uscita di Berlusconi non è significata la fine delle politiche liberiste ed ultraconservatrici a favore di un solo gruppo di cittadini privilegiati. Così come in Italia anche in Francia parallelamente ad una crisi economica di proporzioni gigantesche gli ultimi anni sono stati segnati dall’esplosione delle disuguaglianze sociali. Anche se il programma politico di Hollande non prevede l’eliminazione di tutte le criticità createsi in questo periodo e  non ci sarà una redistribuzione dei redditi radicale, ciononostante Hollande ha promesso una riforma fiscale che tenga conto  di due concetti base equità e proporzionalità. Hollande ha sempre precisato che non ci dovranno essere scappatoie per le rendite di posizione e di limitare i benefici fiscali a 10.000 euro per famiglia su base annua.  Anche sui salari ci saranno significative  novità.
Certamente la vittoria di Hollande pone fine alla concentrazione del potere decisionale nella mani di uno solo, così come era stato con Sarkozy.  Hollande parla di procedere verso la sesta repubblica, noi ci accontenteremmo della terza.  Un altro obbiettivo che farà parte del programma politico di Hollande sarà quello di fermare l’arroganza dell’estrema destra. Se fosse stato eletto Sarkozy questo non avrebbe potuto non tener conto della arroganza di una destra che non  solo in  Francia, ma in tutta Europa diventa sempre più arrogante prepotente razzista e xenofoba. Hollande ha promesso di fermare questo fenomeno e l’affermazione di Le Pen nel nuovo scenario determinatosi con la vittoria del candidato socialista non  consentirà alla destra estrema di usare slogan e concetti che sono sempre stati patrimonio della sinistra. Solidarietà e fratellanza sono parole e concetti nostri.

 
Anche nei confronti  degli operai dei pensionati le promesse di Hollande fanno ben sperare. Mentre Sarkozy come Monti ha adottato e applicato una riforma criminale dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, ponendo in essere un’attività di diffamazione sull’attività dei sindacati,  Hollande difende una concezione diversa. Anche se il suo programma concede pochi nuovi poteri ai dipendenti in azienda (diritto di rappresentanti nei consigli di amministrazione e comitati di compensazione), il neo presidente  socialista è impegnato a promuovere  "nell'estate del 2012, una grande conferenza economica e sociale” Egli si propone di condurre una concertazione   con le parti sociali prima di esaminare qualsiasi progetto di legge che li riguarda. Questo metodo che tanto bene ha fatto all’Italia nei decenni passati verrà consacrato con una modifica della Costituzione "per riconoscere e garantire questa nuova forma di democrazia sociale".

Mentre Sarkozy ha trascorso i suoi cinque anni di presidenza a distruggere lo stato sociale la politica  di Hollande sarà improntata a difendere gli strati deboli della popolazione attraverso una tutela dei pensionati, un ammodernamento del sistema sanitario al servizio di tutti i francesi.

Francois Hollande ha promesso di essere il Presidente di tutti i Francesi ha detto  "Per troppi anni, i francesi si sono opposti  sistematicamente gli uni dagli altri, divisi e quindi li voglio insieme, perché ritengo che abbiamo bisogno di tutte le forze della Francia." La soluzione di problemi come quello  della disoccupazione, degli alloggi, del potere d'acquisto, può essere fatto solo con una Francia unita e solidale laddove Sarkozy aveva messo da una parte la Francia ricca e dall’altra la Francia degli immigrati, dei pensionati, dei precari.  Anche in materia di alleanze internazionali Hollande, pur essendosi mantenuto prudente ha parlato della fine della guerra in Afghanistan  e per il riconoscimento dello stato palestinese.

La sconfitta di Sarkozy e la vittoria di Hollande ha aperto la strada per parlare nuovamente di sinistra e di socialismo  in Europa, una sinistra che pone al centro del suo dibattito politico i bisogni della gente e la costruzione di un’Europa che non sia quella delle banche, dei poteri occulti e dei grandi capitali finanziari, ma che sia invece l’Europa dei bisogni, dei popoli uniti e solidali attraverso la creazione di strumenti democratici di gestione.  A noi socialisti spetta un compito difficile perché la vittoria di Hollande che oggi festeggiamo con gioia ed entusiasmo ci impone un compito difficile ed un percorso accidentato. Bisogna uscire dalla polemica spesso settaria,dal la superficialità, dal  pressappochismo. Se la vittoria di Hollande consentirà a molti di guardare al socialismo europeo con rinnovata attenzione e con simpatia o con convinta adesione, non possiamo non comprendere che un certo percorso viene compiuto anche grazie a quella  cultura politica che Hollande rappresenta.

 Noi socialisti, che abbiamo costruito in centoventi anni la nostra cultura politica che, dall'inizio, si è piccata di comprendere e rappresentare il senso della Storia, dobbiamo comprendere appieno il senso della vittoria di Hollande e approfittare della opportunità che essa ci offre. Sarebbe antistorico assumere un atteggiamento di distrazione o di tiepida adesione o peggio di chiusura e di presunzione e non rimboccarci le maniche per fare in modo che il cambiamento che così prepotentemente si è imposto in Francia avvenga anche in Italia.

Beppe Sarno

Coordinatore provinciale del Network per il socialismo europeo.

 

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3 maggio 2012 4 03 /05 /maggio /2012 14:24
Nicola Zoller - L’alternativa socialdemocratica per la Terza Repubblica
mercoledì 2 maggio 2012 (Avantiì della domenica)

 

Pensando all’esigenza di una “nuova classe dirigente per la terza Repubblica”, il politologo Sergio Fabbrini, direttore della School of Government dell’Università Luiss di Roma, con un lungo articolo-saggio (riportato ampiamente dal giornale l’Adige di Trento) dell’8 aprile 2012, sostiene la necessità di costruire anche in Italia “un soggetto politico europeo”.
E’ un’esigenza sia per la destra che per la sinistra. Occorrerebbe superare il bipolarismo frammentato e litigioso attuale, costruito attorno a “partiti personali” o a “gruppi di politici alleati per conseguire il controllo dell’una o dell’altra spoglia pubblica”.
Il prof. Fabbrini rileva che in ciò anche “la sinistra non ha fatto eccezione”. Se vogliamo un’alternativa all’europea, cioè basata su un sistema bipolare meno selvatico dell’attuale – che non a caso è stato costretto ad affidarsi al Governo dei tecnici – occorre che “entrambi i maggiori partiti o schieramenti riconoscano il contesto della competizione politica europea”.
Rivolgendo la nostra naturale attenzione alla sinistra, non possiamo che concordare con questa tesi. Cos’è la sinistra in Europa? Essa è principalmente rappresentata dal Partito Socialista Europeo (Pse), il movimento che esprime la tradizione e la prospettiva socialista, socialdemocratica e laburista.
Non a caso nelle elezioni presidenziali francesi è il socialista Hollande a rappresentare la speranza per un nuovo governo progressista. Dopo che una speculazione capitalistica senza regole ha causato l’attuale angosciante crisi economica, la svolta egualitaria proposta dai socialisti porterà inevitabilmente ad un riequilibrio del peso fiscale a carico dei più ricchi.
I socialisti - da forza riformista di governo - non rinunciano tuttavia al dinamismo che l’economia privata deve poter promuovere con equità e avvertono parimenti l’obbligo di riqualificare e ottimizzare la spesa pubblica, escludendo tuttavia che sia messa sotto stato d’accusa dagli egoismi dei ceti privilegiati o dalla propaganda antipolitica.
C’è dunque l’esempio francese, e nei prossimi tempi anche la socialdemocrazia tedesca affronterà la prova di un impegnativo confronto con la Merkel, con la prospettiva di riportare la sinistra al governo. E in Italia? Negli anni ‘70 un bellissimo manifesto del Psi indicava la via maestra per i progressisti italiani: “Se parli socialista in Europa ti capiranno”. Se la sinistra non vuole perdere la bussola, era ed è questo l’orientamento da seguire. Per uscire dalle involuzioni dell’ultimo ventennio, per contribuire alla costruzione della “terza Repubblica”, per fondare - come auspicato anche dal prof. Michele Salvati nel suo ultimo libro “Tre pezzi facili sull’Italia”- “un sistema politico normale, con partiti normali”, la sinistra dovrebbe affidarsi a “un grande partito socialdemocratico”. E’ la stessa indicazione che emerge dal saggio, appena edito, di Corrado Augias “Il disagio della libertà”: il vero nodo della nostra storia recente “che al momento della crisi di Tangentopoli ha gettato in Paese nella regressione berlusconiana, rimane la duplice mancanza di una dinamica forza liberale capace di assicurare sviluppo e libertà e – d’altro lato – di una moderna forza riformatrice europea di impronta socialdemocratica”. E’ pronta la sinistra italiana, segnatamente il Pd, ad abbracciare quest’ultima soluzione? Ci sono incrostazioni ideologiche e diffidenze del passato che ostacolano il percorso, la parola “socialista divide ancora”, ha rilevato Paolo Franchi in un recentissimo editoriale sul “Corriere della Sera”. Eppure molto d’altro si muove, assieme alla “forza delle cose” su scala europea.
Va menzionato ad esempio un lungo brano dello scrittore Roberto Saviano, che su “la Repubblica” del 28 febbraio scorso traccia un potente “Elogio dei riformisti”: commentando il libro dello storico Alessandro Orsini “Gramsci e Turati, le due sinistre”, smonta le basi culturali comuniste ed eleva “la tolleranza di Turati a grande lezione per una sinistra smarrita”.
Per superare questo smarrimento, possiamo infine menzionare Luciano Cafagna, un grande intellettuale recentemente scomparso, che ha avuto comunque modo – prima di lasciarci – di intervenire sulla rivista socialista “Mondoperaio” del novembre 2011 richiamando che la dignità della sinistra può essere ritrovata soltanto se a un presente economico-finanziario difficile, fatto di sacrifici sgradevoli, si riesce ad agganciare realisticamente il percorso verso un futuro capace di recuperare la speranza; dunque un itinerario che dall’uscita dalla crisi possa portare all’attuazione progressiva di un programma sociale che risani e riprenda la prospettiva di un moderno “welfare state”: quel laburismo socialdemocratico all’europea, insomma, di cui in Italia, si è stati finora incapaci.

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28 aprile 2012 6 28 /04 /aprile /2012 19:37

Solofra - Verso il voto, Oliviero con i Socialisti di De Piano

 

Solofra 17:00 | 27/04/2012 (tratto dal Corriere dell'Irpinia)
SOLOFRA - Continua la polemica tutta interna ai Socialisti. Dopo l’intervento di Beppe Sarno, questa volta è l’onorevole Gennaro Oliviero ad intervenire e a smentire le dichiarazioni di Marco Riccio sul Corriere dell’Irpinia in data 25 aprile, ove compariva un articolo intitolato: «Il PSI si dichiara: Noi con Vignola». 
Nella parte finale della nota il Segretario Provinciale del PSI di Avellino affermava che la presenza del Consigliere Regionale Gennaro Oliviero, nella giornata di sabato 21 a Solofra, era da ritenersi «a titolo puramente personale, perché finalizzata ad illustrare, agli operatori del settore, il Progetto di legge regionale a sostegno della castanicoltura e per la lotta al cinipide calligeno».

«Le dichiarazioni di Marco Riccio rispondono unicamente al falso - esordisce Gennaro Oliviero, capogruppo del PSI in Consiglio regionale della Campania - mi sono recato a Solofra per presenziare allo svolgimento di una manifestazione politica del Partito Socialista Italiano e della lista Riamiamo Solofra che vede candidati diversi esponenti del partito a cui ho l’onore di appartenere, ormai da una vita.
Non capisco cosa c’entri il titolo personale, tanto decantato nell’articolo del 25 che compariva tra le pagine della stampa locale avellinese, nel riportare le dichiarazioni di Marco Riccio.
Tra l’altro - aggiunge - il convegno sul castagno è stato organizzato dal candidato della lista Riamiamo Solofra, Alessandro Jannone, regolarmente iscritto al PSI sezione di Solofra. 
Inoltre, il successivo comizio di presentazione della stessa lista, deve essere evidenziato come atto prettamente politico: infatti, al suo interno sono candidati ben quattro iscritti di Solofra. Nel mentre, vi è stata l’assemblea degli iscritti di Solofra, con l’elezione a Segretario cittadino del compagno Giuseppe Guacci e del Segretario FGS Alessandro Luciano.
Risulta quantomeno strano - conclude uno stupito Gennaro Oliviero - che il Segretario della Federazione provinciale del PSI di Avellino, non conosca gli iscritti e le attività che si svolgono sul suo territorio, anche in considerazione della presenza di vari dirigenti provinciali federazione della irpina, tra i quali il Presidente dott. Edmondo Marra. Un segnale di come la situazione gli stia sicuramente sfuggendo di mano: un dato inequivocabile, che impone un cambiamento di vertice».

«Come sempre i nodi vengono al pettine - commenta Ariosto Guacci candidato della lista “Riamiamo Solofra” ed esponente dei Socialisti - , una segreteria provinciale che non ha tenuto conto di numerosi iscritti al partito, ma ha avallato le crisi di protagonismo e l'invidia di qualcuno per una politica personalistica, è una cosa vergognosa e siamo estremamente soddisfatti di avere avuto ragione. Le rivoluzioni iniziano dall'interno: abbiamo ridato un partito di origini storiche alla nostra Solofra». 

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27 aprile 2012 5 27 /04 /aprile /2012 17:00

Il primo miracolo di Hollande

Il PD si mette il vestito buono del 1° maggio socialista

 

 

http://www.criticasociale.net/

 

 

Bologna tappezzata di garofani rossi su manifesti affissi in tutta la città. La firma è del Partito democratico. E' un primo miracolo della vittoria al primo turno di Francois Hollande, portatore di un programma alternativo alla linea che guida la politica economica europea a cui il medesimo PD dà sostegno in Italia. Non saranno pochi, immaginiamo, i maldipancia tra i militanti bolognesi. Ma i miracoli, si sa, superano le leggi della scienza medica. Ma anche di quella della finanza a cui la democrazia è stata sottomessa. E' un miracolo socialista, una pentecoste su chi ha dato del "trasformista" a Tremonti? Vedremo. In ogni caso il tappo sta per saltare.

Perchè Bersani non riprende l'iniziativa dell'Unione del Pd bolognese e la esporta in tutta Italia? Forse il "socialismo" deve rimanere chiuso nel perimetro emiliano per paura della Bindi. Lo esportasse allora nella vicina Toscana, per rispetto almento dell'alleato Nencini.

Critica Sociale - Anno 2012, numero 1/2
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