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22 aprile 2013 1 22 /04 /aprile /2013 18:46
"Profonda stima e gratitudine dei socialisti"
NAPOLITANO. NENCINI: LA SUA RIELEZIONE UNA GARANZIA PER IL PAESE SMARRITO
domenica 21 aprile 2013
All'indomani di una tre giorni drammatica che i grandi elettori socialisti hanno vissuto con un comportamento lineare e coerente che è stato sottolineato da tutti gli osservatori, il segretario nazionale del partito Riccardo Nencini, in una dichiarazione, esprime: “Profonda stima e gratitudine per il gesto di generosità dimostrato dal presidente Napolitano”.  
La sua rielezione - prosegue il leader del Psi assicurerà la garanzia che serve ad un paese smarrito, che vive un momento cruciale e drammatico. E’ tempo di costruire coesione e unità nazionale.
Esprimo le mie congratulazioni e quelle delle dei socialisti al presidente Napolitano- conclude”.
Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Psi, osserva che: “L’esito delle votazioni conferma l’indiscusso apprezzamento della stragrande maggioranza del Parlamento liberamente eletto per Giorgio Napolitano, apprezzamento che corrisponde da sempre alla stima e all’affetto del popolo italiano nei suoi confronti”.
“Il comico prestato alla politica Beppe Grillo – prosegue il parlamentare socialista - rifletta meglio prima di parlare sulle possibili conseguenze di ciò che dice. Ha preteso  di influenzare il voto dei parlamentari con minacce più o meno velate, costituisce già una pericolosa torsione in senso eversivo del nostro sistema democratico. Ascolti piuttosto i buoni consigli di Stefano Rodotà e la smetta di confondere il mondo virtuale del suo blog con l’Italia reale che ha diritto di scegliere liberamente il suo governo. Anche Grillo e i suoi adepti conclude - hanno il dovere di rispettare le leggi e le Istituzioni repubblicane”. 
"Profonda stima e gratitudine dei socialisti"
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23 marzo 2013 6 23 /03 /marzo /2013 10:42

L'ultimo sussulto di sovranità nazionale

 

di Gennaro Malgieri/ven 22 marzo 2013/09:40

 

Lo  ricordo bene quell’11 settembre 1985. Soprattutto in queste ore che mi fanno pensare all’ennesimo 8 settembre dell’Italia senza onore e dignità.

Ventotto anni fa c’era Bettino Craxi a Palazzo Chigi. Un aereo dirottato da un commando palestinese che aveva attaccato l’”Achille Lauro”, atterrò all’eroporto militare di Sigonella, in Sicilia. Gli americani reclamarono la consegna dei palestinesi ai marines. Il presidente del Consiglio si oppose fermamente, facendo venire meno con il suo diniego, la regola imposta dalla fine della guerra dall’Impero americano: l’ossequio al principoio del primato degli interessi statunitensi in Europa. Craxi ebbe il coraggio e la forza di sfidare il potente alleato imponendo il rispetto della sovranità nazionale italiana. Sull’aereo dirottato e sui palestinesi si applicava l’ordinamento italiano, la giurisdizione era incedibile.

Gli americani tentarono la prova di forza. Il premier ordinò all’ammiraglio Martini di assumere il comando delle operazioni militari per far rispettare il nostro diritto. Capita l’antifona, i soldati statunitensi si ritirarono, mentre le autorità italiane arrestavano i quattro dirottatori. Non mi dilungo su tutti i successivi passaggi. Ricordo soltanto che Martini, in accordo con Craxi, comunicò al pilota americano che con il suo aereo ostruiva la pista di Ciampino, dove nel frattempo i ditottatori erano stati trasferiti, che aveva cinque minuti di tempo per togliersi di mezzo, dopodiché avrebbe dato ordine al bulldozer di buttarlo fuori. Ne passano solo tre. L’F-14 a stelle e strisce accese i rumori e si perse nel cielo di Roma.

Sì, fu l’ultimo atto di uno Stato sovrano. Pienamente ed orgogliosamente sovrano. Non possiamo e non dobbiamo rimuoverlo quell’episodio. Dopo poco gli americani cambiarono atteggiamento e riconobbero, senza peraltro mai ammetterlo uffcialmente, il buon diritto dell’Italia a far valere le sue prerogative.

E adesso? Uno sbadiglio dell’India ci ha esposto alla più barbina delle figure in campo internazionale. I marò tornano, se ne vanno, restano. Si fa la faccia feroce, poi tutto si conclude com’era prevedibile: la riconsegna a coloro che ne reclamano la detenzione. Ma chi ha architettato questo immondo pasticcio politico, diplomatico, civile, giudiziario?

In un altro Paese, Monti ed i suoi ministri, “tecnici” per antonomasia, si sarebbero già dimessi. E poi? Mettiamo il caso che ciò accadesse, chi reggerebbe Palazzo Chigi? Ecco il problema. Il vuoto di potere genera mostruosità come quelle che si sono abbattute sui due fucilieri che da “pacchi postali” vanno e vengono dall’India senza nessuna certezza e con tanta paura addosso.

Si dice che le autorità di Delhi abbiano promesso che a Massimiliano Latorre e a Salvatore Girone non si applicherà la pena di morte, contemplata per il reato di cui sono imputati. Ci si deve fidare? E perché?  Gli indiani non si pongono il problema. Non se lo pongono neppure le cancellerie occidentali. E perfino l’ineffabile lady Ashton, commissario europeo per la sicurezza e la difesa, sembra non crucciarsi più di tanto. Anzi, per niente. Siamo soli. Italiani “brava gente”, governati da pessimi burocrati.

La sovranità è un sogno che non ci possiamo permettere.

 

Tratto da:

http://www.secoloditalia.it/2013/03/lultimo-sussulto-di-sovranita-nazionale/

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14 marzo 2013 4 14 /03 /marzo /2013 08:55
Riccardo Nencini - Il finanziamento per difendere i più deboli
mercoledì 13 marzo 2013

Riccardo Nencini

Nel momento in cui torniamo in Parlamento, è quanto mai importante sottolineare il ruolo che vogliamo avere per migliorare le condizioni del Paese.
Ci auguriamo che si arrivi ad una soluzione condivisa, la più ampia possibile, per dare un governo all’Italia. Non credo che ci sia bisogno di ricordare le difficoltà in cui ci dibattiamo mentre la crisi economica e finanziaria è ancora capace di infliggere colpi severi a noi, all’Europa intera e a tanti altri Paesi.
Per questo non ci stanchiamo di ripetere che a meno di non voler mantenere aperta la campagna elettorale, sarebbe davvero il momento di mettere da parte gli anatemi, attutire le diversità e allontanare qualunque pregiudizio ideologico per rispondere al giusto appello a ‘fare presto’ del Presidente della Repubblica e dare vita a un ‘governo di responsabilità’ nel più breve tempo possibile.
Noi abbiamo già steso un elenco di sedici punti che rappresentano quelle che riteniamo siano le priorità nell’azione di governo e che toccano temi essenziali dall’emergenza lavoro alla riforma delle istituzioni.
Più il tempo passa e più però resto sbalordito da quanto sta avvenendo.
In questo Paese c’è qualcosa di profondamente sbagliato perché mentre la stragrande maggioranza degli italiani e tormentata dai problemi di vita quotidiana, a volte insolubili, chi ha il potere per intervenire e tentare di migliorare la situazione sembra preoccupato innanzitutto di affermare la centralità del proprio ruolo.
Trovo incredibile, ad esempio, la richiesta del Movimento di Beppe Grillo, di imporre la propria visione della realtà senza che neppure si possa discutere delle loro proposte. Grillo, a parte la barba, non è Mosè e non è il depositario di una verità rivelata. I suoi venti punti di programma, (peraltro assai discutibili) non sono le Tavole della Legge.
A cominciare dalla proposta più demagogica che il M5S sta cavalcando, quella dell’abolizione del finanziamento pubblico alla politica, mi piacerebbe conoscere da Grillo e dal suo guru Casaleggio, in quale modo pensano di sostituire il denaro pubblico. Mi trovo d’accordo quando si vuole tutelare il cittadino dal ripetersi di ruberie e sprechi che per troppo tempo, e qui sta la colpa della ‘politica’, sono stati tollerati o peggio nascosti, ma non quando mi si dice che la politica deve vivere senza alcun finanziamento pubblico.
Il principio è fondante per una democrazia liberale di tipo parlamentare perché altrimenti si è prigionieri dell’interesse del più forte. Non penseranno certo i grillini, e non solo loro, che chi difende i più deboli, i ceti meno abbienti, possa gareggiare con chi risponde agli interessi delle multinazionali, dei poteri ‘forti’, nella ricerca di sostegno economico per fare attività politica e campagne elettorali? Il principio del finanziamento pubblico è giusto; sono le regole che vanno cambiate. Ci aiutino a farlo.
Tra l’altro il finanziamento è stato già dimezzato e noi abbiamo anche già avviata, e resa pubblica, la nostra anagrafe patrimoniale degli eletti. E perché poi non vincolare questi finanziamenti alla ‘trasparenza’ democratica dei partiti?
Ma dimenticavo, il Movimento di Grillo cos’è, un partito? Ha uno statuto? Quali sono i suoi organismi elettivi interni? Chi pretende oggi di fare le bucce a tutti, dovrebbe dimostrare prima di tutto di avere le carte in regola. Grillo e il suo Movimento, ce le hanno?
I socialisti sì, e possono rivolgere queste domande a Grillo e a chiunque altro in Parlamento, dove entriamo con una nostra delegazione che, ricordo, sarà autonoma dal punto di vista politico e organizzativo, perché non facciamo parte del Pd, perché vogliamo restare autonomi con la nostra identità e con le nostre azioni.
E in Parlamento torniamo per fare queste domande fino a quando non avremo una risposta. Ma non sui blog, in aula, perché tutti la possano ascoltare e valutare.
E lì che faremo anche le nostre proposte legate al mondo del lavoro e dei diritti civili, e altre ne elaboreremo con i suggerimenti che ci arriveranno. E se si riuscirà, come auspichiamo, a dare vita a un governo, ne discuteremo il programma in piena libertà avendo come stella polare la crescita economica, il rilancio dell’occupazione, la libertà, la laicità, la giustizia sociale.

http://www.avantidelladomenica.it/site/artId__2413/520/557-Riccardo_Nencini_-_Il_finanziamento_per_difendere_i_piu_deboli.aspx

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1 marzo 2013 5 01 /03 /marzo /2013 18:13
GOVERNO. NENCINI: SEDICI PUNTI PER L'AZIONE DI GOVERNO
venerdì 1 marzo 2013
''Sedici punti che per i socialisti rappresentano le priorita' nell'azione di governo'', questioni che, secondo il segretario Riccardo Nencini, ''e' possibile declinare gia' nei primi mesi di attivita' dell'Esecutivo e del Parlamento''. A fissarli lo stesso leader socialista, in una lettera aperta inviata questa mattina a Bersani, Vendola e Tabacci in vista dell'incontro della coalizione 'Italia bene comune'. Grande attenzione al tema della riforma delle istituzioni e della politica, che per Nencini si declina con proposte precise: la diminuzione del numero di parlamentari, il diverso ruolo da assegnare alle due Camere, il voto ai sedicenni, l'adeguamento alla media europea delle indennita' dei parlamentari, l'eliminazione dei benefit per gli eletti nelle regioni e la riduzione delle loro indennita' al livello piu' basso, una normativa sulle lobbies e sul conflitto di interessi, la regolamentazione del finanziamento pubblico da elargire solo ai partiti in regola con l'articolo 49 della Costituzione, una riforma delle istituzioni locali e regionali. Sul fronte economico, i socialisti rilanciano la tassazione dei grandi patrimoni, l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, la vendita del patrimonio immobiliare dello Stato, spending review obbligatoria nelle amministrazioni statali, mentre per il lavoro e l'occupazione giovanile propongono la detassazione dell'Irap per le aziende che assumono giovani, una linea di credito agevolata per le PMI, misure di sostegno a studenti meritevoli fuorisede, reddito di cittadinanza per disoccupati impiegati in attivita' di pubblica utilita'. Nella lettera si pone grande attenzione alla necessita' di una ricontrattazione con i vertici dell'U.E. del patto di stabilita' per favorire il pagamento delle aziende che lavorano con la P.A., e a una normativa che distingua le banche d'investimento dalle banche commerciali. Infine la laicita', con il riconoscimento giuridico delle diverse forme di famiglia.
Nencini, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alla possibilita' di formare il nuovo Governo' ha detto che 'In questo momento c'e' un'Italia molto fragile, con una situazione politico-istituzionale complicatissima. Abbiamo il vantaggio pero' di avere un Presidente della Repubblica che ha l'autorevolezza per mettere le mani in questa situazione. La luce in fondo al tunnel e' possibile vederla''. 
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16 febbraio 2013 6 16 /02 /febbraio /2013 11:56
Larizza - L'ex segretario generale della Uil, capolista del PSI in Campania per il Senato
 
Lucio Filipponio - Larizza: lavoro, cultura, lotta alla criminalità
 


Una candidatura forte, capace di incarnare i valori fondanti del Partito socialista, tutta orientata a risollevare il Paese dal baratro della crisi ridando nuova linfa al tessuto industriale. L’ex segretario generale della Uil Pietro Larizza, capolista al Senato in Campania ha presentato a Napoli la propria candidatura nelle file del Psi. A dare il via alla campagna elettorale in Campania al fianco di Larizza, il segretario e il coordinatore nazionale del Psi Riccardo Nencini e Marco Di Lello. Per Larizza le priorità in una regione affascinante quanto difficile come la Campania sono la lotta al precariato, alla legalità e agli scarsi investimenti in cultura.

Come capolista al Senato in Campania su quali argomenti punterà?
Va premesso che la mia è una candidatura “concordata” con la coalizione nel senso che dovrebbe offrire un punto di forza aggiuntivo in una regione difficile sul piano dello scontro tra coalizioni. Occorre uno sforzo in più e la lista socialista deve garantire il superamento della soglia prevista. Il tema politico? è vero che Monti ha tamponato la caduta nel baratro dell’azienda Italia, ma le modalità con le quali ha operato il suo salvataggio sono contraddistinte da poca equità.
I contenuti dell’azione di governo Monti lasciano molto a desiderare. Tutte tasse e tagli inconsistenti, per di più tasse che gravano quasi solo sulle famiglie, sui pensionati e sui lavoratori dipendenti: cioè soltanto sul reddito fisso e questo è profondamente iniquo. Se c’è da fare un sacrificio per rimettere in moto l’azienda Italia è giusto che gravi su tutti. L’Imu è la parte più pesante, ma ci sono anche l’Iva e le accise a far soffrire le famiglie. Il cosiddetto ceto medio è diventato medio-povero.

Da dove occorre ripartire in Campania?

Sicuramente dal far fronte all’emergenza lavoro, soprattutto per i giovani. E su questo tema purtroppo la Campania vive una fase acuta. In più da anni si avverte un declino costante del tessuto industriale della regione. Oggi il più grande insediamento industriale in Campania è quello della Fiat di Pomigliano intorno al quale gravitano le maggiori preoccupazioni. Lo Stato e le realtà locali devono creare le condizioni per facilitare gli investimenti dall’estero e le attività produttive già esistenti, snellire la burocrazia che purtroppo rallenta il processo di rilancio dell’economia della regione. Dopo la lotta al precariato, occorre continuare in quella per la legalità in maniera dura così da eliminare un forte limite agli investimenti in regione. La Campania non può essere considerata la regione della criminalità. Lotta alla legalità che va portata avanti con inchieste mirate tali da colpire con sequestri irreversibili il patrimonio dei boss. Altra leva dalla quale ripartire per rimettere in moto l’economia campana è il sapere: va riorganizzata e promossa l’organizzazione degli investimenti in Università, ricerca e formazione. Il governo deve tornare a considerare il sapere come la parte centrale del nostro futuro, bisogna investire in cultura perché rappresenta il futuro di tutti: basta con visioni miopi di chi non investe in cultura perché non ne vede un ritorno immediato.

Cosa ha portato con sé adesso che è candidato socialista della sua lunga storia di sindacalista Uil?

L’esperienza acquisita nella mia vita sindacale la porto sempre con me. Vi è inoltre una forte coincidenza tra alcuni principi cardine del mio sindacato con quelli del partito socialista: prima di tutto l’equità fiscale, la giustizia sociale e la solidarietà.
(da Avantionline.it)

martedì 12 febbraio 2013   

 

http://www.avantidelladomenica.it/site/artId__2344/515/619-Lucio_Filipponio_-_Larizza-_lavoro-_cultura-_lotta_alla_criminalita.aspx

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12 febbraio 2013 2 12 /02 /febbraio /2013 10:46
Intervista di Salvatore Paolo Orru (Notizie Tiscali.it)
 
Nencini: "Non siamo e non saremo mai subalterni a nessuno"
 

I cittadini dell’Europa, gli italiani in particolare, stanno chiedendo a gran voce che la politica imbocchi altre vie. La disaffezione nei confronti di chi governa la cosa pubblica è più che palpabile e potrebbe riflettersi in una ulteriore riduzione di presenze alle urne il 24 e il 25 febbraio. L’Italia è stata costretta ad una politica di estremo rigore senza che ci siano stati passaggi intermedi, più per una esigenza delle banche che per una reale presa di coscienza di cosa impedisce al nostro Paese di crescere. Ed è in questo panorama, in questo pantano di partiti e di movimenti, che ogni giorno di più diventa necessario valutare e mettere in azione proposte concrete e adeguate al futuro dell’Italia. In quest’ottica desidera inserirsi anche la proposta politica del segretario nazionale del Partito Socialista Italiano (Psi), Riccardo Nencini.
Segretario, il suo partito, diventato extra parlamentare dopo la debacle nelle scorse elezioni, potrebbe tornare in Parlamento grazie ai “buoni uffizi” del PD, con quale autonomia?
“Non siamo e non saremo mai subalterni a nessuno, il PD e il PSI stanno costruendo un percorso comune nella casa comune europea (PSE): questo è il destino che si è dato Bersani (il PSI è fra i fondatori). Saremo, quindi, insieme e insieme coltiveremo i progetti di politica e cultura europea. Congiuntamente, faremo battaglie di libertà per i diritti delle persone: lotte che sin dalle origini sono nel Dna dei socialisti, dei radicali e del mondo laico. L’altro obiettivo è legato al mondo della conoscenza e della formazione: faremo proposte di legge per migliorare il mondo della scuola e dell’Università e per gli studenti fuori sede che hanno merito”.
Lavoro, pensioni, articolo 18, disoccupazione, sono questi gli argomenti che stanno provando la pazienza dei lavoratori italiani. Qual è la proposta del suo partito?
“Quando è stata concepita la legge Fornero si pensava ad una fuoriuscita dalla crisi più rapida. Oggi, invece, abbiamo 500mila lavoratori fra i 55 e i 65 anni che con i nuovi parametri pensionistici sono costretti a rimanere nel mondo del lavoro. Allo stato dei fatti, costituiscono un tappo per i nuovi inserimenti nel mondo produttivo. La riforma Fornero può essere riformata per aprire spazi per chi ha un’età anagrafica più bassa”.
Le sue proposte assomigliano terribilmente a quelle che fanno tutti i partiti e tutti i movimenti. Che cosa dovrebbe distinguervi?
“Noi faremo: proporremo norme migliori sull’apprendistato, perché molti mestieri utili stanno rischiando di scomparire. Neppure il governo di Mario Monti è riuscito a dare risposte a quei precari che, oggettivamente, sono stati esclusi da qualunque tutela contrattuale e legislativa. Occorre, insomma, ridare speranze, estendendo, le nuove norme relative sull’apprendistato anche a chi ha un’età superiore ai 35 anni, ovvero più della metà dei nuovi precari. Per farlo occorre colmare la lacuna più grave: l’assenza di un fondo destinato a puntellare piani di lavoro rivolti all’assunzione dei più giovani. Fondo che l’attuale governo avrebbe potuto costituire con le entrate di una patrimoniale sulle grandi ricchezze”.
Per fare questo occorre riformare la scuola, migliorare la formazione professionale.
“Bisogna formare i nostri ragazzi nel mondo della manutenzione e nella cura delle persone, in questi settori ci sono spazi di lavoro importanti. Infine, è non dulcis in fundo, ci sono leggi finanziarie che hanno di fatto fermato le assunzioni nella pubblica amministrazione: su dieci persone che lasciano il posto di lavoro ne possono essere assunte due. Ora, è vero, colava troppo grasso, ma ormai è stato spillato, pertanto potrebbe essere giunto il tempo di applicare anche in Italia la flex security: in sostanza, le amministrazioni comunali potrebbero essere messe in condizione di pagare un sussidio di disoccupazione, legandolo allo svolgimento di servizi sociali utili (miglioramento del verde, manutenzione delle scuole …)”.
Articolo 18 …
“Il socialisti pensano ad un articolo 18 bis, totalmente dedicato a quella generazione di ragazzi che non hanno mai stipulato un contratto a tempo indeterminato, desideriamo difendere soprattutto loro: vogliamo che questi giovani possano usufruire di contratti più garantisti di quelli attualmente in vigore”.
Quali le altre priorità?
“Gli argomenti chiave della nostra azione politica sono cinque: lotta serrata contro l’evasione fiscale, approvazione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze e tassazione delle transazioni finanziarie per poter abbattere la pressione fiscale sui redditi fissi e sulle imprese. Solo così si potranno avere le risorse necessarie per rilanciare la crescita; sulla scuola ho già detto; occorre, inoltre, riformare le istituzioni, tagliare le indennità, modificare i vitalizi nelle regioni, regolamentare i diritti e i doveri dei cittadini; dare i diritti agli stranieri di terza generazione, parità di genere, registro testamento biologico”.
Nencini, questa Europa non piace a nessuno, nemmeno agli europeisti più convinti.
“L’Europa del dopo-guerra ha vissuto tre fasi diverse: la prima, quella dell’immediato dopoguerra, era quella del carbone e dell’acciaio con la conseguente nascita di un primo gruppo di nazioni che si erano unite per evitare che potesse riaffacciarsi il dramma di un’altra guerra. Nel 1992 è stato, invece, firmato Il Trattato di Maastricht, da cui è nato l’euro. Ora occorre pensare a una terza fase, quella di un’Europa che faccia eleggere ai cittadini i suoi vertici, per realizzare insieme lo stesso percorso nella politica estera e nella politica di difesa”.
Mario Monti piace alla Merkel, Bersani un giorno sì, un altro anche, dice di volerlo come alleato nel prossimo governo. Insomma, si dovrà andare avanti senza l’altra sinistra?
“Gli italiani hanno una buona memoria: sanno che il responsabile del questo stato di crisi è Silvio Berlusconi, per questo sceglieranno la strada maestra, sceglieranno una maggioranza di centro sinistra con chiarezza sia alla Camera che al Senato (sono ottimista)”.
La vicenda Mps sta mettendo in cattiva luce il Partito Democratico. Soluzioni?
“La vicenda Mps è un esempio da testo scolastico su come non si debbano fare i controlli, di come la tecnocrazia abbia governato male la terza banca italiana e di come il rapporto tra pubblico e privato non debba più seguire quella direzione di marcia. Sono questi i fattori negativi che occorre superare per “ripulire” dal personale politico l’ambiente degli istituti di credito”.
Ingroia e Grillo stanno facendo una campagna elettorale aggressiva: saranno loro la novità del quadro politico italiano?
“Demagogia e qualunquismo sono i nemici letali della libertà. Grillo sta puntando alle aree dell’astensionismo, ma secondo me non avrà le percentuali che ha ottenuto in Sicilia: Ingroia? Lo lascio sotto forma di domanda: riuscirà a eleggere qualcuno? Ne dubito: la soglia è molto alta”.
Salvatore Paolo Orru

 

mercoledì 6 febbraio 2013

 

http://www.avantidelladomenica.it/site/artId__2323/513/807-Nencini-_%22Non_siamo_e_non_saremo_mai_subalterni_a_nessuno%22.aspx

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26 gennaio 2013 6 26 /01 /gennaio /2013 12:05
 
PSI. LUIS AYALA: IL PARTITO CHE RAPPRESENTA ITALIA LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE DEI SOCIALISTI
 
Gli interventi di Nencini, Cefisi, Craxi, Patanè, Intini, Locatelli, Parenti e Martelli
"Dopo la telefonata con Bersani mi sono 'ripulito' e sono andato a tagliarmi barba e capelli. Evidentemente non siamo fotogenici...".
Così, con una battuta distensiva, Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi e capolista nel collegio del Senato delle Marche, ha aperto il suo intervento a conclusione della manifestazione di apertura della campagna elettorale del Psi svoltasi ieri in un teatro romano e condotta da Alessandro Cecchi Paone, commentando la conversazione telefonica di chiarimengo con Pier Luigi Bersani il quale ha sottolineato che "La coalizione e' a quattro e ci saranno iniziative comuni con Pd, Sel, Centro Democratico e Psi".
Chiarimento da parte del candidato alla Presidenza del Consiglio del csx resosi necessario dopo che giovedì mattina
lo stesso Bersani, in un intervento televisivo, aveva parlato di una foto di gruppo di coalizione con Vendola e Tabacci senza citare il leader del Psi.
Nel suo intervento Nencini, peraltro, non ha mancato di sottolineare come "il patto di consultazione tra Pd e Psi sta a significare allo stesso tempo una alleanza e una distanza.
Nel prossimo Parlamento non ci saranno Radicali, Liberali e Repubblicani - ha osservato il segretario - e Il Psi dovra' coprire questo spazio e proseguire con la politica socialista che ha scritto un pezzo di storia del Novecento. Lo faremo dentro le istituzioni e questo servira' per far conoscere le nostre opinioni e per far figliare - ha concluso Nencini, citando Oriana Fallaci il nostro seme"
Luis Ayala, segretario generale dell'Internazionale Socialista nel suo intervento ha sottolineato che il Psi:" E' l' unico partito in Italia che rappresenta la profonda vocazione internazionale ed europeista dei socialisti perchè il socialismo o è internazionale o non è".
Ayala non ha mancato di ricordare la vicinanza l’amicizia che lega i socialisti italiani con quelli del Cile, suo Paese di origine. "Negli anni bui della dittatura di Pinochet e delle persecuzioni, dei desaparecidos e della repressione - ha sottolineato il segretario generale dell'IS - i socialisti italiani furono in prima fila nell’offrire concreta e fraterna solidarietà ai compagni cileni".
Nel corso della manifestazione sono intervenuti Luca Cefisi, dell'ufficio di presidenza del Pse che presentando l'ospite ha sottolineato come "l’impronta politica di Ayala sia erede di quella stessa impostazione fatta di ideali e per gli ideali, lontana dalla burocrazia, figlia della scuola di Willy Brandt, storico presidente dell’Internazionale".
Bobo Craxi, capolista Psi per il Senato del Lazio, ha ricordato "che le cose da fare sono tante: anzitutto è necessario rilanciare il ruolo dell’Italia sullo scenario internazionale, ponendosi alla guida di una nuova politica estera europea proiettata sul bacino del Mediterraneo.
Per Paolo Patané, già presidente dell Arcigay ha sottolineato come "l’importanza del concetto di democrazia che non deve essere «astratto, ma deve essere un’idea concreta e pratica".
Presente anche Pia Locatelli, presidente onorario dell’Internazionale Socialista Donne, e candidata alla Camera in Lombardia 1 che non ha mancato di rivendicare "l’importanza delle donne: nel nostro Parlamento ogni 5 deputati, soltanto uno é donna ma occorre finalmemte capire che l’Italia é un Paese che non può fare a meno delle donne".
Nel suo Ugo Intini ha duramente attaccato il magistrato Ingroia: "E' una vergogna che ci abbia rubato il simbolo del quarto Stato. Ingroia e' il miglior testimonial di Berlusconi, quando dice che ci sono magistrati comunisti. Loro sono riusciti a dargli ragione, costruendo una lista composta da ex pm e da comunisti".
Anche Tiziana Parenti, nel suo intervento ha ribadito "la necessità di riformare il sistema giudiziario italiano che, se da un lato sembra non offrire garanzie agli inquisiti, dall’altro, spesso, non permette ai cittadini di avere giustizia in tempi consoni con uno stato democratico di diritto. La presenza dei socialisti in Parlamento - ha osservato l'exmagistrato - può far tornare al centro del dibattito il tema della giustizia, senza il quale non esiste coesione sociale.
Claudio Martelli infine ha sottolineato l’importanza del recupero del presidio parlamentare da parte dei socialisti, rimasti fuori per 5 anni. "Il ritorno del Psi - ha osservato - rappresenta una premessa per la realizzazione di opere di ricostruzione volte al futuro, e non al passato. La nostalgia, pur un sentimento giustificato quando si pensa ad anni ruggenti, in questo periodo deve lasciare spazio alla “politica dell’avvenire”. Martelli ha poi voluto ribadire che "il socialismo o é di respiro internazionale o non esiste. Non deve essere una scoperta, bensì una riscoperta. Il socialismo a livello mondiale é una dimensione che va riconquistata".
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23 gennaio 2013 3 23 /01 /gennaio /2013 10:06
BERTINOTTI. NENCINI: UN RIVOLUZIONARIO DA CABARET AVREBBE AVUTO PIU' RISPETTO DELLA VERITA'
mercoledì 23 gennaio 2013
"Bertinotti uscì dal Psi di Nenni e di Lombardi quando nacque il primo centrosinistra. Delle riforme di quel Governo - dalla scuola pubblica alla riforma agraria, dalla nazionalizzazione dell'energia elettrica alla conquista dei primi diritti civili - l'Italia vive ancora oggi".
Cosi' Riccardo Nencini ha scritto sulla sua pagina Facebook commentando la performance di Berinotti al programma su Gaber.
"Gli storici - ha proseguito Nencini -sono pressoché unanimi nel riconoscere l'alto tasso riformista di quell'esecutivo. Bertinotti uscì dal partito di Nenni e di Lombardi proprio mentre iniziava la collaborazione con la Dc di Moro e di Fanfani. Per decenni ha difeso quello statuto dei lavoratori voluto da un ministro socialista - Brodolini- e scopriamo infine che quel ministro, e quella legge, furono figli del peggior partito socialista d'Europa.
Un rivoluzionario da cabaret avrebbe avuto più rispetto della veritá. ù
E dire - termina la riflessione del leader socialista sul popolare social network - che un mese fa aveva ricordato con passione i centoventi anni del socialismo italiano a Montecitorio. 
 
         
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22 gennaio 2013 2 22 /01 /gennaio /2013 11:27
ELEZIONI. AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE. LE LISTE E I CANDIDATI DEL PSI
  
martedì 22 gennaio 2013
 
Ieri alle 20 è scaduto il termine per la presentazione delle liste per Camera e Senato. Il Psi, come annunciato, è presente con il proprio simbolo e liste per il Senato nel Lazio, in Campania in Calabria dove i capilista sono rispettivamente Bobo Craxi, Pietro Larizza e Luigi Incarnato.
Nelle liste del Pd, a seguito dell'accordo politico e programmatico siglato nei giorni scorsi dal Psi, il segretario nazionale Riccardo Nencini è secondo capolista al Senato delle Marche, Marco Di Lello, coordinatore delle segreteria nazionale occupa il sesto posto nella lista per la Camera di Campania 1, il tesoriere nazionale Oreste Pastorelli l'ottavo posto alla Camera in Veneto 2, il responsabile organizzativo Lello di Gioia il quarto posto alla Camera in Sardegna e il responsabile nazionale EELL Gerardo Labellarte il quarto posto al Senato della Basilicata. Inoltre il segretario regionale piemontese del Psi Enrico Buemi occupa il quattordicesimo posto al Senato in Piemonte, la presidente onoraria dell IS donne Pia Locatelli il ventesimo posto in Lombardia 1 e in Calabria, Fabio Guerriero, della direzione nazionale del Psi il dodicesimo posto alla Camera.
Candidati socialisti anche alla Camera in Trentino Alto Adige con il segretario regionale del Psi Nicola Zoller. in Piemonte 1 con Maurizia Bertoncino e in Emilia Romagna con Giuditta Pini.
Infine il segretario della federazione Psi di Mantova Michele Chiodarelli è candidato al Senato della Lombardia.
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16 gennaio 2013 3 16 /01 /gennaio /2013 17:26

Psi news 16 gennaio 2012

PD-PSI: ACCORDO BERSANI-NENCINI PER PATTO DI CONSULTAZIONE

Oggi a Roma i due segretari hanno firmato un "gentlemen's agreement"

Pier Luigi Bersani e Riccardo Nencini hanno firmato questa mattina un accordo che prevede un 'patto di consultazione' fra Pd e Psi sulle questioni di maggiore rilevanza politica, in vista delle prossime elezioni politiche 2013. Una "gentlemen's agreement", lo ha definito il segretario socialista, Riccardo Nencini subito dopo la firma dell'accordo con il segretario del Pd, Bersani, siglato dai due leader a Roma, presso la sede dei democratici al Nazareno. L'accordo prevede anche la presentazione di una unica lista alle prossime elezioni e la partecipazione della delegazione socialista 'nella sua autonomia' alle riunioni congiunte nella prossima legislatura dei gruppi parlamentari che hanno sottoscritto la 'Carta di intenti' lo scorso ottobre.

La presentazione di un'unica lista Pd-Psi si inserisce - si legge nell'accordo - nel percorso avviatosi con il congresso del PSE tenuto a Bruxelles nel settembre scorso, quando venne condivisa la candidatura a premier di Pier Luigi Bersani con altri leader del socialismo europeo. I due partiti si impegnano a coordinare la campagna elettorale prevedendo iniziative comuni. Ecco alcuni punti dell'intesa: 1) la delegazione socialista in Parlamento partecipera', nella sua autonomia, alle riunioni congiunte dei gruppi che hanno sottoscritto la 'carta di intenti'; 2) la delegazione socialista godra' di autonomia finanziaria e organizzativa; 3) i segretari del Pd e del Psi sottoscrivono un 'patto di consultazione' attraverso il quale valuteranno congiuntamente le questioni di maggiore rilevanza politica: 4) i segretari del Pd e del Psi si impegnano a lavorare nella casa del socialismo europeo ed a confr ontarsi con i leader democratici. Sull'intesa Nencini afferma:
"La lista Pd-Psi rappresenta la sinistra riformista italiana che lavora nella casa del socialismo europeo e si propone di governare l'Italia".

LE INTERVISTE DI UGO INTINI E CLAUDIO MARTELLI ALL'AVANTIONLINE

 


 

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