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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 10:08
 
Elezioni senza confini
 

 

La globalizzazione vuol dire migrazioni, ma vuol dire anche villaggio globale della comunicazione. In questo villaggio, le campagne elettorali travalicano sempre più spesso i confini, per rivolgersi agli elettori all’estero.
Vale per gli emigrati italiani, vale per gli stranieri in Italia. Si è appena conclusa la campagna elettorale francese, che ha coinvolto migliaia di francesi in Italia (hanno votato in maggioranza per la socialista Daphna Poznanski-Benhamou, francese in Israele, candidata in un collegio elettorale apposito per i francesi all’estero che vivono nel Mediterraneo). In attesa, a novembre, delle elezioni romene, che vedranno il premier socialdemocratico romeno Ponta cercare la riconferma, e di quelle un’altra campagna elettorale globalizzata interessa significativamente l’Italia, quella senegalese.
Il primo luglio, infatti, la comunità senegalese in Italia, oltre 80mila persone, tutt’altro che poche, si recherà ad uno dei 200 seggi elettorali allestiti in tutta la penisola, presso i consolati ed in altre sedi pubbliche allestite per l’occasione. Il partito socialista del Senegal ha promosso una coalizione elettorale, Benno Bok Yakaar, che corre per vincere. è una coalizione ampia, di centrosinistra, che sostiene il nuovo presidente eletto Macky Sall, un esponente del partito democratico senegalese dissidente che ha sfidato e battuto il presidente uscente, il democratico “ufficiale” Wade. Per Ousmane Tanor Dieng, leader del PS senegalese, la scelta della coalizione era necessaria per dare stabilità al presidente eletto e promuovere una politica di sviluppo economico su basi di consenso ampie.
Nelle elezioni del 1 luglio, gli elettori senegalesi possono votare, tra i candidati nella lista di Benno Bok Yakaar, anche per un candidato residente a Treviso, il 43enne Mamadou Lamine Diouf, operaio.
In bocca al lupo, o al leone, che è poi anche veneto, come si sa.

 

Luca Cefisi

Avanti! della domenica n.26 del 1 luglio 2012

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15 giugno 2012 5 15 /06 /giugno /2012 08:22

Il Giorno Dopo……

Quando nel 2005 il Partito Socialista Italiano si propose alle elezioni amministrative a Montella, noi alla prima esperienza elettorale ci avvicinammo con grande senso di responsabilità a quell’appuntamento, ma con la serenità di chi ha un partito e tanti uomini e donne di esperienza alle spalle a guidarci. Nei discorsi serali pre-elettorali per stemperare la tensioni qualche compagno commentava: “Se vince Montella Libera, il suo leader sarà capace di distruggere tutto e quindi sarà necessario poi ricominciare da zero.”. Allora sembrò il copione di un film di fantascienza….. Purtroppo mai nessuna previsione fu più veritiera.

Oggi dopo tre anni di vita amministrativa ci troviamo di fronte ad uno scenario desolante, amaro. Oltre alle promesse elettorali disattese ( PUC, Edilizia scolastica, Viabilità, Turismo Montano , Valorizzazione dei prodotti tipici locali solo per citarne alcune.) che ci danno la dimensione del fallimento amministrativo che è sotto gli occhi di tutti, c’è il drammatico isolamento politico nel quale è precipitato il nostro Comune. E’ il destino prevedibile e che avevamo previsto, nel nostro sistema politico, di tutti i movimenti civici, per quanto possano essere animati da buona volontà, peggio ancora se il proprio leader pretende di impartire lezioni in ogni contesto, in particolare in quelli sovracomunali. Ma non è bastato il fallimento amministrativo e l’isolamento politico, si è riusciti a distruggere anche quella che è la struttura portante di ogni Ente Locale, ciò che garantisce la continuità di ogni amministrazione politica che si sussegue. E’ stata distrutta la macchina amministrativa, fatta di dipendenti, funzionari e dirigenti diligenti. Si è lasciato scadere, con l’indolenza che nasconde la paura di assumersi le responsabilità per le quali si è stati eletti, il termine ultimo per rinnovare il contratto a sette dipendenti comunali per i quali noi socialisti ci eravamo battuti in maniera intransigente e determinata, sette persone indispensabili per la vita amministrativa del nostro Comune che ha già un organico ridotto. Bisognava revocare l’incarico ai responsabili di settore per individuare anche i capri espiatori di questo avvenimento e dare l’ultima picconata all’opera di demolizione. Il tutto senza essere stati capaci in tre anni di trovare una soluzione che ovunque è stata trovata. Ed oggi si adombrano ulteriori sospetti su ciò che è accaduto. Voci di dentro parlano già di qualche amministratore disposto a “sacrificarsi” nel ruolo di nuovo responsabile dell’Ufficio Tecnico per “rilanciare” il nostro paese. Oggi ognuno di noi come elettore e come politico deve meditare sulle proprie responsabilità per evitare che errori del genere possano ripetersi in futuro, perché ciò che sta accadendo è il frutto e la conseguenza degli insuccessi della politica, dei vuoti lasciati dagli uomini e dai partiti, dei governanti e dei politicanti. Ma la presunta cura è stata di gran lunga peggiore del male che si è cercato di demolire

Il Giorno Dopo – “The Day After” -, è il titolo di un film di fantascienza di successo, in cui i sopravvissuti ad una guerra nucleare che ha distrutto il mondo, il giorno dopo si rimettono in moto per ricominciare da zero e ricostruire un mondo migliore, ricorda molto la previsione fatta qualche anno fa.

Credo che anche per noi sia arrivato il Giorno Dopo……

 Salvatore Cianciulli

Consigliere Comunale

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9 giugno 2012 6 09 /06 /giugno /2012 08:31

Tesi e azionariato popolare: un confronto libero e aperto nella Biblioteca storica di Critica Sociale

IL SEMINARIO PER L'AVANTI!
UN BILANCIO
PER UNA PROPOSTA

 

Un Seminario nazionale per riprendere la pubblicazione dell’Avanti! si svolge a Milano domani e domenica nella Biblioteca Storica di Critica Sociale, presso il Teatro del Borgo in Brera, via Formentini 10.

I lavori sono suddivisi in due sessioni.

 

Sabato 9 giugno alle ore 14.30 Rino Formica, direttore della Nuova Serie del giornale socialista, illustrerà la proposta di una piattaforma politica con le Tesi per un “socialismo largo” : una indicazione del perimetro di storia e valori entro cui far convergere - in un confronto libero e aperto - tutte le componenti e le culture della storia socialista per un bilancio di venti anni di bipolarismo e di diaspora .

La scelta di premettere alla ripresa dell’Avanti! un chiarimento di fondo sulle diverse strade e approdi scelti delle componenti dell’ex Psi, si intreccia con la proposta di mettere a fuoco una piattaforma minima di valori comuni per verificare se il riformismo socialista abbia ancora la creatività per concorrere ad indicare una via d’uscita dalla crisi di sistema del Paese, istituzionale, economica e sociale. 

 

Domenica 10 giugno, alle ore 9.30 si apre la discussione sulla proposta di azionariato popolare per una proprietà collettiva dell’Avanti! che ne garantisca indipendenza e libertà.

La proposta che sarà avanzata prenderà spunto dalla campagna promossa nel 1911 da Turati e Treves per una Società Editrice dell’Avanti! con un capitale suddiviso tra quote in proprietà di circoli, associazioni e movimenti della cultura e della storia socialista, del sindacato e della cooperazione.

 

Hanno annunciato la propria adesione, tra gli altri:

 

Carlo Tognoli

Paolo Pillitteri

Prof. Fulvio Papi (già vicedirettore Avanti! con Riccardo Lombardi)

Marc Osuf (Segreteria PS francese e Comitato di redazione di Esprit)

prof. Francesco Forte

sen. Emanuele Macaluso

Ugo Finetti

Franco D’Alfonso (assessore al Comune di MIlano)

Dario Allamano (presidente Gruppo di Volpedo)

Vittorio Craxi

Gianni Cervetti

Giorgio Benvenuto (pres. Fondazione Bruno Buozzi)

Antonio Focillo (segr. nazionale UIL - Dip. Economico)

Luigi Mazzillo (presidente di Sezione Corte dei Conti)

Felice Besostri (Network per il socialismo europeo)

Francesco Morganti e Daniele Stefanelli (Partito dei socialisti e democratici di San Marino)

 

prof. Paolo Bagnoli, prof. Nicola Colonna, prof. Salvatore Tutino, prof. Enzo Musco, prof. Stefano Pizzi (Accademia di Brera), prof. Maurizio Punzo, prof. Eugenio Santoro

 

Alessandro Colucci (Forum della Solidarietà - assessore Regione Lombardia); Onofrio Introna (presidente consiglio regionale Puglia); Roberto Saragatti (sindaco di Monza); Raimondo Deiara (assessore Comune di Nuoro); Daniele Delbene (Domani socialista)

 

sen. Siro Zanella; sen. Gaetano Scamarcio; sen. Roberto Spano; on. Cesare Marini; on. Francesco Colucci; avv. Domenico Romano; avv. Dario Buzzelli; avv. Ubaldo Giurato; avv. Roberto Cappiello; avv. Sandro D’Agostino.

Valter Galbusera (pres. Fondazione Anna Kuliscioff) 

Giovanni Mastroleo (pres. Fondazione Giuseppe Di Vagno)

prof. Pierpaolo Poggio (direttore Fondazione Micheletti, Brescia)

Adriana Landolfi (Fondazione Antonio Landolfi)

Elio Franzin (direttore Centro Studi sul Federalismo, Silvio Trentin)

 

Riccardo Pugnalin; Franco Abruzzo; Luca Colasando (Stampa Qualiprinters); Walter Marossi (edizioni Oritorinco - Milano); Luca Bagatin (Il Cannocchiale); Ettore Fermi, Vittorangelo Archetti (Brescia); Marilena Arancio (Movimento Milano Civica - GruppoVolpedo); Renato Tacconi (Como); Nanni Rossi (Mantova); Enrico Vidali (direttore Eco del Popolo, Cremona); Bruno Mezzalira (Padova); Nino Cavaliere (CGIL - Napoli); Salvatore Bono (CGIL - Palermo); Federico Pezzoli (Comitato centrale FIOM - CGIL); Pieraldo Ciucchi (segretario regionale Psi Toscana); Adolfo Morante (delegato dal Comitato regionale Psi Puglia); Michele Petriccione (Circolo La Prima Pietra - Napoli); Alfio Balsamo (Fondazione Craxi - Como); Cristian Ferrari (Nuovo Psi - Sarzana); Alessandro Tosi ( Circolo Rosselli - Lucca); Vito Fiorino (Movimento democratico di Partinico - Palermo); Nicolino Corrado (Psi Imperia); Giacomo Marcocci (capogruppo consiliare, Rapolano - SI)

Giovanni Tressoldi (capogruppo consiliare, Cesarana - VC).

 

Al termine del seminario saranno rese note le altre adesioni pervenute dai partecipanti e quelle successivamente inviate.

http://www.criticasociale.net/files/62_0000044_file_1.pdf

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29 maggio 2012 2 29 /05 /maggio /2012 11:50

 

Montella, 28 maggio 2012

 

Venerdì scorso è andata in scena l’ennesima puntata di uno sceneggiato già visto. Dopo un’ora e venti dall’orario previsto per l’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, la maggioranza che amministra il nostro paese era ancora presente con soli sei componenti dei dieci rimasti a comporla, non garantendo il numero legale per la validità della seduta. Non è la prima volta che ciò accade. Già in passato tempestive sospensioni dei lavori del consiglio da parte del Sindaco, per far rientrare in tutta fretta qualche consigliere di maggioranza, ha impedito la verifica del numero legale, ed altre volte, in occasione di importanti punti all’ordine del giorno, solo il senso di responsabilità della opposizione tutta ha evitato che si rinviasse il consiglio. Abbiamo potuto verificare ancora una volta lo scarso rispetto che la maggioranza ha per l’istituto del Consiglio Comunale e la inconsapevolezza della stessa del ruolo istituzionale che riveste. E’ ormai consuetudine che i componenti della maggioranza arrivino con notevole ritardo, anche oltre la già eccessiva ora di tolleranza prevista dal regolamento comunale, che assessori partecipino raramente ai lavori di giunta, che si risponda con mesi di ritardo alle interrogazioni della opposizione consiliare, e talvolta non si risponde affatto, che i Consigli Comunali siano sempre più rari. Ma tutto ciò risponde ad una strategia ben chiara, la volontà di addormentare la opposizione e demotivare alcuni stessi componenti della maggioranza così da avere campo libero e nessun interlocutore. Le opposizioni tutte, che rappresentano circa l’80% dell’elettorato, denunciano con forza questa situazione che è ormai divenuta insostenibile e di grave nocumento per la vita democratica del nostro paese, e continueranno a svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità e  serietà invitando la maggioranza a fare altrettanto e ad avere più rispetto delle istituzioni, ed invitando la cittadinanza tutta, unico giudice, a vigilare sull’operato del Consiglio Comunale intero.

 

 

Firmato

Chieffo Franco capogruppo del PD

Pizza Sergio capogruppo de “Il Patto”

Savino Massimo capogruppo de il “Centro Destra per Montella”

Cianciulli Salvatore capogruppo di “Alternativa Riformista”

Pizza Emanuela consigliere della DC-PPE

Gambone Emiliano consigliere del PD

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24 maggio 2012 4 24 /05 /maggio /2012 18:06
Gerardo Labellarte - Rinnovarsi o perire
dall' Avanti di mercoledì 23 maggio 2012

Gerardo Labellarte

Non c’è dubbio su quale sia la cifra che si ricava dal turno amministrativo appena concluso. Una forte, a volte travolgente voglia di cambiare, di spazzare via i modi di essere e di operare della vecchia politica.
Una spinta che si manifesta in molti modi. Il più evidente è lo spettacolare successo di Beppe Grillo, che è anche il più insidioso, perché il Movimento Cinque Stelle è riuscito nella difficile impresa, già riuscita alla Lega Nord, di partire dalla protesta per diventare soggetto politico nazionale e, come tale, è in grado non solo di conquistare amministrazioni locali, ma anche di dire la sua nello scenario delle prossime elezioni politiche.
Ma altri elementi evidenziano la forza dell’insoddisfazione popolare e della esigenza di cambiamento: l’astensionismo che continua ad aumentare nonostante il vertiginoso incremento del numero di candidati, la proliferazione delle liste civiche e naturalmente la sonora sconfitta delle forze che fino a qualche mese fa governavano il Paese e che per diversi anni hanno trionfato in tutti i turni elettorali.
Questa possente voglia di cambiamento tocca anche le forze del centrosinistra, anche se riesce a scalfire solo in parte la netta vittoria elettorale della coalizione. Tuttavia è sufficiente a renderla meno smagliante, a risvegliare qualche ricordo e qualche incubo, a costringere tutti alla riflessione. Ed è un bene che sia così.
Mai così attuale la frase di Nenni: rinnovarsi o perire. Per il centrosinistra è suonato un campanello di allarme che non va sottovalutato. E che dice che non basta essere l’unica coalizione rimasta in campo per avere la certezza di vincere la partita, ma che è invece necessario cambiare profondamente modi di essere, di pensare, di agire. E andare nella direzione che masse enormi di cittadini reclamano con voce sempre più alta e con sempre minore pazienza. Noi socialisti abbiamo formulato da tempo proposte in questa direzione, compresa quella di lavorare per costruire una grande organizzazione politica in Italia sul modello dei grandi partiti socialisti europei. Ma abbiamo anche insistito sulla necessità di riformare e rendere trasparenti i partiti, di cambiare la legge elettorale ridando realmente ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso il voto di preferenza.
Tutto questo è urgente, molto urgente: se potessimo lanceremmo il grido che un grande quotidiano lanciò a proposito della crisi economica: facciamo presto. Il PSI conferma nei ballottaggi il proprio risultato soddisfacente, elegge altri due Sindaci, Manuela Maliziola a Ceccano e Gianni Papasso a Cassano allo Ionio e centinaia di consiglieri comunali, tra i quali numerosi giovani anche in città importanti. Il nostro partito partecipa in modo significativo alle molte vittorie del centrosinistra. In parecchie regioni supera in percentuale e in seggi il risultato di SEL e dell’Italia dei Valori. Se fosse questo il problema potremmo dire che le foto di Carrara o di Rieti, con un ruolo importante del PSI, sarebbero un passo avanti, sarebbero più adeguate, sicuramente più europee di quella di Vasto, ma sappiamo bene che questo non basta.
Superato rapidamente il tempo del meritato apprezzamento per il lavoro di tutti i nostri candidati e militanti e delle congratulazioni agli eletti si avvia anche per noi quello di un lavoro impegnativo per adeguare anche la nostra azione politica alle esigenze che i tempi richiedono con pressante urgenza. La navigazione di qui alle prossime elezioni politiche sarà tempestosa, è necessario definire con grande coraggio politico la nostra rotta e serve un equipaggio estremamente convinto e coeso.

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15 maggio 2012 2 15 /05 /maggio /2012 16:20
GERMANIA. VINCE LA SPD. IL VENTO DEL RINNOVAMENTO PORTA UN NOME: SOCIALISTA
lunedì 14 maggio 2012
“Il partito di Angela Merkel, già reduce da una serie di sconfitte regionali, ha subìto un crollo nel land più popolato della Germania. I tedeschi hanno riposto fiducia nella socialdemocrazia della Spd, privilegiando le sue politiche incentrate sulla crescita, l’equità, l’assistenza familiare, gli investimenti nelle infrastrutture e l’approccio graduale alla riduzione dell’indebitamento”. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando i risultati delle elezioni regionali di ieri in Germania. “Il test elettorale tedesco è una brusca battuta d'arresto per la cancelliera tedesca, un monito degli elettori contro le sue politiche incentrate sull’austerità e su un eccessivo rigore finanziario.
Dopo l’elezione di Hollande alla presidenza della repubblica francese e il voto in Italia e Germania, l’Europa può aprire una stagione nuova – aggiunge Nencini-. Una svolta riformista, fondata sulla crescita, sulla solidarietà, su una maggiore giustizia sociale. E ovunque – conclude il Segretario – il vento di rinnovamento porta un nome: socialista.”
Anche Luca Cefisi, responsabile politiche europee del Psi, commentando la vittoria della Spd e di Hannelore Kraft nel land tedesco del Nord Reno-Vestfalia sottolinea che: "La conferma del governo a guida socialdemocratica nella regione di Dusseldorf, benchè locale, è un altro segnale, dopo la Francia, che non si può imporre troppo a lungo una politica di austerità, minacciare il welfare, tagliare i servizi e mantenere l'equilibrio sociale e il consenso politico.
"Il segnale politico è chiaro: occorre cambiare politiche economiche e sociali, non esiste una sola via per uscire dalla crisi, e quella della Merkel e in generale del centrodestra e dei popolari europei è quella che i cittadini non possono più tollerare".
 
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12 maggio 2012 6 12 /05 /maggio /2012 07:26

PSI news dell'11 maggio 2012

Amministrative 2012

 

Dalle elezioni amministrative il Psi esce con un dato nazionale che si attesta al 3%, con punte di eccellenza in varie realtà del centro e sud Italia: l'ottimo risultato di Carrara, dove il sindaco socialista Angelo Zubbani è stao riconfermato al primo turno e poi Pistoia, Frosinone, Todi, Narni, L'Aquila e Rieti e ancora dodici sindaci eletti al primo turno in comuni del Veneto, della Puglia e della Calabria.
Un risultato che supera sia le aspettative sia le previsioni di molti sondaggi
I socialisti si confermano come una forza della sinistra riformista viva e radicata sul territorio.
Eleggiamo ovunque sindaci e contiamo nei ballottaggi e nell'elezione di consiglieri e amministratori socialisti in tutta Italia, a conferma che gli elettori hanno premiato programmi seri, fondati sulla crescita, la responsabilità e su una maggiore giustizia sociale.
I nostri amministratori presenteranno proposte per abolire l'Imu (che spesso rappresenta l'unico salvadanaio per molte famiglie italiane) e promuoveranno progetti per i giovani, che rilancino l'occupazione a livello locale e prevedano contributi da legare a lavori socialmente utili.
Lo diciamo da tempo e lo ribadisco anche oggi: queste elezioni saranno le ultime della seconda Repubblica e certificano che il Pdl ne risulta fortemente indebolito, in alcune città non c'è più, che Grillo drena voti soprattutto alla Lega e e "a sinistra" si è formato un arcipelago di formazioni politiche contese tra riformisti e radicali.
La strada che anche le elezioni francesi ci indicano è la Casa dei riformisti, un progetto politico nuovo che raccolga tutte le anime del riformismo italiano, quello laico, socialista, liberale e cattolico democratico.

RICCARDO NENCINI

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3 maggio 2012 4 03 /05 /maggio /2012 14:24
Nicola Zoller - L’alternativa socialdemocratica per la Terza Repubblica
mercoledì 2 maggio 2012 (Avantiì della domenica)

 

Pensando all’esigenza di una “nuova classe dirigente per la terza Repubblica”, il politologo Sergio Fabbrini, direttore della School of Government dell’Università Luiss di Roma, con un lungo articolo-saggio (riportato ampiamente dal giornale l’Adige di Trento) dell’8 aprile 2012, sostiene la necessità di costruire anche in Italia “un soggetto politico europeo”.
E’ un’esigenza sia per la destra che per la sinistra. Occorrerebbe superare il bipolarismo frammentato e litigioso attuale, costruito attorno a “partiti personali” o a “gruppi di politici alleati per conseguire il controllo dell’una o dell’altra spoglia pubblica”.
Il prof. Fabbrini rileva che in ciò anche “la sinistra non ha fatto eccezione”. Se vogliamo un’alternativa all’europea, cioè basata su un sistema bipolare meno selvatico dell’attuale – che non a caso è stato costretto ad affidarsi al Governo dei tecnici – occorre che “entrambi i maggiori partiti o schieramenti riconoscano il contesto della competizione politica europea”.
Rivolgendo la nostra naturale attenzione alla sinistra, non possiamo che concordare con questa tesi. Cos’è la sinistra in Europa? Essa è principalmente rappresentata dal Partito Socialista Europeo (Pse), il movimento che esprime la tradizione e la prospettiva socialista, socialdemocratica e laburista.
Non a caso nelle elezioni presidenziali francesi è il socialista Hollande a rappresentare la speranza per un nuovo governo progressista. Dopo che una speculazione capitalistica senza regole ha causato l’attuale angosciante crisi economica, la svolta egualitaria proposta dai socialisti porterà inevitabilmente ad un riequilibrio del peso fiscale a carico dei più ricchi.
I socialisti - da forza riformista di governo - non rinunciano tuttavia al dinamismo che l’economia privata deve poter promuovere con equità e avvertono parimenti l’obbligo di riqualificare e ottimizzare la spesa pubblica, escludendo tuttavia che sia messa sotto stato d’accusa dagli egoismi dei ceti privilegiati o dalla propaganda antipolitica.
C’è dunque l’esempio francese, e nei prossimi tempi anche la socialdemocrazia tedesca affronterà la prova di un impegnativo confronto con la Merkel, con la prospettiva di riportare la sinistra al governo. E in Italia? Negli anni ‘70 un bellissimo manifesto del Psi indicava la via maestra per i progressisti italiani: “Se parli socialista in Europa ti capiranno”. Se la sinistra non vuole perdere la bussola, era ed è questo l’orientamento da seguire. Per uscire dalle involuzioni dell’ultimo ventennio, per contribuire alla costruzione della “terza Repubblica”, per fondare - come auspicato anche dal prof. Michele Salvati nel suo ultimo libro “Tre pezzi facili sull’Italia”- “un sistema politico normale, con partiti normali”, la sinistra dovrebbe affidarsi a “un grande partito socialdemocratico”. E’ la stessa indicazione che emerge dal saggio, appena edito, di Corrado Augias “Il disagio della libertà”: il vero nodo della nostra storia recente “che al momento della crisi di Tangentopoli ha gettato in Paese nella regressione berlusconiana, rimane la duplice mancanza di una dinamica forza liberale capace di assicurare sviluppo e libertà e – d’altro lato – di una moderna forza riformatrice europea di impronta socialdemocratica”. E’ pronta la sinistra italiana, segnatamente il Pd, ad abbracciare quest’ultima soluzione? Ci sono incrostazioni ideologiche e diffidenze del passato che ostacolano il percorso, la parola “socialista divide ancora”, ha rilevato Paolo Franchi in un recentissimo editoriale sul “Corriere della Sera”. Eppure molto d’altro si muove, assieme alla “forza delle cose” su scala europea.
Va menzionato ad esempio un lungo brano dello scrittore Roberto Saviano, che su “la Repubblica” del 28 febbraio scorso traccia un potente “Elogio dei riformisti”: commentando il libro dello storico Alessandro Orsini “Gramsci e Turati, le due sinistre”, smonta le basi culturali comuniste ed eleva “la tolleranza di Turati a grande lezione per una sinistra smarrita”.
Per superare questo smarrimento, possiamo infine menzionare Luciano Cafagna, un grande intellettuale recentemente scomparso, che ha avuto comunque modo – prima di lasciarci – di intervenire sulla rivista socialista “Mondoperaio” del novembre 2011 richiamando che la dignità della sinistra può essere ritrovata soltanto se a un presente economico-finanziario difficile, fatto di sacrifici sgradevoli, si riesce ad agganciare realisticamente il percorso verso un futuro capace di recuperare la speranza; dunque un itinerario che dall’uscita dalla crisi possa portare all’attuazione progressiva di un programma sociale che risani e riprenda la prospettiva di un moderno “welfare state”: quel laburismo socialdemocratico all’europea, insomma, di cui in Italia, si è stati finora incapaci.

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28 aprile 2012 6 28 /04 /aprile /2012 19:37

Solofra - Verso il voto, Oliviero con i Socialisti di De Piano

 

Solofra 17:00 | 27/04/2012 (tratto dal Corriere dell'Irpinia)
SOLOFRA - Continua la polemica tutta interna ai Socialisti. Dopo l’intervento di Beppe Sarno, questa volta è l’onorevole Gennaro Oliviero ad intervenire e a smentire le dichiarazioni di Marco Riccio sul Corriere dell’Irpinia in data 25 aprile, ove compariva un articolo intitolato: «Il PSI si dichiara: Noi con Vignola». 
Nella parte finale della nota il Segretario Provinciale del PSI di Avellino affermava che la presenza del Consigliere Regionale Gennaro Oliviero, nella giornata di sabato 21 a Solofra, era da ritenersi «a titolo puramente personale, perché finalizzata ad illustrare, agli operatori del settore, il Progetto di legge regionale a sostegno della castanicoltura e per la lotta al cinipide calligeno».

«Le dichiarazioni di Marco Riccio rispondono unicamente al falso - esordisce Gennaro Oliviero, capogruppo del PSI in Consiglio regionale della Campania - mi sono recato a Solofra per presenziare allo svolgimento di una manifestazione politica del Partito Socialista Italiano e della lista Riamiamo Solofra che vede candidati diversi esponenti del partito a cui ho l’onore di appartenere, ormai da una vita.
Non capisco cosa c’entri il titolo personale, tanto decantato nell’articolo del 25 che compariva tra le pagine della stampa locale avellinese, nel riportare le dichiarazioni di Marco Riccio.
Tra l’altro - aggiunge - il convegno sul castagno è stato organizzato dal candidato della lista Riamiamo Solofra, Alessandro Jannone, regolarmente iscritto al PSI sezione di Solofra. 
Inoltre, il successivo comizio di presentazione della stessa lista, deve essere evidenziato come atto prettamente politico: infatti, al suo interno sono candidati ben quattro iscritti di Solofra. Nel mentre, vi è stata l’assemblea degli iscritti di Solofra, con l’elezione a Segretario cittadino del compagno Giuseppe Guacci e del Segretario FGS Alessandro Luciano.
Risulta quantomeno strano - conclude uno stupito Gennaro Oliviero - che il Segretario della Federazione provinciale del PSI di Avellino, non conosca gli iscritti e le attività che si svolgono sul suo territorio, anche in considerazione della presenza di vari dirigenti provinciali federazione della irpina, tra i quali il Presidente dott. Edmondo Marra. Un segnale di come la situazione gli stia sicuramente sfuggendo di mano: un dato inequivocabile, che impone un cambiamento di vertice».

«Come sempre i nodi vengono al pettine - commenta Ariosto Guacci candidato della lista “Riamiamo Solofra” ed esponente dei Socialisti - , una segreteria provinciale che non ha tenuto conto di numerosi iscritti al partito, ma ha avallato le crisi di protagonismo e l'invidia di qualcuno per una politica personalistica, è una cosa vergognosa e siamo estremamente soddisfatti di avere avuto ragione. Le rivoluzioni iniziano dall'interno: abbiamo ridato un partito di origini storiche alla nostra Solofra». 

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27 aprile 2012 5 27 /04 /aprile /2012 17:00

Il primo miracolo di Hollande

Il PD si mette il vestito buono del 1° maggio socialista

 

 

http://www.criticasociale.net/

 

 

Bologna tappezzata di garofani rossi su manifesti affissi in tutta la città. La firma è del Partito democratico. E' un primo miracolo della vittoria al primo turno di Francois Hollande, portatore di un programma alternativo alla linea che guida la politica economica europea a cui il medesimo PD dà sostegno in Italia. Non saranno pochi, immaginiamo, i maldipancia tra i militanti bolognesi. Ma i miracoli, si sa, superano le leggi della scienza medica. Ma anche di quella della finanza a cui la democrazia è stata sottomessa. E' un miracolo socialista, una pentecoste su chi ha dato del "trasformista" a Tremonti? Vedremo. In ogni caso il tappo sta per saltare.

Perchè Bersani non riprende l'iniziativa dell'Unione del Pd bolognese e la esporta in tutta Italia? Forse il "socialismo" deve rimanere chiuso nel perimetro emiliano per paura della Bindi. Lo esportasse allora nella vicina Toscana, per rispetto almento dell'alleato Nencini.

Critica Sociale - Anno 2012, numero 1/2
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