IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
In vista dello Sciopero generale del prossimo 24 novembre, i docenti dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Rinaldo d’Aquino” di Montella,
Nusco e Bagnoli Irpino, comunicano la loro adesione all’iniziativa di lotta, condividendone obiettivi e motivazioni.
Lo sciopero nazionale del 24 novembre, che segue l’analoga forma di protesta indetta dai Cobas, autonomamente, e dalla FLC Cgil, aderendo alla
giornata di mobilitazione europea contro le politiche di austerità, proclamata dalla Confederazione Europea dei Sindacati per il 14 novembre, verte su una serie di questioni che riguardano il
presente e l’immediato futuro della scuola pubblica, oggetto di una sistematica opera di delegittimazione e impoverimento da parte del governo Monti, a partire dai provvedimenti decisi dalla
Spending Review e dalla più recente Legge di Stabilità.
Non solo questo governo ha impedito l’avvio della trattativa sulle progressioni di anzianità, ma, pur stralciando dal disegno di legge di Stabilità
l’iniqua disposizione che prevedeva l’aumento del carico di lavoro per il personale docente da 18 a 24 ore settimanali senza retribuzioni aggiuntive, attacca ugualmente il nostro contratto
nazionale di lavoro, andando a tagliare ulteriormente le risorse economiche destinate alla scuola pubblica, intervenendo su ferie e fondi d’istituto.
I docenti dell’IISS “Rinaldo d’Aquino”, pertanto, si associano alla protesta e alla mobilitazione che da qualche settimana vede già impegnate
numerose scuole statali a livello provinciale, regionale e nazionale. Nello specifico chiediamo:
- l’immediato avvio della trattativa sul recupero di validità dell’anno 2011 ai fini delle progressioni economiche e di carriera del personale della
scuola;
- l’assicurazione che l’annunciata cancellazione delle norme sull’orario di lavoro presenti nella legge di stabilità sia effettuata in maniera
definitiva e permanente, evitando che, come qualcuno teme, il provvedimento possa rientrare l’anno prossimo, in concomitanza con l’entrata in vigore del “fiscal compact” già sottoscritto sul
piano europeo dal governo Monti;
- lo sblocco del Contratto Scuola che è stato congelato fino al 31 dicembre 2014, mentre non verrà più corrisposta l’indennità di vacanza
contrattuale.
Inoltre, diciamo no alle politiche di tagli alla scuola pubblica compiute negli ultimi anni, avallate e portate avanti dall’attuale esecutivo, che
con la “Spending review” e la legge di stabilità si propone di sottrarre alla scuola pubblica 1 miliardo di euro, assegnando però 233 milioni alle scuole private. Ribadiamo il nostro secco
rifiuto del DDL 953 (ex Aprea), che di fatto privatizza e aziendalizza la scuola pubblica, stravolgendo l’autonomia scolastica e smantellando completamente gli organi collegiali, in un disegno di
scuola dove vengono aperte le porte agli imprenditori privati ed ai loro investimenti interessati, con l’inevitabile risultato della fine della scuola statale uguale per tutti, in evidente
contrasto con i principi sanciti dalla nostra Costituzione, e clamorose disparità fra istituzioni scolastiche di serie A e di serie B, a seconda del territorio d’appartenenza e del reddito
familiare degli alunni iscritti.
Auspichiamo che siano sbloccati i contratti nazionali del personale della Scuola, fermi dal 2009 e si proceda al riconoscimento professionale di
tutto il lavoro svolto dai docenti fuori e dentro le classi. Non vogliamo più lavorare in istituti fatiscenti e insicuri, visto che solo una scuola su cinque (20,7%) è sicura, mentre una su tre
(36%), quanto a sicurezza, raggiunge appena la sufficienza, e appena il 24% degli istituti scolastici italiani è in regola con le certificazioni di sicurezza.
Non vogliamo più le cosiddette “classi pollaio” (30 e più alunni), che rappresentano un insulto ai principi pedagogici e ad ogni didattica efficace
per tutti.
Alla luce di una situazione quanto mai critica per la scuola pubblica ed in sua difesa, i docenti dell’IISS “Rinaldo d’Aquino”, oltre ad unirsi al
coro di chi esprime il crescente disagio e la forte indignazione dei lavoratori della scuola, dichiarano di voler partecipare a tutte le iniziative di lotta messe in atto. Per cui proclamano lo
stato di agitazione che si articolerà a cominciare dall’astensione in via provvisoria da ogni attività non compresa negli obblighi di servizio, così come definiti dagli articoli 28 e 29 del CCNL,
in particolare:
- ore di sostituzione eccedenti le 18 ore settimanali di orario-cattedra;
- operazioni di coordinamento dei Consigli di classe;
- visite guidate e viaggi d’istruzione;
- riunione dei dipartimenti;
- funzioni strumentali;
- progetti e attività inerenti all’ampliamento e all’arricchimento dell’offerta formativa;
- PON, corsi di recupero e di potenziamento IDEI.
Per passare all’adozione, sempre in via temporanea, della cosiddetta “didattica essenziale” (almeno fino al prossimo 24 novembre), con sospensione
delle verifiche orali e scritte, lezioni dedicate ad informare gli alunni sulle motivazioni dell’azione di protesta intrapresa.
Ed infine la partecipazione unanime allo sciopero per l’intera giornata del 24 novembre e alla manifestazione nazionale a Roma.
I DOCENTI DELL’IISS “RINALDO D’AQUINO”
DI MONTELLA, NUSCO, BAGNOLI IRPINO