"Si sta formando in Italia una nuova aggregazione politica di stampo populista".E' quanto scrive in una Nota Mauro Del bue, della segreteria nazionale del
Psi.
"In comune - prosegue Del Bue - i soggetti che ne fanno parte non so se abbiano un programma, ma hanno certamente un lunguaggio: quello fondato sull'insulto.
Parlo, com'è ovvio, dell'abbinata Grillo-Di Pietro. Il primo è nato col famoso Vaffa e poi corroborato con deliranti aggressioni verbali sfociate nell'ultimo "fallito e piduista" dedicato a
Bersani. L'altro è nato col Piemme dal culto delle manette, durante l'offensiva di Mani Pulite, poi inserito in politica grazie a D'Alema nel collegio blindato del Mugello, ministro dell'Ulivo
e dell'Unione, resuscitato da Veltroni con l'apparentamento concessogli in esclusiva del 2008 e contemporaneamente negato ai socialisti e ai radicali, e oggi in combutta col primo per succhiare
voti al Pd. Bersani ha ragione. E meno male che l'ha capita.
Nè l'uno nè altro - sottolinea l'esponente socialista - appartengono alla storia e ai valori della sinistra, alla quale invece appartiene Vendola, nè tanto meno a
quella riformista, alla quale invece Vendola non appartiene. Dio ci scampi dal governo del Polo dell'insulto, che ostenta disprezzo e aggresività contro tutti coloro che non la pensano come
lui. E' in fondo quell'area giustizialista alla quale ha fatto riferimento Luciano Violante (citando anche Il Fatto quotidiano) e di giustizialismo
il convertito (onestamente) Violante se ne intende. Il Polo dell'insulto - è incompatibile col centro-sinistra che deve invece fondarsi sui valori della
tolleranza e del rispetto per l'avversario. E deve usare il linguaggio della concretezza e della speranza. E poi anche perchè la politica dell'insulto, greve e volgare, finisce sempre per
scontrarsi con la logica della democrazia e per metterla in discussione. Bersani coglie nel segno, dunque, quando dà del fascista a Grillo e con lui anche
a Di Pietro, che gli risponde paragonandolo a un asino. Noi non abbiamo mai avuto dubbi sulla radice politica del dipietrismo, della quale il grillismo è solo un'estrema conseguenza.
E plaudiamo contenti - conclude Del Bue - al fatto che il segretario del Pd ci abbia ancora una volta dato ragione".