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Un giorno a Sant’Anna di Stazzema. Per non dimenticare!

scritto da Gianluca Capra e tratto dal sito: http://www.mocapress.org

 

lusanna2.jpg

 

 

La stretta stradina che s’arrampica lungo i clivi delle Alpi Apuane sembra non finire mai. I bordi aperti, come balconi dal quale s’intravede la bella Versilia, sono un trionfo di verde. Castagni, faggi, querce a perdita d’occhio sembrano essere lì a difesa di una memoria che dopo tanti anni è intatta. Sant’Anna di Stazzema è uno sputo di case nascoste in una natura meravigliosa. Qui la furia omicida nazi-fascista il 12 agosto 1944 consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia. Cinquecentosessanta tra donne, anziani e bambini furono trucidati senza pietà. Arrivati all’interno del paesino una bandiera tricolore immersa tra gerani in fiore sporge orgogliosamente da una finestra. Il suo sventolio è il più bel benvenuto che ci si possa aspettare a ricordo che anche in posti come questi l’Italia è divenuta nazione. Ad ogni passo mosso lungo la stradina in pietra che sale all’Ossario sembra che la memoria ti sussurri un “aspettami” come un grido stroncato in gola. Poi l’Ossario, il monumento in marmo bianco e l’elenco interminabile dei nomi di chi fu falciato dalla follia di un giorno. Mentre, in un tempo immobile che si conta in attimi, dall’insieme dell’elenco distillo con gli occhi i nomi, una lacrima tradisce la mia emozione. Dentro di me realizzo che vi sono luoghi dell’anima, santuari laici, in cui la storia, la vita ha impresso più forte la propria impronta. Sant’Anna di Stazzema è uno di essi. Qui ogni cosa traspira una certezza: che non vi saranno giorni accondiscendenti all’oblio del tempo e il ricordo non cadrà come stella cadente nell’universo dell’umanità. Lontano dal clamore istituzionale ringrazio chi mi ha permesso di celebrare il mio piccolo pellegrinaggio di uomo. Il mio arrivederci è una carezza ad una lapide commemorativa su cui leggo: “PIAZZA ANNA PARDINI LA PIU’ PICCOLA DEI TANTI BAMBINI CHE IL 12 AGOSTO LA GUERRA HA STRAPPATO AL GIROTONDO DEL MONDO: 23.07.1944 – 12.08.1944”.

 

Gianluca Capra

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