Partito Socialista Italiano Sezione "Ferdinando Cianciulli" di Montella
Gerardo Labellarte
Non c’è dubbio su quale sia la cifra che si ricava dal turno amministrativo appena concluso. Una forte, a volte travolgente voglia di cambiare, di spazzare via i
modi di essere e di operare della vecchia politica.
Una spinta che si manifesta in molti modi. Il più evidente è lo spettacolare successo di Beppe Grillo, che è anche il più insidioso, perché il Movimento Cinque
Stelle è riuscito nella difficile impresa, già riuscita alla Lega Nord, di partire dalla protesta per diventare soggetto politico nazionale e, come tale, è in grado non solo di conquistare
amministrazioni locali, ma anche di dire la sua nello scenario delle prossime elezioni politiche.
Ma altri elementi evidenziano la forza dell’insoddisfazione popolare e della esigenza di cambiamento: l’astensionismo che continua ad aumentare nonostante il
vertiginoso incremento del numero di candidati, la proliferazione delle liste civiche e naturalmente la sonora sconfitta delle forze che fino a qualche mese fa governavano il Paese e che per
diversi anni hanno trionfato in tutti i turni elettorali.
Questa possente voglia di cambiamento tocca anche le forze del centrosinistra, anche se riesce a scalfire solo in parte la netta vittoria elettorale della
coalizione. Tuttavia è sufficiente a renderla meno smagliante, a risvegliare qualche ricordo e qualche incubo, a costringere tutti alla riflessione. Ed è un bene che sia così.
Mai così attuale la frase di Nenni: rinnovarsi o perire. Per il centrosinistra è suonato un campanello di allarme che non va sottovalutato. E che dice che non
basta essere l’unica coalizione rimasta in campo per avere la certezza di vincere la partita, ma che è invece necessario cambiare profondamente modi di essere, di pensare, di agire. E andare
nella direzione che masse enormi di cittadini reclamano con voce sempre più alta e con sempre minore pazienza. Noi socialisti abbiamo formulato da tempo proposte in questa direzione, compresa
quella di lavorare per costruire una grande organizzazione politica in Italia sul modello dei grandi partiti socialisti europei. Ma abbiamo anche insistito sulla necessità di riformare e
rendere trasparenti i partiti, di cambiare la legge elettorale ridando realmente ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso il voto di preferenza.
Tutto questo è urgente, molto urgente: se potessimo lanceremmo il grido che un grande quotidiano lanciò a proposito della crisi economica: facciamo presto. Il PSI
conferma nei ballottaggi il proprio risultato soddisfacente, elegge altri due Sindaci, Manuela Maliziola a Ceccano e Gianni Papasso a Cassano allo Ionio e centinaia di consiglieri comunali, tra
i quali numerosi giovani anche in città importanti. Il nostro partito partecipa in modo significativo alle molte vittorie del centrosinistra. In parecchie regioni supera in percentuale e in
seggi il risultato di SEL e dell’Italia dei Valori. Se fosse questo il problema potremmo dire che le foto di Carrara o di Rieti, con un ruolo importante del PSI, sarebbero un passo avanti,
sarebbero più adeguate, sicuramente più europee di quella di Vasto, ma sappiamo bene che questo non basta.
Superato rapidamente il tempo del meritato apprezzamento per il lavoro di tutti i nostri candidati e militanti e delle congratulazioni agli eletti si avvia anche
per noi quello di un lavoro impegnativo per adeguare anche la nostra azione politica alle esigenze che i tempi richiedono con pressante urgenza. La navigazione di qui alle prossime elezioni
politiche sarà tempestosa, è necessario definire con grande coraggio politico la nostra rotta e serve un equipaggio estremamente convinto e coeso.