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14 novembre 2012 3 14 /11 /novembre /2012 08:48

Pago 30 compro 55. Questa la democrazia del Porcellum

IL VERO E IL FALSO SULLA LEGGE ELETTORALE
 

di Felice Besostri

Una maggioranza trasversale di PdL, Lega Nord, UdC, FLI e Api ha fissato al 42,5% la soglia per aver diritto al premio di maggioranza del 12,5%. Scandalo!

Chiaramente questa maggioranza vuole impedire che la coalizione PD-SEL-PS ( nel frattempo allargata a pezzi della FdS) vinca , in carrozza , le prossime elezioni: Bersani l’ha capito subito e ha denunciato le manovre. Manovre, perché sono più d’una.

I terzi polisti devono rendersi indispensabili per il futuro governo.

L’ex maggioranza, invece, vuole impedire che si formi una maggioranza stabile e rientrare in gioco, forse in un governo di unità nazionale.

Ci sono poi i nostalgici anticipati di un Monti bis, sparsi un po’ dovunque. Perché prendersela con la spuria maggioranza e meno con il proponente dell’emendamento Rutelli, uno dei fondatori del PD?. Gli scrupoli del relatore Malan gli fanno onore, se sono confessione un po’ ipocrita e tardiva, di aver approvato il porcellum nel 2007 e nel 2009, ma d’accordo con PD e IdV, una scandalosa legge elettorale europea, con lo scopo dichiarato di impedire che rientrassero in gioco le forze politiche escluse nel 2008 dal Parlamento nazionale.

La Corte Costituzionale è invocata ad ogni piè sospinto: è lei che impone di fissare una soglia. Su questo tutti d’accordo.

Nessuno, però, che spieghi perché dopo che la Corte Costituzionale aveva lanciato il suo monito nel febbraio 2008( sentenze n. 15 e 16) nessuno abbia preso un’iniziativa, anzi sono stato lasciati soli quei cittadini elettori, che hanno cercato di dare concretezza all’avvertenza della Corte impugnando il decreto di convocazione dei comizi elettorali delle politiche 2008. Anzi nel 2009 all’unanimità le Giunte delle elezioni del Senato e della Camera respinsero il ricorso del signor Ragusa, che pretendeva si desse attuazione agli auspici della Corte Costituzionale.

Solo il Presidente Napolitano lanciava avvertimenti sulla necessità di cambiare la legge elettorale, ma intanto giudici amministrativi e ordinari se ne sbattevano e si rifiutavano di rimettere la legge alla Corte Costituzionale: non soltanto la politica, come fa comodo far credere: se la prendeva comoda, siamo appena in Cassazione.

E che dire del Governo dei tecnici che non modificava di una virgola la linea del Governo Berlusconi di difesa ad oltranza della costituzionalità del porcellum? Tanto si può sempre contare sul silenzio dei mezzi di comunicazione, ad eccezione, in quattro anni, del Riformista, di Mondo Operaio e della Critica Sociale. Non si può attaccare il Senato perché non trova un accordo unanime sulla soglia o la fissa troppo alta. Nessuno vuole, si spera, fissarla al 25% come fu nella fascistissima legge Acerbo o per eccesso, persino al 50%+1 della legge truffa di centrista memoria.

Ma se era una truffa il 50%+1, ogni percentuale inferiore cos’è?.

Maggiore coerenza. Se si vuol sapere subito dopo lo spoglio chi governerà un paese, l’abbiamo visto tutti in TV il 6 novembre scorso: si adotta una forma di governo presidenziale come gli USA. Ma in Italia è un tabù, specialmente a sinistra. Non basta neppure un semipresidenziale alla francese, perché Hollande una volta eletto, ha dovuto vincere persino le legislative, aspettando un secondo turno. Bersani non ne avrebbe la pazienza.

Non si può dare la maggioranza, pardon il coraggio, a che non ce l’ha: lo sapeva persino Don Abbondio. Eppure la soluzione è semplice, basta convincere la metà di quelli che hanno deciso di non votare (secondo i sondaggi correnti) sulla bontà della propria proposta politica e programmatica per uscire dalla crisi economica, politica e morale, nella quale ci dibattiamo.

 

http://www.criticasociale.net/?vftid=c89a52783d665f3b4f81bd577c3792c3&vfuh=ad9a748a7d520661b452c3bf56e7b562

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5 novembre 2012 1 05 /11 /novembre /2012 07:42

Vertenza forestali.Il Governo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale i riparti in basa al Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC).Programmazione regionale delle residue risorse del FSC a favore del settore ambiente per la manutenzione straordinaria del territorio. Questo il riparto per quanto attiene l'Irpinia:

Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità montana ufita 3,5 milioni; Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità montana alta irpinia 3,2 milioni; Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità montana partenio-vallo 3,4 milioni; Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità montana terminio celvialto 3,5 milioni;Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità montana irno-solofrana 1,6 milioni; Potenziamento ai fini multifunzionali dell’infrastruttura forestale comunità Provincia Avellino 500milaeuro

 

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5 novembre 2012 1 05 /11 /novembre /2012 07:32

Il presidente americano Barack Obama avanti di un punto sul candidato Mitt Romney su scala nazionale e di ben quattro nello Stato chiave dell'Ohio per l'ultimo sondaggio di Reuters/Ipsos. Secondo un rilevamento di Wall Street Journal/NBC Obama ha il 48% delle preferenze contro il 47% di Romney. Mentre secondo un sondaggio Rasmussen, i due candidati sono pari al 49%. Ma l'ultimo sondaggio della giornata, realizzato dal Pew Research Center, assegna a Barack Obama un vantaggio di tre punti a livello nazionale su Mitt Romney: 48% contro 45%. E' la rilevazione che oggi ha assegnato il maggior distacco tra i due candidati.

 

Da La Repubblica

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30 ottobre 2012 2 30 /10 /ottobre /2012 11:14

 

 

Non mancano davvero le sorprese nella nuova assemblea regionale siciliana uscita dalle urne di questa tornata elettorale.

Ad Agrigento scattano sette seggi. All’Ars entra per Cantiere Popolare Pid Salvatore Cascio che ha ottenuto 5308, per Grande Sud entra Michele Cimino che ha ottenuto 5991, nel Pdl la spuntaVincenzo Fontana che ha ottenuto 5.579, per il Movimento Cinque Stelle Matteo Mangiacavallo che ha ottenuto 2.997, per l’Mpa Giovanni Di Mauro, 7.754 voti, per il PdGiovanni Panepinto con 6235, per l’Udc Lillo Firrettosindaco di Porto Empedocle con 11.420.

Caltanisetta scattano 4 seggi. Per il Movimento Cinque Stelle sbanca Giancarlo Cancelleri con 5.593 voti, per l’Mpa Pino Federico, l’ex presidente della Provincia con 4448 voti, per il Pd Giuseppe Arancio con 5297 voti, per l’Udc Gianluca Miccichè con 3437 voti. 

A Catania scattano 17 seggi. Uno per Cantiere Popolare dove risulta vincente Valeria Sudano con 6322 voti nipote di Mimmo Sudano storico esponente democristiano del capoluogo etneo. Tre seggi per il Pdl che premia Salvo Pogliese con 11.931 voti, seguito daNino D’Asaro con 8634 voti e da Marco Falcone con 8417 voti. Tre deputati del Movimento Cinque stelle che porta all’Ars Giancarlo Cancelleri con 9.799 voti con Angela Foti 5506 e Francesco Cappello con 2531 voti. Crocetta presidente un seggio il più votato è Gianfranco Vullo con 2191 voti. Uno lista Nello Musumeci ed è Nello Musumeciche prenderà il seggio come secondo candidato presidente e cederà il suo posto a Gino Ioppolo che ha ottenuto 3531 voti. Tre seggi per il partito dei Siciliani che porta all’Ars il capogruppo uscente dell’Mpa Nicola D’Agostino con 13.601 voti seguito dal figlio dell’ex governatore Raffaele Lombardo Toti con 9633 voti e Dino Fiorenza con 6221 voti. Due seggi per il Pd riconferma Concetta Raia con 9736 voti e secondo Anthony Barabagallo con 9694 voti. Tre deputati per l’Udc la spunta Luca Sammartino con 12.567 voti, Lino Leanza con 10858 voti che molto probabilmente rinuncerà perchè eletto nel listino dando spazio a Marco Forzese con 8258 voti e ce la fa Pippo Nicotra con 5385 voti. 
 

 

A Messina scattano undici seggiper Grande Sud Bernadette Grasso sindaco di Rocca di Caprileone, che ha ottenuto 4645 voti  due Pdl Santi Formica con 9850 voti e Nino Germanà che ha ottenuto con 8502 voti. Resta fuori l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca con 7776, per il Movimento Cinque Stelle che premia il candidato della provincia di Messina Valentina Zafarana con 2232 voti, un seggio per la lista Crocetta ce la fa Marcello Greco con 3029 voti, per Nello Musumeci presidente viene eletto Carmelo Currenti con 3467 voti che ha appena abbandonato Fli riuscendo a superare nella sfida personale con il padrino politico Carmelo Briguglio che invece resta fuori dall’Ars, per il partito dei Siciliani entra all’Ars Giuseppe Picciolo che ha lasciato il Pd per schierarsi con il partito di Pistorio ha ottenuto 8389 voti. Tre seggi per il Pd con Franco Rinaldi il più votato con18.664 voti di preferenza, l’ex sindaco di Brolo Giuseppe Laccoto con 8993 voti e terzo l’ex segretario della Cgil Filippo Panarello con 5182 voti. Un seggio all’Udc con Giovanni Ardizzone che totalizza 8010 voti di preferenza.

A Palermo scattano 20 seggi. Due seggi al Cantiere Popolare che consentono a Toto Cordaro con 9259 voti di tornare all’Ars e Roberto Clemente che con 7267 voti supera di 137 voti Marianna Caronia esclusa dall’assemblea. Due seggi scattano per Miccichè.Entrano all’Ars Riccardo Savona con 8009 ed Edy Tamajo con 5107 voti. Tre seggi per il Pdl. Ciccio Cascio presidente dell’Ars è il primo degli eletti con 12.395 voti, poi Francesco Scoma con 8559 voti e Salvino Caputo con 5730 preferenze. Ben quattro poltrone dell’Ars al movimento Cinque Stelle. Il più votato è Giancarlo Cancelleri che potrà scegliere tra il seggi di Caltanissetta e Palermo, seconda con 4095 voti Claudia La Rocca,terzo Salvatore Siragusa con 3275, quarto Giorgio Ciaccio con 3015 voti. Per la lista Crocetta la spunta il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto con 3148 voti. Per la lista Nello Musumeci presidente ce la fa Salvatore Lo Giudice con 8575 voti. Per il partito dei Siciliani entrano all’Ars Enzo Figuccia, figlio del consigliere comunale Angelo Figuccia con 7433 voti e Giovanni Greco con 4390, resta fuori Tony Rizzotto con 3921 voti. Tre seggi anche per il Pd che elegge il segretario regionale Giuseppe Lupo con 8715 voti, il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici con 8429 voti e il candidato indipendente già vincitore delle primarie di marzo Fabrizio Ferrandelli 7906 voti. Due deputati all’Udc con Nino Dina che rastella 10.229 voti bissando di fatto il secondo eletto Totò Lentini con 5304. Resta fuori Tommaso Gargano superato per meno di 100 voti. 
 

A Ragusa scattano cinque seggi. Per il Pdl viene eletto Giorgio Assenza con 4494 prteferenze, per il Movimento Cinque Stelle ce la fa Vanessa Ferreri, 3407 voti, lista Crocetta, Nello Di Pasquale il sindaco di Ragusa fino a qualche mese fa con 7754, per il PdGiuseppe Di Giacomo ex sindaco di Comiso deputato uscente con 4698 preferenze, per l’Udc Orazio Ragusa 4412 voti.
 

A Siracusa scattano sei seggi. Per il Pdl viene eletto Enzo Vinciullo con 7780 voti, per il movimento Cinque Stelle, Stefano Zito con 6347 voti, per la Lista Crocetta, Giambattista Coltraro con 4124 voti, per l’Mpa ce la fa Giuseppe Gennuso con 8753 voti di preferenza, per il Pd Bruno Marziano ex presidente della Provincia con 5657 voti, l’Udc all’Ars Pippo Sorbello con 7361 voti.
 

Trapani scattano sette seggi. Per il Pdl Mimmo Fazio ex presidente della Provincia con 6283 voti, due seggi al movimento Cinque Stelle che porta all’Ars Valentina Palmeri con 6852 voti distanziata di misura da Sergio Troisi con 2901 voti, per la lista Musumeci riesce a farcela con 6639 voti Paolo Ruggirello, per il Partito dei Siciliani elegge Giovanni Lo Sciuto ex assessore regionale con 6119 voti, per il Pd Baldo Gucciardo con 7982 voti, e l’Udc Mimmo Turano con 6106 voti

 


di Markez, da blogsicilia.it

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30 ottobre 2012 2 30 /10 /ottobre /2012 09:33

Sono tre i socialisti che siederanno a sala d'Ercole di Palazzo dei Normanni a Palermo, sede del Parlamento regionale siciliano: il trapanese Nino ODDO, membro della segreteria nazionale del Psi, Fabrizio FERRANDELLI, eletto a Palermo e Gianfranco VULLO, il più votato della lista Crocetta nella circoscrizione di Catania.

La sezione del PSI Ferdinando Cianciulli di Montella si congratula con i compagni per lo splendido risultato ottenuto.


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29 ottobre 2012 1 29 /10 /ottobre /2012 14:58

A un terzo delle sezione scrutinate questa è la situazione:

Crocetta: 31,20%

Musumeci: 25,20% 

Da segnalare il clamoroso risultato del Movimento 5 stelle che per ora risulta essere il primo partito della Sicilia. Cancelleri.

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29 ottobre 2012 1 29 /10 /ottobre /2012 08:23

Sono cominciate alle 8 di stamane le operazioni di scrutinio in Sicilia per le elezioni regionali. Lo spoglio è in corso nelle 5.307 sezioni delle nove province dell'isola dove si è votato ieri, dalle 8 alle 22. L'affluenza è stata del 47,42 per cento, pari a 2.203.885 elettori. 

Secondo gli exit poll di PalermoReport.it e dell'emittente televisiva Trm, riferiti al solo capoluogo, potrebbe profilarsi un clamoroso risultato per il Movimento 5 Stelle, che sarebbe il primo partito in città con il 26 per profilarsi un clamoroso risultato per il Movimento 5 Stelle, che sarebbe il primo partito in città con il 26 per cento dei voti. Il candidato governatore grillino, Giancarlo Cancelleri, otterrebbe oltre il 27 per cento. A seguire, sempre secondo il rilevamento, ci sarebbero Musumeci, Crocetta, Miccichè e Marano.

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28 ottobre 2012 7 28 /10 /ottobre /2012 18:13
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26 ottobre 2012 5 26 /10 /ottobre /2012 14:35

Fino a poche settimane fa  il Psi a guida Nencini per sua stessa ammissione era destinato a fare da cerniera fra Casini ed il Partito Democratico. Come socialista mi sentivo stretto in questo ambito inconsueto per un socialista. Con la sottoscrizione del documento “Italia bene comune” le cose sono invece radicalmente cambiate ponendo il Psi in una posizione più coerente rispetto al proprio passato ed elle pretese di un partito con aspirazioni europee.  Forti erano le riserve da parte di molti compagni all’interno del Psi ed in quell’aerea diffusa di associazioni e circoli socialisti che mal digerivano i contatti con un  PD perso alla causa della sinistra e sempre più attratto dal sogno neoliberista montiano.  Prima della firma del documento in parola alcuni compagni della sinistra socialista non legata al Psi intravedevano la possibilità di un’alternativa di governo, auspicabilmente legittimata dalle urne con una diversa legge elettorale, fondata   su un asse preferenziale PD-SEL. Molti, però, si ponevano la domanda se questo PD sostenitore del governo Monti sarebbe riuscito ad uscire dall’angolo in cui si era cacciato per  rimodulare il rapporto fra la politica, le istituzioni e i cittadini. Il fenomeno Renzi ha fatto venir fuori nel PD quell’orientamento socialdemocratico di tipo europeo (Bersani-Fassina-Laboratorio politico)  che ha preso il sopravvento con i rappresentanti del pensiero filomontiano e con quella parte del partito legata alle gerarchie vaticane.

C’è di che rallegrarsi! Alcune riflessioni vanno però fatte. La prima fra tutte è se fosse stato mai possibile costruire un’alternativa di sinistra a prescindere dal PD rappresentata da SEL IDV e le associazioni e i movimenti della sinistra. Questa è la prospettiva che molti auspicavano come una svolta indispensabile per la sinistra. Se ciò fosse avvenuto la prima conseguenza e che la sinistra così composta, non avrebbe vinto, ma in compenso nel PD avrebbe vinto la linea che ritiene giusto continuare la linea del rigore che aveva fatto accordi con Casini ed alle prossime elezioni ci saremmo trovati un governo composta dal PD, Casini forse il Psi, pronti a seguire l’agenda Monti. L’accordo PD,PSI,SEL, ha scongiurato questo pericolo.

Un’altra è importante obiezione è che ritenere definitivamente perso il PD alla causa della sinistra con tutte le sue conseguenze in ordine allo stato sociale, alla lotta per la democrazia, per i diritti sarebbe stato presuntuoso ed estremamente pericoloso. Il PD è pur sempre un partito di massa e perderlo alla causa della sinistra significherebbe una grande perdita, perché abbiamo potuto constatare che tutte le vittorie conseguite dai movimenti, ma non seguiti da un forte appoggio da parte dei partiti hanno avuta vita breve. Basta considerare quello che è successo per il referendum sull’acqua. C’è anche una considerazione di politica internazionale da fare. L’Italia ha perso grazie a Berlusconi prima e Monti poi, una  parte importante della sua sovranità.   La sinistra da sola sarebbe mai riuscita a recuperare tale perdita non potendo contare su una sinistra Europea divisa e confusa sugli obbiettivi politici. Ci riempiamo la bocca a parlare del PSE, ma questo partito che è nostro naturale riferimento è stato assente dal dibattito italiano e non solo.

Certo la coerenza è una gran bella cosa ma a cosa serve, se poi a decidere sono altri? I socialisti dopo anni di purgatorio possono tornare a contare con la propria tradizione, con il proprio bagaglio politico e di idee  a insediarsi nei luoghi in cui si decide. Bisogna accettare questa sfida. Le primarie ci danno l’opportunità di vincere assieme a Bersani e a quella parte del PD che si è schierata per il rinnovamento  nei confronti di una destra frantumata e senza bussola che prova a far convergere su Renzi quei consensi idonei a bloccare il rinnovamento e a far prevalere la linea maggioritaria delle forze di governo. Vincendo Renzi l’Italia sarebbe condannata a sopravvivere al seguito di un’Europa che vuole che gli italiani siano governati in maniera ingiusta con la mortificazione del mondo del lavoro, con la emarginazione della scuola pubblica e dell’Università a favore di quella privata con la distruzione di un tessuto economico ed imprenditoriale di eccellenza e con una sottrazione sempre maggiore di margini di Democrazia. Se riusciremo a parlare un linguaggio diverso e proporre un progetto politico alternativo in cui si dica “questo è un programma di sinistra e questo è ciò che deve essere di sinistra in materia di alloggi, pensioni, sanità, scuola, salari, ambiente, diritti civili etc” allora provocheremo un dibattito che sicuramente porterà quella sinistra diffusa che esiste nel sociale, nel dibattito politico nei sindacati  dalla nostra parte e questo, solo questo potrà spostare il centro di gravità della vita politica. La sottoscrizione del documento “Italia bene comune” ci offre l’opportunità di opporci all’attuale deriva politica e a parlare quel linguaggio diverso.  Come Socialisti abbiamo il dovere di provarci.

 

Beppe Sarno

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25 ottobre 2012 4 25 /10 /ottobre /2012 11:19

Giovedì 25 Ottobre 2012 preso la sezione PSI D. Carbone di Avellino in via G. Cascino 48 alle ore 18,30, si terrà la presentazione del COMITATO CITTADINO “SOCIALISTI AVELLINESI PER BERSANI “. Interverrà il consigliere comunale del PD Todisco referente in città dei comitati pro Bersani.

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